Un po’ di storia: modello prestativo del basket (1985!)

modello basket 1985

(by RColli) Non so se mi sto facendo prendere dalla nostalgia, ma questo lavoro per me ha rappresentato un cambiamento di mentalità: non si possono proporre sistemi e metodiche d'allenamento se non si conosce come avviene la prestazione. In quel tempo, e ancora per molti adesso, eravamo tutti bloccati dalla differenziazione in categorie per capacità condizionali e capacità coordinative, distinzione importata soprattutto dall'Est, ragionando come se potessimo gonfiare a dismisura una di queste per migliorare la prestazione finale. Ad esempio: l'aumento della forza massima sviluppata magari con le macchine (che in quel periodo cominciavano ad andare di moda), si pensava potesse automaticamente garantirci una maggiore accelerazione...
Diventava difficile parlare di legame tra queste due componenti, perché per le fasi sensibili (coordinative) veniva indicato un periodo di sviluppo possibile fino agli 11-12 anni, poi niente. Quindi, i cattivi messaggi (a cui ho purtroppo contribuito anch'io), ci facevano credere che la tecnica del soggetto non fosse più modificabile: niente di piu errato.
Speriamo nel tempo di poter pubblicare molti documenti che non fanno altro che confermare che il miglioramento, soprattutto dell'atleta adulto, dipende essenzialmente dal miglioramento coordinativo e dal risparmio energetico sul gesto tecnico, e nel caso degli sport di squadra aggiungerei anche dalla capacità di lettura della situazione, che aumenta con l'esperienza.
Già in quel tempo, reputavo che quantomeno il miglioramento metabolico andasse svolto preferenzialmente dall'allenatore tramite esercitazioni tecnico-tattiche, con le dovute indicazioni di durata, intensità e pausa che venivano da me controllate e suggerite, con un feedback continuo dagli allora giovani allenatori con cui collaboravo come i fratelli Gebbia, che ringrazierò sempre per aver creduto nella possibilità di fare qualcosa di migliore. Consentitemi una sola nota polemica: quando dovete copiare, almeno fatelo bene... i prelievi di lattato del mio studio risalgono al 1985, non al 2000 e quelli degli altri sono solo conferme a quasi vent'anni di distanza.

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One Response to Un po’ di storia: modello prestativo del basket (1985!)

  1. marcodimonte 13 novembre 2011 at 14:34 #

    a testimonianza del fatto che i miglioramenti non sono così rigidamenti incasellati nelle fasi sensibili e che una volta perso quel treno non sia possibile modificare più niente, arriva in senso generale dalla psicoimmunoendocrinologia ch attraverso l’epigenetica tenta di dare una spiegazione scientifica a tutti quei fenomeni che altrimenti “puzzerebbero” di esoterismo. Banalizzando fino ad ora si credeva che il DNA a disposizione di ognuno di noi determinasse tutto senza scelta, si è scoperto che dato un certo DNA la trascrizione da parte dell’ RNA non avviene solamente in un senso (DNA——>RNA) ma anche viceversa (RNA——–>DNA) e soprattutto da stimoli esterni (ambiente, sostanze chimiche, attività motorie, ecc.).

    COme dire che la base di DNA è quella che abbiamo, ma l’infinità di combinazioni possibili non avvengono in un verso ma possono essere influenzate modificando una proteina, un potenziale di azione una membrana cellulare ecc..

    Inoltre un altro studio interessante sul sistema nervoso ha messo l’accento sulle cellule gliali che sono un fattore 10 più numerose dei nostri neuroni, queste cellule con le lor varie specializzazioni provvedono al nutrimento, difesa delle cellule neuronali e in caso di apprendimentoi, danni ecc.. ricostruiscono “Le vie” sulle quali i neuroni si poggiano per trasmettere le informazioni.

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