Il torello : come cambiare obbiettivo manipolando i tempi di recupero (Fucci)

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Spero che Armando non si alteri ,ma il titolo del suo audiovideo sul torello l'ho messo io .....  Infatti questo suo contributo cade proprio a pennello nel mezzo delle mie lunghe dissertazioni sulla funzione fondamentale del recupero e della sua durata e modalità esecutiva nel calcio . Non pensiate che io abbia terminato comunque su questo argomento che capisco suscita qualche difficoltà di comprensione , ma credo che anche l'aiuto del buon Fucci ci consenta di capire meglio i miei audiovideo su questa specifica . Come sempre lo ringrazio , se non ci fossimo noi della vecchia guardia .......  e i giovani non dicano che c'è la censura , ma vedo che avete molti problemi ad esporre le vostre idee ed esperienze ed alla fine siamo sempre noi a parlare .....  Valutate che ai nostri tempi Internet non c'era non c'erano blog e per poterci esprimere dovevamo sempre passare per le forche caudine delle riviste , ora questo filtro insopportabile e clientelare non c'è più ( o meglio c'è ancora ma c'è fortunatamente una uscita di sicurezza) ,la rete ed i blog ci consentono di esprimere le nostre proposte che però le visualizzano in molti e quindi sono sottoponibili a critiche , che fanno crescere ...... DATEVI DA FARE !!!!!

7 parte : il recupero nel modello prestativo del calcio

 

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Poche parole stamattina perchè i contenuti dell'audiovideo sono molto pregnanti : fate attenzione a non pensare che siano le cose che ci siamo detti fino ad oggi , ci sono molti approfondimenti in piu , qualche correzione ed un analisi che può indurre sicuramente ad elaborare meglio la metodologia dell'allenamento : Dopo aver rivisto e rinfrescato i concetti fisiologici ed il bagno che faremo oggi sui recuperi nel modello del calcio tutto apparirà piu chiaro e soprattutto ci condurrà per mano a fare delle scelte su come scegliere la metodologia da seguire in allenamento  . Chi segue il blog è molto in anticipo con i tempi considerate che oggi si sono accorti che l Atalanta che sta facendo un campionato sopra le righe è la sqaudra che fa meno distanza in partita : chi lo diceva da qualche anno era considerato un coglione senza basi scientifiche , ora mangiatevi la merda presuntuosi del cazzo .

6 parte :fisiologia del recupero attivo e passivo

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Senza nessuna presunzione sento il bisogno di approfondire alcuni elementi di fisiologia , dopo essermi riletto vecchi testi e nuovi media che si trovano su youtube . Naturalmente a chi non interessa può saltare questa parte , ma come dico sempre ,la fisiologia è sicuramente alla base dell' allenamento , su cui poi dobbiamo costruire la metodoloiga che risulta specifica per ogni sport . La fisiologia ha dei presupposti comuni , ma poi ogni sport deve adattare l'allenamento sulla base di una approfondita conoscenza del modello prestativo e coniugarlo con le caratteristiche fisiologiche dell'atleta in oggetto. Sottolineo che io non ricordo tutto a memoria e vanno sfruttate tutte le forme di approfondimento che la rete propone , unito ai classici . Poi bisogne essere in grado di scegliere, e ciascuno lo fa sul proprio vissuto esperienziale , nessuno ci deve dettare la linea e farci agire come uscieri . Dobbiamo liberare la nostra creatività su conoscenze profonde culturali e di esperienza ed essere sempre critici , raccogliendo laddove è possibile dati per controllare le nostre proposte di lavoro e la loro efficacia , senza presunzione   .

5 parte : recupero attivo e passivo

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Definiamo meglio cosa intendiamo per recupero attivo e passivo , e come questo influenza la risintesi del Creatinfosfato . Per anni anch'io ho creduto che il recupero attivo fosse migliore del recupero passivo perche ci consentiva lo smaltimento dell'acido lattico , ma ciò è stato un evidente errore complessivo . Anche su questo dobbiamo fare riferimento a ciò che succede nel modello prestativo di sport completamente diverso . E dobbiamo considerare che il lattato è un carburante , non solo una scoria   . A tal fine dedicheremo due audiovideo su questo argomento. Ed inoltre sottolineiamo che dobbiamo considerare recupero una intensità fino ad un 50%-55%  del Vo2max, mentre oltre parliamo della fase aerobica dei lavori con variazioni di ritmo e questa è un  altra storia .............

