Gli SSG ante litteram… 2a parte (1997) ma anche Strength & Conditioning, la nuova rivista

SSG ante litteram 2parte

(by RColli) Oggi nella nota non voglio parlarvi dell'articolo in questione ma del fatto che è uscita una nuova rivista italiana "Strength and Conditioning" da una joint venture tra Calzetti & Mariucci, la NSCA Italia e la neorinominata FIPE ex FIPCF ex FILPJK e non ricordo quant'altro.
Come sempre, senza pregiudizi nè vantaggi clientelari voglio esprimere il mio personale pensiero (i blog ci sono apposta). Sicuramente qualcosa di interessante c'è al suo interno e riguarda soprattutto alcuni articoli di provenienza americana dove ci fanno vedere come va affrontato l'approfondimento nell'ambito delle attività motorie: ci si pone un obbiettivo pragmatico (ad esempio lo squat), lo si approfondisce dal punto di vista pratico, si danno indicazioni, si porta la propria esperienza e si mettono anche delle belle foto (magari con delle didascalie appena un po' più chiare, ma va bene così per carità). Chi ha avuto esperienze precedenti in pratica si tratta di una situazione esecutiva che per anni è stata affrontata nei corsi che ho diretto sulla base dell'ottimo squat test proposto da Cuzzolin e dalle lezioni sullo squat fatte dal Prof Massaroni, senza che nessuno chieda se questo è stato validato scientificamente (ma cosa vuol dire validare lo squat???).
Ma questo non significa che vada male, anzi va benissimo, così come anche gli altri articoli sul core, sulla instabilità di spalla etc. Tutti naturalmente descrittivi sulle scelte fatte da professionisti e specialisti della materia che possono anche essere criticati in alcune loro parti, sempre per non portare il cervello all'ammasso. Ciascuno di noi, ha la sua esperienza e si potrà giovare dell'esperienza che ci forniscono gli altri. Debbo dire anche interessante l'intervento del Prof Marzatico, un vero nume tutelare della biochimica che riesce anche ad avere dei discreti legami con il campo, e godibili gli articoli di Menotti e Toschi. Mi sono anche divertito a leggere le accuse condivisibili totalmente sul sistema universitario e sugli pseudoscienziati dell'allenamento (concordo al 200%) del Prof Bellotti presenti in tutti i suoi interventi.
E veniamo a ciò che non mi è piaciuto: sempre cattedratici gli italiani, mai sul prolema sportivo o motorio (ma imparate un po' dagli americani, tutti a fare lezioni magistrali, ma sporcatevi le mani un pochino!!), io mi sono abbastanza stufato di sentire approfondimenti sull'ultrastruttura del muscolo che già ci ha fuorviato troppo dalla comprensione del movimento; se uno vuole, su Internet trova milioni di questi approfondimenti o sulla fisiologia muscolare, quello che sappiamo è abbastanza, e comunque lo dobbiamo legare al movimento perché il muscolo risponde al cervello che "manco lo conosce al muscolo" e poi lavora insieme ad altri muscoli quindi direi basta grazie! E poi, non condivido assolutamente che la forza ce la spiega chi fa sollevamento pesi, loro ci possono spiegare come migliorano il loro gesto alzando più carico che non è solo per merito della forza che aumenta come ben descritto da Lucarini nella sua tesi e più volte da me riproposto. E poi dove stanno i tecnici della pesistica se c'è sempre di mezzo il presidente Urso ai convegni a spiegare il sollevamento pesi? No, la forza non la spiegano loro e non ci sono gli specialisti della forza, quel tempo è finito, deve essere il tecnico che conosce dove migliorare appunto l'applicazione della forza, non la forza assoluta. Altrimenti continuiamo a cadere nell'equivoco che la forza fatta con lo squat per magia si trasforma, e un atleta lo fa diventare più veloce, più rapido etc che è come dire che chi fa le ripetute sui 1000 metri diventa più resistente a calcio, piantiamola con queste equazioni molto retrò e ripartiamo dal movimento per capire come migliorarlo, non bastano due girate o tre strappi certamente.
Mi abbonerò sicuramente (20 euro è un prezzo giusto), ma forse non era meglio fare una rivista meno patinata e più telematica, nel senso che così i contributi potevano anche essere audiovisivi diretti sul web (a pagamento sempre si intende) e facevamo sopravvivere anche qualche albero, magari per scaldarci adesso che il gas costa veramente troppo? Un ultimo avviso a chi va in giro a parlare di pesistica adattata riproponendo solo il modello della pesistica (Bologna, Roma aggiornamento FIPAV etc): magari provate a fare un atto di umiltà e leggete quello che c'è scritto, oppure dite semplicemente che bisogna fare strappi e girate olimpiche, ma non chiamatela più adattata, visto che noi l'abbiamo chiamata e ne abbiamo dato un'applicazione pratica, così almeno evitate di fare confusione da chi si aspetta di vedere una cosa e poi voi ne proponete un'altra.

