Le prime applicazioni dell’allenamento intermittente

(by RColli) Oggi proponiamo la 3a parte dell'articolo sul kayak del 1989 dove trovate la descrizione dell'allenamento intermittente e le prime prove fatte con esso per cercare di rendere più specifico l'allenamento a ritmi più vicini alla gara. Ci lavoravamo su da un paio d'anni e quindi non avevamo l'esperienza necessaria per manipolarlo bene come invece abbiamo fatto negli anni successivi. Lo chiamavamo "frazionato", e Bosco mi cazziò come sempre dandomi invece la giusta definizione di intermittente che adottammo negli anni successivi. Infatti, il lavoro intermittente è nato nel 1947 da Christensen, ma in Italia a livello di allenatori credo lo conoscesse solo il compianto Castagnetti, che lo applicava con i suoi nuotatori ed era considerato un eretico dalla FIN.
Sempre in Italia, la scuola di Margaria e quindi il prof. di Prampero, lo avevano studiato negli anni '60 ma nessuno aveva raccolto e tradotto in termini da campo tale metodica d'allenamento.

La peggior cosa che viene detta da chi non conosce l'intermittente, è che fa produrre molto acido lattico. Quando dicono questo, significa che non conoscono i presupposti fisiologici di tale metodica ed allora allontanatevi... Mi fa piacere sottolineare che in questi tre articoli, pur essendoci delle cose ormai vecchie e non più utilizzate, già in nuce si trovano elementi come l'analisi del rendimento dei pagaiatori (che risulta migliore guardacaso nei più bravi), mentre il V'O2max non dà alcuna indicazione sulla differente qualità del kayaker e questo ci ha influenzato per tutto il prosieguo della nostra attività nell'ambito della metodologia dell'allenamento.

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