Ho aggiunto anche il pdf che avevo dimenticato nell'audiovideo precedente

4 Parte ) il recupero breve e l’allenamento intermittente

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Grazie a tutti quelli che hanno manifestato pubblicamente il loro apprezzamento per il lavoro del blog di questi 5 anni . Noi continuiamo a cercare di fornire la nosra esperienza , senza che questa sia per forza corretta o giusta in assoluto come pretendono altri . L'allenamento è in continua evoluzione ma attualmente è in mano ai medici o a persone che pur facendo il nostro mestiere ,sul campo non ci sono mai stati e ci ammorbano con cose scientifiche di nessun valore . L'allenamento è un vestito cucito sull'atleta che risponde a leggi fisiologiche generali ,ma il particolare va studiato e approfondito ed adattato . Prova ne sia appunto la durata della ripetizione e dell' intervallo,unito alla quantità e qualità dello stimolo . Per 40 anni ed oltre abbiamo valutato solo la fisiologia del movimento e non il movimento tecnico ( e tattico ) stesso come fattore principale su cui costruire l'allenamento rispettando solo in secondo luogo le basi fisiologiche e siamo arrivati all'aberrazione che si allena il sistema aerobico o anaerobico , magari con ritmi velocità e frequenze totalmente diverse dalla gara o anche addirittura con gesti enerici che non c'entrano niente con la tecnica specifica  ( ad esempio gli allenamenti a circuito per la forza resistente !!!!!)  e queste cazzate ancora esistono anche negli sport prestativi individuali .

Una nota : risentendo l'audiovideo ho detto lavoro intermittente quando invece era interval training  diapositiva 13 e c'è un errore sulla diapo 5 che ho corretto nel pdf in quanto il lavoro aerobico sviluppato nella 1 rip era di 5 kj non 6 , non avevo voglia di rifarlo spero mi comprendiate lo stesso.

3 parte ) analisi del recupero e 5 anni di BLOG

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Ebbene si forse qualcuno se lo è ricordato ma oggi sono 5 anni che è nato il blog  www.laltrametodologia.com , dopo lo storico seminario tenuto a Roma il 24 ottobre con la presenza del prof di Prampero e del sottoscritto , che unito a quello già svolto a Corato qualche settimana prima , ha dato il via alla rivoluzione dell'allenamento sul calcio . Un poveraccio scomparso da qualche anno dai radar ( prima voleva dettar legge dicendo che si può allenare solo in un modo , quello indicato da lui ) che è stato in Brasile  a fare una delle solite relazioni inutili ,ma che consentono di mantenere amicizie nel mondo, si è sentito chiedere cosa ne pensava del metodo da noi proposto , ha risposto " ma in Italia non lo segue nessuno !!!" , dimostra che vive proprio fuori dalla realtà , altrimenti come mai in Italia ci sono tantissimi iscritti al blog e  sono venduti tantissimi gps soprattutto dei nostri a basso prezzo ? Perchè proprio dalla base che cominciano le rivoluzioni non dai paradisi dorati come la serie A che continuano nel perseverare su modelli ormai antiquati , spalleggiati da Caressa , Bergomi Adani ,Ambrosini ,Marcheggiani e Ciarravano che nell'ultima settimana hanno infilato una serie di perle incommensurabili di cui la migliore è stata che  Salah  vincerebbe  gli 800 metri in Egitto, come i Km percorsi in piu dal Chelsea ( e non si capacitano come Manchester City e Barcellona ne fanno di meno di tutti ) o che Prandelli in meno di 2 settimane ha ridato vigore atletico al Valencia !!!!!e altre amenità del genere  . Ma rendersi conto che siete nel vecchio no eh ?? basta guardare un po di dati seri e non le sciocchezze sulla distanza     . Comunque a noi non importa piu di tanto anche se poi quando parli con chi ha poche conoscenze ti tocca smontare prima di farti capire questo mare di cazzate che li ha sommersi . Sicuramente il compito che aveva il blog era proprio questo , consentire una controcultura che contrastasse quelle vigente che si basa su presupposti sbagliati e che viene sviluppata a Coverciano . Ora la esportiamo anche in altri paesi sperando che così possiamo influire negativamente sulle prestazioni degli altri .

