Il latte per il dopo attività???…

(by Kri83) Recentemente ho letto un articolo sul blog sportbrain.it in cui si afferma che il latte, essendo un alimento completo, risulta ottimo per il dopo allenamento… peccato che l’autore si soffermi solo sulle proprietà del latte senza intervenire su altri fattori, seconde me più importanti, quali l’energia (non è solo pura filosofia) e l’aspetto biochimico dell’alimento.
Ricordo che io non sono né un medico né un nutrizionista, ma semplicemente un autodidatta attento e informato.
Questa è la mia versione, in stile L’ALTRA METODOLOGIA, ossia con chiarezza e veridicità dei fatti.

Il latte è un alimento che aiuta a crescere, ma dopo lo svezzamento non c’è più bisogno di berlo, anche perché la nostra mamma finisce di produrre il latte quindi non ci rimane che bere quello di origine animale, che guarda caso non è compatibile con l’uomo (leggere le diverse proprietà del latte materno con quello vaccino).

Ogni essere vivente deve bere il latte della propria specie, questo, però, non vuol dire che non possiamo più bere latte o mangiare yogurt e formaggi, ma sicuramente non tutti i giorni come ci consigliano i media (pubblicità e riviste) e alcuni fantomatici dottori. I bambini di oggi, tra l’altro, sono ben nutriti e non hanno bisogno di bere tutti i giorni il latte, così come gli anziani a rischio osteoporosi.

“Uno studio recente del Gennaio 2001, negli USA, ha rilevato come un campione di 1035 donne sottoposte a regime alimentare con proteine animali rispetto ad un regime con proteine vegetali ha evidenziato una maggior fragilità al bacino, perdita di solidità della struttura ossea, nonostante ingerissero latte tutti i giorni ed assumessero calcio integrato nella dieta. Il campione di donne a regime proteico vegetale, non ha manifestato tali sintomi”.

“Non c’è nessuna evidenza scientifica che il latte faccia bene alle ossa”. dott. Berrino – Primario Dipartimento Epidemiologia Istituto Tumori Milano - (Recente pubblicazione scientifica sulla rivista medica PEDIATRIX).

Uno studio del 1994, dell'ente sulla nutrizione americano, ha concluso che la taglia scheletrica di ogni persona viene definita geneticamente, nell'infanzia abbiamo l'accumulo e la stabilizzazione fino all'età di circa 35 anni, oltre la quale esiste un impoverimento fisiologico naturale legato al controllo ormonale. Con l'immissione di calcio esterno, questo valore viene aumentato in eccesso, costringendo l'espulsione con l'urina, entro certi limiti, altrimenti abbiamo un accumulo sui reni, arterie, fegato, cuore, valvole cardiache e intestino.

L'osteoporosi avanza ugualmente, nonostante il forte impiego di calcio e di proteine animali.

Il calcio per essere assorbito dalle ossa, deve disporre di un'adeguata quantità di magnesio, che nel latte è scarso, mentre è molto alto nella verdura, legumi e frutta; oltre al controllo del suo tenore metabolico il magnesio serve anche a contrastare con la vit. B6, l'acidosi metabolica indotta dai soli sali di calcio e proteine animali. Se abbiamo un ambiente acido (proteine animali) i nostri meccanismi di tamponamento naturale, col calcio in eccesso, non possono lavorare a pieno regime, infatti, per neutralizzare l'acidosi si deve ricorrere alla nostre riserve minerali che abbiamo principalmente nelle ossa; questo meccanismo a circuito chiuso spiega che l'osteoporosi non è solo una mancanza di calcio per le nostre ossa, ma anche una perdita di calcio a seguito delle nostre abitudini alimentari scorrette.

La popolazione indiana ed asiatica, in generale, non soffre di tali problemi sino a quando non assume un modello alimentare occidentale, infatti, l'osteoporosi non è così diffusa come da noi, anche le popolazioni ispano, indiane ed asiatiche trapiantate in Europa e America hanno aumentato la percentuale di rischio all'osteoporosi grazie alle errate abitudini alimentari sconosciute nei loro paesi d'origine.

A questo punto, è opportuno affermare che dopo ogni allenamento o attività, per ripristinare le energie spese, bisogna bere il latte (praticamente quasi tutti i giorni)?

Zuccheri, proteine, calcio, etc. possiamo assumerli anche con altri alimenti, perché creare il compromesso con il latte?

Perché costa di meno? (negli anni è aumentato il prezzo);

E più facile portarlo con sé?;

La nonna dice che fa bene?

Concludo…

Bisogna considerare anche un altro fattore, la qualità del latte che si beve. Non credo che il latte che compriamo al supermercato (acqua colorata) sia lo stesso del buon contadino; allora di cosa stiamo parlando, cosa stiamo consigliando agli sportivi, ai bambini e agli anziani… latte impoverito! Per non dire altro.

A cura di:

Christian Casella

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