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11 Responses to Gli SSG ante litteram… 2a parte (1997) ma anche Strength & Conditioning, la nuova rivista

  1. troisiarmando 24 novembre 2011 at 10:25 #

    Prof . Colli condivido quello che ha detto, ma le volevo far riflettere su un altro termine sta creando un enorme confusione nel mondo della preparazione fisica e ora anche nel Fitness con i vari corsi che si sono inventati….
    FUNZIONALE ho visto dei bellissimi video sulla forza funzionale, molto coreografiche ma funzionale a cosa….diciamo che se non diventi un atleta, al circo ci puoi lavorare ” Equilibristi da Circo Orfei”
    oppure vai in palestra e vedi le signore che seguono i corsi di
    “Fitness Functional” dove gli istruttori propongono degli esercizi da rambo…..
    Quindi il termine Funzionale, credo che non sia stato ancora capito.
    Molto scherzosamente spieghiamo a questi signori che il funzionale deve essere, e scusate il giro di parole Funzionale a qualcosa.
    Del tipo se fai il cameriere ti faccio fare un affondo con i piatti dei piatti in mano oppure alla signora Maria che porta la spesa non gli faccio fare balzi pliometrici .

  2. L.Scordo 24 novembre 2011 at 11:54 #

    ahahahah!!
    grandissimo Prof, sono d’accordo su tutti i fronti!

  3. Marco Silvino 24 novembre 2011 at 14:35 #

    Chiaro e illuminante come sempre. Complimenti Prof.

  4. Massimo Di Giovanni 24 novembre 2011 at 14:42 #

    secondo me, SEMPLICEMENTE, alla parola “funzionale” ne va aggiunta un’altra per spiegare a cosa sia funzionale. Funzionale al basket, al calcio, alla pallamano, ci sono sicuramente dei punti in comune in diversi sport ma ogni sport ha anche una propria e unica “funzionalità”.
    ps ci mancherebbe, personalissima opinione….

    • laltrametodologia 25 novembre 2011 at 06:29 #

      sono d’accordo con Massimo Di Giovanni , fermo restando che si rispettino i 3 principi che determinano se un esercizio è funzionale :
      a) che sia multiarticolare ( nessun lavoro sulle macchine lo è)
      b) che sia poliassiale ( ho dei dubbi sulla poliassialita dello squat )
      c) che vi sia uno stimolo al riequilibrio ( qui non va confuso il lavoro sulle superifici instabili , perche il disequilibrio può essere indotto in qualsiasi segmento del corpo ).
      Se parliamo di fitness gia questo schematismo , a mio giudizio , può bastare .Se parliamo di sport dobbiamo applicare questi principi ai movimenti tecnici dello sport che facciamo , che abbiano degli elementi che provochino vantaggio alla specificità se sollecitata : usare le tavolette sgonfie sotto i piedi ad esempio non è un vantaggio , quindi il disequilibrio lo applicherò sul corpo , valuterò se il lavoro avviene in catena crociata etc . Chi vuole , ma è molto complesso , c’è un articolo di Andorlini su Scienza e Sport che fa distinzioni molto accurate sui vari aspetti del funzionale , ma credo che intanto degli schemi di pensiero piu semplici siano i piu applicabili ( o viceversa nascono dal lavoro pratico e poi si schematizzano )