Rimane per me una grande gioia comunque , accorgersi che anche dopo 5 anni qualcosa da dire ci sia , e che tanti di voi mi scrivono in privato per ringraziarmi di questa opportunità e ancora gente chiede di iscriversi al blog  facendomi notare che è l'unica cosa utile nel campo dell'allenamento , e non solo nel calcio . Alla faccia di quello che diceva ai brasiliani che a me non mi segue nessuno in Italia ( si faccia un esame di coscienza e veda se invece è lui che non lo caga piu nessuno in Italia da 2-3 anni magari ) . Auguri BLOG e grazie a tutti coloro che lo hanno sostenuto e che lo hanno riempito di contenuti come Armando Fucci in primis , e poi Pompa e Basile , Tafani e Casella . Gli altri non citati non si offendano ma questi sono state le colonne che ci hanno sostenuto a cui va un sincero grazie per il loro disinteressato lavoro .

2 parte) Il recupero nella seduta di allenamento : un po’ di fisiologia, molta metodologia dell’allenamento e pratica da campo

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Dopo parecchi anni che non ho piu accesso alla tecnologia del consumo di ossigeno , provo a ricostruire  alcuni concetti base di fisiologia da apllicare all'allenamento :lo faccio tramite  le centinaia di prove che ho sviluppato nel corso della mia vita con  l'uso dei metabolimetri che ho cercato di usare sempre con la logica di conoscere meglio le reazioni del corpo umano , non appiattendomi sull'uso dei noiosi ed abbastanza inutili test a carichi crescenti , ma cercando con tutti i miei limiti di utilizzare delle prove che servissero nello specifico al giocatore o all'atleta di turno e al suo sport , e che ci consentissero di studiare vari aspetti del suo metabolismo ,incluso il Vo2max ma senza prove massimali ad esaurimento . L'audiovideo di oggi è difficile e mi sono anche reso conto di essere un po arrugginito su questi concetti e calcoli che stanno alla base della metodologia dell'allenamento , tanto che ci ho messo una settimana quasi a tempo pieno per preparare questo audiovideo di 45 minuti , e non sono neanche soddisfatto. Avviso prima che bisogna stare seduti e magari aiutarsi con qualche appunto , non prendetelo alla leggera è abbastanza complicato e vi prego anche di segnalarmi se ci sono delle cose che vi sembrano sbagliate o non comprensibili , vi ascolto sempre ma stavolta ancora di piu perche voglio migliorarlo . Vi avviso anche che nel prossimo parleremo di allenamento ma secondo me capire questa parte è molto importante per spiegare bene quello che diremo dopo .

Il recupero nella seduta di allenamento : un po’ di fisiologia, molta metodologia dell’allenamento e pratica da campo ( 1 parte)

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Debbo come sempre ringraziare Armando Fucci perchè mi da degli spunti non indifferenti per sviluppare degli audiovideo . Sto diventando vecchio e a volte penso che potrebbe essere utile il mio contributo in piccola parte di conoscenza accumulato negli anni da grandi maestri di fisiologia  come Bosco e di Prampero oltre a letture importanti come  , ma anche e soprattutto dall'aver partecipato in prima persona ( anche se di seconda generazione ) al momento storico in cui queste nuove acquisizioni fisiologiche dovevano trovare riscontro  con la metodologia dell'allenamento e poi essere applicate ai singoli sport con caratteristiche tecniche diversissime ( corsa , ciclismo , canoa e canottaggio, nuoto ) .

La prima generazione di interpreti di questo passaggio furono in Italia Vittori e Bellotti senza dubbio ma molto si deve ad altri allenatori esteri occidentali come Lidyard, Toni Nett, Counsilmann per il nuoto .Non ha mai assunto un ruolo di spicco in questa culturizzazione ( se non nell'ateltica leggera) Sergio Zanon che invece a mio avviso , anche se con ritardo da parte mia , va annoverato tra gli antesignani di questo passaggio ,in quanto in Italia le sue prime traduzioni  di Toni Nett  ed il suo  libro  del 1972 dal titolo "La corsa prolungata in Atletica :biochimica ,fisiologia......... sono quelle che hanno aperto la strada a queste nuove applicazioni dell'allenamento .

