Ciclismo su strada: modello di prestazione

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(by RColli) Cercando di rispettare coerentemente la nostra gerarchia di pensiero quando si va a proporre un allenamento, apriamo la sezione dedicata all'allenamento del ciclismo con un articolo sul modello di prestazione delle gare su strada del ciclismo femminile che risulterà molto simile a quello maschile.
Questo articolo è stato scritto nel 1996-'97 quando in Italia eravamo i primi ad utilizzare i sistemi di valutazione della potenza, ed ampliato nell'anno dopo con le gare maschili; è stato scritto e sviluppato per la federazione ciclistica (Fci) con cui collaboravo e come la maggior parte delle mie modeste "ricerche da campo" non avevo nè il tempo nè soprattutto la voglia di metterle per iscritto; solo due anni dopo, con l'aiuto sostanziale di un paio di coautori è stato pubblicato su una rivista non-ranked come Teknosport, quindi lo hanno letto in pochissimi.
Verrà integrato nei prossimi giorni da una presentazione in PDF dove vengono ampliati i concetti che sottintendono la prestazione del ciclista, anche professionista, e con un'analisi delle differenze che avvengono nei percorsi in cui vi sono contributi del compianto Aldo Sassi e di Mattia Michelusi, un giovane direttore sportivo che ha fatto la tesi su questo argomento con il mio tutoraggio.
Il concetto è semplice, il ciclismo non è uno sport continuo, all'interno della gara sono presenti almeno 200 variazioni di ritmo di durata medio-breve (10"-40") con recuperi sviluppati in media al 60-80% della Soglia Anaerobica (SA). Quindi, anche il ciclismo è tutto fuorché una gara a ritmo costante e pensare che si possa sviluppare tutto l'allenamento a ritmi costanti non è certo attinente al modello. Vi ricorda qualcosa???

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