  5. alessandro fusco 24 novembre 2011 at 20:01 #

    ALESSANDRO FUSCO
    ALESSANDRO FUSCO.
    COME SEMPRE SEI UNICO ROBERTO,QUI SONO TUTTI GRANDI SCIENZIATI SENZA MAI ESSERE SCESI SUL CAMPO.VENDITORI DI FUMO ECCO QUELLO CHE SONO QUESTI SIGNORI,IO COME SEMPRE DA ORMAI PIù DI 10 ANNI TI SEGUO CON SEMPRE GRANDE INTERESSE PERCHè SEI TRA I POCHISSIMI CHE OLTRE UNA GRANDE CONOSCENZA HAI UNA GRANDE UMILTà TI CONFRONTI CON TUTTI PORTANDO ESPERIENZE E RISCONTRI REALI.

  6. massimiliano 25 novembre 2011 at 19:57 #

    Visto che sono chiamato in causa o penso, e visto anche che leggo sempre con molto interesse le rubriche del professore , ho deciso di scrivere qualcosa per essere chiaro , ma solamente riguardante la mia posizione e non parlando a nome e per conto di altre situazioni con le quale lavoro e collaboro

    Iniziamo chiarendo che il Prof Roberto Colli e’ stato mio maestro ( cosa che ribadisco ogni volta che ne ho possibilità’) quello che mi ha dato lui in 3 anni di lezioni difficilmente e’ paragonabile in tanti altri percorsi aperti a chi ama la scienza dell ‘ allenamento , proprio perché’ ho avuto lui e non avendo difficoltà’ a dire che mi ero reso conto dei miei limiti e che forse la metodologia dell’allenamento non era il campo al quale dedicarsi totalmente ho capito che le mie conoscenze e voglia di imparare potevano essere orientate in un altro settore parallelo a quello della preparazione fisica , come la prevenzione e soprattutto il recupero infortuni dove mi sto specializzando .
    Non poco tempo fa ho cercato anche di portare il Prof Colli verso questo settore ma il progetto non si e’ realizzato ( per le solite cause di forza maggiore)
    Per quanto riguarda la rivista mi occupo della rubrica Prevenzione e Riabilitazione cercando di selezionare e di proporre argomenti a chi si occupa o si occuperà’ di questo nel futuro Scienze Motorie , Fisioterapista o altro ricevendo articoli da tutti e valutando cosa potrebbe essere interessante .

    Per quanto riguarda l’avviso visto che sono io o forse anche io che vado in giro a parlare di pesistica “adattata” , non mi passa neanche per il cervello di tentare di parlare o insegnare il suo modello di pesistica adattata , l’unica volta che ho provato a parlare relativamente al suo lavoro di Gigi e Vito , se si ricorda corso preparatore fisico Coni le ho chiesto l’ autorizzazione per l’uso del materiale e cosa dire per non fare errori o creare fraintendimenti proprio perché’ mi rendevo e mi rendo conto che il lavoro sviluppato nei suoi aspetti specifici va oltre quello che chi si occupa nello specifico di altro come me può far suo e spiegare nei particolari

    Riguardo all’altro evento Fipav di Roma l’ unica cosa che ho detto e’ che la pesistica Olimpionica non va presa così ma adattata al singolo sport parlando del vantaggio indiscusso a livello coordinativo di cosa questo può dare a livello di prevenzione infortuni …….