Tanto per ricordare ai piu giovani Zanon è stato il primo nel 1974 se non ricordo male ad introdurre il concetto di allenamento pliometrico . Ho conosciuto Zanon direttamente solo nel 1997 e debbo dire non nelle migliori condizioni e non ho avuto una bella impressione . Ma se penso a tutto quello che ha fatto quantomeno per la diffusione  delle conoscenze della metodologia dell'allenamento , mi incazzo molto perche nei primi anni della mia fase di acculturamento è stato sempre ignorato o quasi a vantaggio di altri e della monodirezionalità della cultura metodologica dei paesi sovietici e tedesca dell'est . E questo solo perchè doveva essere affermata dagli allora dirigenti della scuola dello sport (iscritti al Partito Comunista italiano ) che la cultura comunista dello sport era la migliore possibile . Questo è un passaggio storico che ha influenzata per 30 anni il modo di pensare l'allenamento della mia generazione .

2 parte del 3c3 intermittente da Armando Fucci

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Anche oggi abbiamo un contributo di Armando Fucci che voglio ringraziare se non lo avessi ancora fattyo nel corso di questi ormai 5 anni del blog per il suo supporto fondamentale . L'argomento è semrpe sul 3c3 ad intermittenza in cuoi Armando approfondisce ancora gli esiti legati anche alle fasi di possresso e non possesso in allenamento . Il messaggio credo sia chiaro : usare l 'APP in allenamento può risultare utilissimo per capire se ci si allena nella giusta direzione in entrambe le fasi . Poi la suddivisione dell'allenamento con e senza le pause che deve essere fatto a mio avviso molto spesso e spero di poterlo approfondire in un prossimo audiovideo, già troppe volte preannunciato ma vi giuro che lo sto facendo .  Magari appunto per festeggiare 5 anni di blog da quel fatidico 24 ottobre 2011 dove è partito tutto , basta pensare ai personaggi in voga in quel periodo : dovete andare dalla Sciarelli a chi la visto per sapere che fine hanno fatto !!!!

 

3c3 intermittente : l’analisi di Fucci

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Per fortuna c'è Armando Fucci che pur non essendo giovanissimo , ancora si lancia e sperimenta sul campo con una logica pratica invidiabile , anche oggi ci da alcuni esempi di come bisogna provare sul campo alcune idee e poi aggiustarle .Oggi ragiona sui 3c3 a intermittenza , 2 settimane fa parlava dei 5c5 di durata 5' e rec 60"-90".

Nessuno deve pensare che un sistema di allenamento è uguale ad un altro ancor di piu quando si usano n giocatori diversi e/o superfici diversi .

Ancor piu se permettete , dobbiamo ragionare sulle diverse accentuazioni che l'allenamento produce , e che naturalmente sviluppa maggiormente alcuni aspetti ed altri li riduce di sviluppo . Niente potrà essere del tutto uguale alla gara se non la gara stessa , ed il bravo trainer sarà quello che sceglie le miscele piu adatte e consone , conoscendo ciò che propone e gli effetti di questi mezzi di allenamento  sul giocatore e sulla sua squadra . Se scorrete in questi quasi 5 anni di audiovideo ci sono diverse proposte dello stesso Fucci, di Pompa Basile ed altri e sono tutte condivisibili ma non intercambiabili: ciascuna sviluppa delle particolarità del gioco ( ad esempio accelerazioni intense oltre il 15% ) altre agiscono sulla mancanza di recuperi passivi ma se li annullano totalmente è un grave errore , altre durano 5' altre solo 30" , in alcune non ci sono pause imposte altre invece sono cadenzate .

Anche il numero di giocatori cambia non solo la parte metabolica  e muscolare ma anche e direi soprattutto l'allenamento tecnico individuale , tattico individuale e tattico di squadra. Non c'è dubbio che fare un 3c3 i consente di toccare molte volte la palla e quindi migliorare la mia tecnica e tattica individuale ( ai tempi miei si giocava in piazzetta sotto casa con la paura che arrivasse il vigile a sequestrarci il pallone chiamati dalla zitella infastidita dalle nostre grida ) e ogni tanto si andava a giocare al  campo piu grosso ( da 7c7 in verità) ed era un altro sport e dove la tattica di squadra contava molto di piu delle individualità . Uniamo a questi aspetti di scelta anche naturalmente la base di definizione del volume di allenamento e le cose credo che saranno piu chiare : infatti itnesità e densità le abbiamo gia definite  involontariamente prima , abbiamo in mano a questo punto la manopola della quantità da giocarsi per bene : dicendo queste cose mi viene voglia di provare a fare una di quelle cose da vecchio quale sono cioè provare a fare qualche tabella  metodologica assolutamente becera basandomi sui dati degli altri , forse ormai sono destinato a questo ........

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