Alcune proposte di allenamento sul controllo motorio

Da alcuni anni ci si è soffermati sull'importanza del controllo motorio come qualità importante da allenare nel calcio e negli sport di squadra. Tuttavia, come sempre le mode la fanno da padrone, e oggi chi non possiede mezzi quali: BOSU, fitball, meduse, ecc...è superato! Questi mezzi non vengono soltanto utilizzati per l'allenamento propriocettivo o funzionale ma li si ritiene indispensabili per l'allenamento della forza. Secondo il mio punto di vista bisogna avere ben presente l'utilità di un mezzo di allenamento e saperlo inserire in modo ottimale, solo questo fa la differenza tra chi copia e incolla ciò che vede nel mondo sportivo da chi ragiona e fa funzionare il cervello.
Per prima cosa, non dovremmo utilizzare le esercitazioni più "cool" o le più funzionali del momento per farsi belli davanti agli occhi del mister, società, ecc..ma le proposte dovrebbero essere scelte solo e soltanto in funzione dei nostri allievi. Nella mia esperienza di settore giovanile ad esempio, molti ragazzi non sanno neanche effettuare uno squat o addirittura una contropiegata in modo corretto, figuriamoci se gli si può chiedere qualcosa di estremamente complicato senza cadere in errori di controllo. Spesso inizialmente, non serve alcun attrezzo, basta esplorare l'ambiente semplicemente muovendo il capo e soffermandosi sulla visione di oggetti statici o dinamici per creare dei disequilibri. Invece subito si inseriscono superfici instabili e morbide le quali, come spiega bene il Prof. Alfio Caronti nelle sue lezioni di kinesiologia del movimento, sono assai sconosciute al nostro sistema nervoso centrale (SNC) poichè in effetti le superfici lisce e morbide non sono presenti in natura, le quali addirittura creerebbero delle co-contrazioni deleterie al movimento. Questi aspetti sono davvero molto affascinanti tuttavia è difficile approfondire determinate tematiche con gli strumenti di indagine attualmente presenti nel "mondo scientifico". L'idea che mi sono fatto a tale riguardo è che il loro utilizzo può avere una discreta collocazione nel settore giovanile (da privilegiare maggiormente le superfici "rigide"), o nel recupero infortuni, ma soltanto per movimenti relativamente semplici quali: squat, contropiegate e affondi laterali. Per favore, non mi fate vedere salti sulle meduse!!!
Qualche anno fa il Prof. Colli nelle sue lezioni all'università di Roma Tor Vergata, già avanti come sempre, mostrava utilizzi diversi per l'allenamento del controllo motorio, propriocettivo, stabilizzazione, beh chiamatelo come vi pare...Certamente gli "ingressi" di disequilibrio non debbono essere solo i piedi ma anche ginocchio, bacino, busto, spalle, ecc

A seguire un video di un ragazzo categoria giovanissimi che in appoggio monopodalico simula la posizione di tiro in porta, in modo particolare l'apertura al tiro. Il disquilibrio è dato dall'elastico sulla mano del braccio del caricamento. Il disturbo posteriore pone risalto alla muscolatura anteriore.

A parte gli insulti in sottofondo, vediamo il non corretto utilizzo del capo dove in effetti non bisognerebbe guardare a terra...

Nel prossimo video invece un movimento di torsione e il disturbo anteriore pone risalto alla muscolatura posteriore:

Chiaramente le proposte possono essere numerose, successivamente si potrà passare da situazioni statiche a quelle dinamiche sul posto e per finire ad azioni balistiche verticali o ancor meglio orizzontali.