    Se e’ passato un messaggio sbagliato probabilmente devo cercare di migliorare la mia chiarezza nell’ esposizione ed essere più’ chiaro , comunque visto che in questi eventi non era presente spero di avere da parte sua il beneficio del dubbio, visto che il riferito tende spesso e volentieri ad essere poco conforme alla realtà’ .comunque spero di aver chiarito meglio il mio pensiero riguardo a lei .

    Massimiliano Febbi

    • laltrametodologia 26 novembre 2011 at 09:24 #

      Ciao Massimiliano mi fa piacere sentirti ( anzi vederti scrivere ) visto che oltre un anno che non ci vediamo , anche se seguo la tua attività anche per le notizie che mi danno altri ragazzi con cui ho mantenuto un rapporto di collaborazione . Penso di averti fatto anche i complimenti per la rivista , esclusa la presenza di Bisciotti ,soprattutto per l’approccio sull’analisi del problema anche esperienziale e non solo per le solite obsolete , ripetitive e noiose ricerche che stanno deviando totalmente l’attività motoria . Inoltre sono molto buone le traduzioni e questo penso che si anche merito tuo che conosci la materia ed i nomi giusti . Ed anche un ottima qualità da Menotti e Bellotti ( fanno anche rima ! ) , criticissimo con il sistema attuale scientifico delle scienze motorie e quindi nel mio cuore .
      Quindi non sono prevenuto e ti ringrazio anche di annoverarmi tra i tuoi maestri ma sono sicuramente contrariato poiché ho visto le diapositive di due interventi in cui sia te che Urso mettete nel titolo la pesistica adattata , ma poi di fatto parlate di pesistica e basta ( ed è piu che leggittimo ) ma la chiamate adattata ( che non è legittimo secondo me ) . Potreste anche dargli un interpretazione diversa al concetto di adattata che gli abbiamo dato noi con un paio di articoli ( che siccome non sono in riviste impattate non hanno valore , almeno come pensa qualcuno ) , non abbiamo certo il copyright , ma questo non accade e ripeto parlate solo di pesistica : leggo le vostre diapositive ( a proposito ci sono due mie slide senza citazione dell’autore non so se le hai dimenticate o se qualcuno le ha cancellate ) ,e mi capita di parlare o che mi scrivano molti partecipanti a questi corsi che appunto riferiscono questa impressione che ti giro .
      Ed è questo che mi da personalmente un po di fastidio : questo fa pensare ad un malinteso che la pesistica classica serva negli sport ad esempio di squadra , che non può essere vero e ,se ricordo bene ,anche tu concordavi su questo .
      Ecco voglio ribadire questa cosa : la pesistica non può insegnare la forza agli altri sport , perché può insegnare appunto solo la tecnica del sollevamento pesi che è appunto una tecnica molto sofisticata che può aumentare il carico senza aumentare la forza !! .
      Anche perché poi non vedo con quali quadri la possa insegnare alle altre federazioni , visto che oltre te e Urso non vedo altri che parlano ( poi ce ne saranno di bravissimi , ma mi fa fatica identificarli ) .
      Mi ricordo dei progetti e delle promesse del presidente federale a molti suoi colleghi di corso a scienze motorie di allargare i quadri per un miglioramento tecnico della federazione , ma non mi risulta che siano mai arrivate a conclusione .
      Sei rimasto solo tu mi sembra che poi sei arrivato dopo ,chissà forse nessuno era all’altezza ma a me sembrava ci fossero ragazzi con buone prospettive .

