A proposito di analisi degli SSG… leggete questo del 1997 (1a parte)

SSG ante litteram 1parte

(by RColli) Proseguiamo il viaggio nella nostra memoria ed oggi ci imbattiamo guarda un po' negli SSG (small-sided games), meglio conosciuti da me come partitelle a campi e ranghi ridotti, ma è evidente che fa più scena chiamarle in inglese: d'altronde adesso abbiamo un presidente del consiglio bocconiano che fa citazioni tutte in inglese, anche se i nostri problemi in italiano li capiamo meglio come casta, raccomandazioni, mazzette e via discorrendo.
Oggi vi ripropongo un articolo sicuramente poco letto dai più anziani, mai letto dalle nuove generazioni, di un lavoro che cominciammo a fare per studiare meglio cosa succedeva aumentando o diminunendo le ampiezze del campo, il numero dei giocatori e modificando il rapporto durata-pausa. Il motivo era uno: a quel tempo (fine anni '80, inizi anni '90) cominciava ad avanzare l'idea della "gabbia", un campo ridotto di calcio con le sponde ed addirittura con la copertura in alto per far giocare consecutivamente ad intensità molto elevata un numero ridotto di giocatori. Come tutte le cose sembra che la gabbia l'abbia inventata un certo Orrico allenatore della Carrarese (è andato anche all'Inter ma non ha mangiato il panettone), ma poi venga più descritta come una creatura di Sacchi.
Sembrava che nella gabbia i giocatori dovessero svolgere almeno 2' consecutivi di lavoro senza pause, e sinceramente non ci sembrava la cosa più vicina al calcio. Allora abbiamo provato a studiare questo aspetto e credo che qualche indicazione interessante ne possa essere tratta leggendo l'articolo che dividiamo in due così almeno i leechers (vedete che so anch'io l'inglese!) o meglio i succhiatori di internet che scaricano tutto e non danno niente alla rete devono fare un po' di fatica. Debbo dire che questo studio pubblicato su CSSJ del 1997 n.2 era stato fatto sicuramente qualche anno prima, ed anche relazionato in diverse sedi calcisticamente competenti, ma non ci cagò nessuno. Anche perchè i preparatori di quel tempo, malamente indirizzati dalla crema dell'AIPAC (io direi yoghurt), facevano a gara a dimostrare metodi di allenamento che sviluppavano a secco 15-16 mmol/L di lattato, che appunto con il calcio non c'entrano niente.
Ora finalmente da qualche anno sono tornati di moda con un nome inglesizzato appunto SSG, qualcuno illuminato ha dimostrato che rappresentano la vera possibilità per l'allenamento metabolico e muscolare nel calcio (Duccio Ferrari Bravo 2007 mi sembra), manca solo adesso che vengano analizzate tramite la potenza metabolica che il GPS può consentire, piccolo dettaglio che spero venga colmato in breve tempo.

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One Response to A proposito di analisi degli SSG… leggete questo del 1997 (1a parte)

  1. Sable 20 dicembre 2011 at 15:41 #

    I really neeedd to find this info, thank God!

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