Dario Pompa

,

3 Responses to Alcune proposte di allenamento sul controllo motorio

  1. Alfio Caronti 24 gennaio 2012 at 15:03 #

    Buongiorno Dario,
    ho letto il tuo bell’articolo.
    Io sostengo che gli esercizi di equilibrio e propriocettivi sono fondamentali, ma dico anche che così fatti servono a ben poco. Si possono usare TUTTI gli attrezzi per l’equilibrio che tu hai elencato, ma a condizione di mantenere
    molto alto l’ingresso di stimolo sensoriale. In questo caso se in piedi, il piede.
    Basta quindi fare questi esercizi mettendo nelle scarpe solette che riproducano un ricco e corretto stimolo sensoriale. I piedi sono sopratutto un importante organo sensoriale. Con più spazio potrei girarti i lavori fatti a Torvergata a questo proposito.
    Un cordiale saluto e buon lavoro.
    Alfio Caronti

    • dariopompa 26 gennaio 2012 at 22:45 #

      Gentile Prof. Caronti,
      Innanzitutto la ringrazio per il suo intervento. Sono stato suo studente a Tor Vergata e per più anni di seguito ho voluto assistere alle sue lezioni davvero interessanti, le quali mi hanno aperto un mondo che sinceramente non conoscevo.
      Voglio ricordare a chi sta leggendo che lei è stato uno dei primi (se non il primo e unico) che in ambito sportivo ha parlato dei test Kinesiologici per la valutazione della co-contrazione; esercizi per far capire al SNC che determinati traumi possono essere superati riproponendo gli stessi in modo controllato (usufruendo anche dei 5 sensi) per evitare co-contrazioni deleterie al movimento, superfici lisce e morbide come i Bosu assolutamente sconosciute al SNC sempre responsabili di co-contrazioni,ecc.
      Io utilizzo il suo metodo di lavoro soprattutto dopo traumi o cmq in soggetti con problematiche posturali e devo dire che spesso ho avuto evidenti risultati.
      Rispondendo ai suoi dubbi, non crede che l’uso di queste solette (o i sassolini e le foglie come ricordo a lezione) possano essere fondamentali soprattutto in atleti che hanno subito un trauma, quindi in una fase di rieducazione del movimento oppure non sò nei ragazzi in età evolutiva per una forma di multilateralità rispetto ad atleti “sani” nei quali si richiede la massima performance in terreni artificiali di fatto sconosciuti al SNC?
      Spero che possa contribuire al blog con degli articoli o video, sarebbe molto interessante.

      Un cordiale saluto

      Dario Pompa

    • antonio 27 gennaio 2012 at 14:57 #

      Il compito di definire la propriocezione ha creato
      controversie nella comunita’scientifica…Inizialmente ha prevalso la definizione ; “la capacità di ricevere in ingresso da muscoli, tendini e articolazioni informazioni poi processate in modo significativo nel
      sistema nervoso centrale,e che favoriscono la conoscenza di dove un arto è situato nello spazio “,ma la polemica continua
      a prevalere perché una definizione universalmente accettata
      resta da formulare. Questa incapacità di generare un accettabile, onnicomprensiva definizione sulla propriocezione e del termine
      controllo neuromuscolare, mostrano le complessità del tema ,unite al fatto che ancora non abbiamo un modo esente da critiche per misurare questi aspetti.Più di recente, la definizione del sistema propriocettivo è stato ampliato .da una visione principalmente sensoriale,per includere una visione che comprenda la complessa interazione tra le vie sensoriali
      e la via del sistema motorio (sistema efferente).Questo sistema è definito sensomotorio.Sicuramente in poche righe non e’ possibile capire il suo pensiero ma colgo una certa superficialita’ nel definire poco utili le esercitazioni proposte considerando che gli aspetti legati all’equilibrio e alla propriocezione per noi allenatori hanno senso solo se legati al miglioramento dell’efficacia della tecnica.Cosi come la definizione di piede come organo sensoriale e ingresso principale delle info appare alquanto riduttiva in una visione globale della motricita’.Ma ripeto le mie perplessita’ sono legate all’intervento che non spiega perche’ sono poco utili,e forse dal suo punto di vista sara’ cosi,ma nell’ottica di incidere sul movimento tecnico ,inserire delle pertubazioni che stimolano le sinergie posturali non puo’ che migliorare gli engrammi.

s2Member®