      Invece se mi consenti , proprio a te che sei responsabile della NSCA Italia rivolgo alcune domande a cui ,se avrai la cortesia e la pazienza di rispondermi , riuscirai forse a chiarirmi quelli che reputo dei lati oscuri su questo specifico argomento .
      Anzitutto da poco la ex FIPCF ( pesi e cultura fisica) è tornata ad essere FIPE cioè solo pesistica . Quindi domanda n .1 se prima , e forse neanche legittimamente , si occupava di cultura fisica ( che non fa le olimpiadi quindi non si capisce perché in una federazione ) , ora non credo neanche che ci sia una legittimazione sul trattare questo argomento che implica l’attività delle palestre .
      Il secondo argomento che ti vede protagonista è quella che io reputo una speculazione fatta usando un nome americano, la NSCA appunto , ed un brevetto che è un vero e proprio specchietto per le allodole ( solo nominale e non utilizzabile se non nel biglietto da visita per autoreferenziarsi) che viene pagato oltre 500 euro senza neanche un ora di lezione e che viene ottenuto solo tramite un esame a quiz tra l’altro . Se io voglio aggiornarmi culturalmente ordino da Calzetti i libri del corso che costano meno di 100 euro , me li studio e mi sono aggiornato e non debbo fare nessun esame ne tantomeno pagare 400 euro residui, che magari potrei utilizzare per assistere ad altre forme di aggiornamento diretto , cioè con qualcuno che fisicamente è presente e mi parla del suo saper e e della sua esperienza ( io escluderei da subito quelli della scuola della sport ) . Ecco questa speculazione ( non trovo altri termini ) me la sarei aspettata da qualche strana associazione privata poco raccomandabile , non certo da una federazione e mi dispiace dirtelo ma tu ci hai messo la faccia : qui di culturale non c’è proprio niente .
      Un ultima cosa vorrei informazioni su cosa sta succedendo alla qualifica federale che è stata data agli studenti del master di Tor Vergata e che sento dire venga ” revocata” anche perché se non mi ricordo male c’è anche la mia firma nel diploma di qualifica federale data a 3 annualità di master e non vorrei certo una class action da parte degli ex studenti , che hanno fatto 400 ore di lezioni frontali , sicuramente molte assolutamente inutili e ripetitive per ciò che riguarda le materie mediche , e hanno diritto al titolo , non è certo solo la scuola dello sport che può dare il 4 livello ma anche l università , nell impostazione di Madella di alcuni anni fa questo era scritto e se ricordo bene proprio su questo si è basata la posizione della federazione a quel tempo .
      Termino dicendo che sono molto contento che leggi il mio ( nostro ) blog e reputi ancora interessanti le nostre ” rubriche” , ciò mi conforta perché è l’unico posto dove posso ancora esprimermi , nonostante il tentativo di ridurmi al silenzio . Ti invito anche a partecipare su alcune problematiche riabilitative che magari non rientra nell’attività editoriale della rivista ma di uguale interesse per te ed i tuoi colleghi che saluto caramente .

      • massimiliano 26 novembre 2011 at 12:50 #

        Molto felice di aver la possibilità’ di parlare con lei professore riguardo a questi argomenti magari riusciamo a fare un po’ di chiarezza insieme .
        Prima di tutto sono molto felice che la rivista le sia in parte piaciuta , unica cosa a me devo dire che gli scritti del professor biscotti in ambito riabilitativo ( che non fanno parte del primo numero ) , come i suoi libri per la Calzetti li trovo molto interessanti ma parlo sempre a titolo personale e per quello che riguarda il mio lavoro .
        Per quanto riguarda la federazione il cambio di nome , non ha tolto soprattutto a livello didattico e di programmi la centralita’ di quello che e’ l’uso dei sovraccarichi nell ‘ ambito palestra , anzi stiamo cercando di rendere i programmi sempre più’ interessanti cercando di capire quello che il mercato e soprattutto i nostri tecnici richiedono. Inoltre con collaborazioni con persone che lei conosce come il Dott Carmine Orlandi stiamo organizzando dei percorsi specifici per approfondire argomenti interessanti come alimentazione e sport e composizione corporea , cercando di alzare il livello di conoscenze dei nostri iscritti , ma questo verra fatto anche per tutti gli altri argomenti che costituiscono il bagaglio tecnico di quello che deve essere il professionista di oggi , ed il tutto senza svuotare le tasche dei nostri tecnici .
        Per quanto riguarda il secondo punto Pesistica Adattata , parlo sempre a titolo personale i suoi lavori mi hanno dato lo spunto per l’ utilizzo di alcuni suoi modelli come esercizio terapeutico post infortunio o prevenzione infortuni , per quanto riguarda le lezioni che ho tenuto utilizzando anche le slide che gentilmente ci ha regalato come dispense per il corso di laurea ( e alle quali o per dimenticanza mia o errore di qualcuno sto rimettendo ben leggibile il suo nome ) ho cercato di far passare 3 concetti semplici:

        – La pesistica e’ un gesto complesso che migliora le capacita’ coordinative degli atleti il che si traduce soprattutto per alcuni sport dove l’ eccessiva e precoce specializzazione porta ad una riduzione dell’ esperienza motoria dell’ atleta al maggior verificarsi di infortuni .

        – La pesistica presa così al naturale col modello di allenamento e periodizzazione non può andare bene come mezzo di allenamento per altre discipline sportive necessita di interventi di modifica o “adattamento” relativamente allo sport con il quali si lavora o si decide di lavorare tenendo sempre bene a mente il” modello di prestazione”

        – lo sviluppo e gli adattamenti della pesistica sono una scienza relativamente nuova e dipendono principalmente dall’ esperienza sul campo dall ‘ inventiva del preparatore buttando sempre un occhio a quello che la ricerca ( sempre meno ) ci dice , cercando il confronto ed essendo pronti anche a fare un passo indietro quando si compiono errori

        Per il resto sto cercando di creare dei format da proporre soprattutto in ambito medico – fisioterapico per cercare di parlare un linguaggio comune il che , spero sia d’accordo con me ne farà’ guadagnare la persona più’ importante in questo mondo l’atleta.

        NSCA un pezzo di cuore per me , progetto che mi e’ costato tanto sia a livello personale che di impegno lavorativo , l’ idea e di offrire un ulteriore possibilità’ di qualifica internazionale visto come lo ha letto lei le do ragione

        Libro

        Certifica

        e logo per il biglietto da visita rimane sterile e costoso

        il progetto e’ diverso la prima certifica si e’ svolta così per esigenze tecniche per il resto i programmi verranno integrati nel secondo livello federale in modo che il futuro tecnico si troverà pagando meno certifica federale e possibilità’ di prendere il CPT

        I nuovi workshop di preparazione alla certifica prevederanno sia lezioni teoriche ma anche pratiche ( solo i teorici non ci servono a molto )

        La CSCS e’ aperta solo ai laureati e rappresenta un bel biglietto da visita internazionale ed e’ logico che il suo programma didattico si leghi ad un Master Universitario cosa alla quale stiamo lavorando

        Per ora i tecnici che hanno provato a prendere la certifica sono rimasti soddisfatti della serietà’ degli esami e dai contenuti , resta solo da migliorare il meccanismo rimanendo attenti anche ai consigli costruttivi a riguardo .

        Operazione commerciale ??? molto poco basta pensare che per il mantenimento della certifica per lo scorso anno e per non fare pagare ulteriori spese ai tecnici la federazione ha pagato di tasca sua il mantenimento della certifica .

        Aggiornamento la certifica lo richiede e qui sto organizzando dei seminari monotematici dove esperti da tutto il mondo vengono a portarci la loro esperienza , più’ la possibilità’ di organizzare stage all ‘ estero per i futuri certificati così come fanno tutte le NSCA del mondo e sono tante , dando nuove opportunità’ di conoscenza ed esperienza pratica . il tutto ripeto stando molto attento alle tasche di tutti il periodo lo impone……

        Per quanto riguarda ci sono solo io e sono arrivato dopo , non penso posso risponderle io , l’unica cosa che posso dirle e’ che non essendo figlio di nessuno ( dal punto di vista sportivo – tecnico!!! logicamente ) mi sono fatto un mazzo non indifferente per fare quello che faccio ho cambiato 3 università’ tante delusioni finte promesse ma alla fine la professionalita’ paga sempre come dico a chi mi chiama spesso sfiduciato dal sistema a settembre inizio il mio PHD ( università’ estera logicamente ) e se dio vuole mi riuscirò’ a dedicare all ‘ insegnamento ed alla ricerca ( fisioterapia dello sport ) per il futuro .

        4 livello si 4 livello no ????? errore mio ( ultimamente mi succede troppo spesso ) nessuno toglierà’ il massimo livello ai tecnici che hanno svolto il Master ora se il massimo livello federale futuro si chiamare 3++ Gino Antonio o rimarrà’ 4 questo non lo so , se qualcuno ha pensato il contrario errore mio , il problema e’ che non penso che il 4 livello sia lo stesso del 4 livello europeo Coni ora a leggi e regolamenti sono allergico come lei , quindi mi sono messo a disposizione per un chiarimento generico , sempre partendo dal fatto che se possibile la federazione ha tutto l’ interesse che i propri tecnici siano sempre al top in Italia come in europa e nel mondo, Non ho mai problemi a metterci la faccia lei lo sa quindi sono sicuro che troveremo insieme ad i ragazzi una soluzione che vada bene per tutti .

        Beh spero di aver chiarito la maggior parte dei suoi quesiti ma conoscendola e partendo dal fatto che mi piace leggerla penso che continueremo questa piacevole e costruttiva conversazione

        Un Saluto Massimiliano

        • laltrametodologia 26 novembre 2011 at 15:33 #

          ti ringrazio delle risposte ed anche del dialogo che chiariscono anche che io non sono un rissoso a tutti i costi , ma solo chi si cela dietro il potere per nascondere la propria ignoranza . Fermo restando che continuo a non reputare la FIPE depositaria dell’insegnamento dell’attività di palestra perchè si sollevano pesi da terra , apprezzo la tua esposizione di intenti sperando fra un anno di poter dire che sei riuscito a fare il 50% di quello che ti proponi con la qualifica NSCA . Per il titolo di 4 livello vedremo come andrà a finire , visto che si tratta di oltre 100 persone ed in parte anche tuoi colleghi . Ora bisogna vedere come la pensano gli altri , ma niente deve rimanere nascosto e se ci sono problemi questi vanno discussi , non sviati o coperti di fumo . Grazie comunque della cortesia degli approfondimenti ed anche di esserti messo in discussione , che non fa mai male a nessuno ( me compreso naturalmente ) , accettando anche qualche critica .

  7. gennaro manzari 27 novembre 2011 at 18:35 #

    Concordo in pieno con il collega Alessandro Fusco, bisognerebbe, nella vita, avere un briciolo di umiltà per poter insegnare ad altri che, oltre ai titoli teorici, hanno anche l’esperienza attiva d’atleta o di allenatori di essi. Ecco perchè il Prof. Colli è sempre credibile ( soprattutto quando sbaglia ammettendolo) e riesce a suscitare, durante le sue lezioni (non lo faccio per lecchinaggio ma per mero affetto), grande interesse in quanto, secondo me, porta con sè la sua immensa esperienza pratica, mettendola al servizio di tutti. Per quanto riguarda la federazione, invece, penso, sempre dal mio umile punto di vista, che sbaglia ad affidare ad altre associazioni ( vedi ELAV) il compito di aggiornare e/o istruire (esonerandoli poi dai suoi di aggiornamenti) i suoi istruttori, facendoli pagare, tra l’ altro, somme esorbitanti. Questo, l’avevo scritto e denunciato tempo fa su fb, soprattutto dopo aver assistito, al solo costo di 30 euro, a 4 ore di lezione intense ed innovative dei Proff. Colli e Di Prampero sulla potenza metabolica nel calcio. Grazie Prof. Colli che, attraverso il blog, continui ad aggiornarci con argomenti sempre nuovi ed interessanti…(altro che riviste federali) a questo prezzo poi…….non si preoccupi il tempo la ripagherà!

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