Al di là delle mode

(by Roberto de Bellis) Sistemando la mole mostruosa di riviste e libri mi capita tra le mani un numero di tredici anni fa de IL NUOVO CALCIO, ancora oggi unica fonte per allenatori e preparatori. Varie cose mi colpiscono, la prima è che c’era già un mio articolo quindi sono abbastanza vecchio, la seconda è che sulla copertina vi è un giocatore che ora è allenatore affermato da anni, ma l’aspetto importante sono i contenuti dei lavori proposti dai preparatori atletici intervistati. Negli anni '90 sulla rivista i preparatori proponevano le loro settimane tipo e le preparazioni precampionato quindi i mezzi di lavoro erano ben specificati. Leggo il primo: circuito di forza, 4x1000 metri… leggo il secondo ripetute 800-600-400, balzi… Pensandoci bene potrebbero sembrare dei lavori attuali visto che molti li fanno svolgere ancora, se poi si considera il periodo precampionato questa sensazione diviene certezza. La preparazione precampionato di allora è un copia incolla di quello che molti fanno ancora svolgere. La cosa triste è che è l’unica costante presente negli allenamenti attuali ancora rimasta di quegli anni. Certamente ci siamo evoluti, molti di noi non fanno più quei tipi di lavori ma hanno individualizzato il tutto cercando di raggiungere obiettivi aerobici attraverso l’uso della palla o stimoli vari. Ma le ripetute sui 1000 metri restano ancora lì a ricordarci come il passar del tempo abbia modificato altri mezzi e altre mode ma non quelle delle ripetute. Questa è la cosa più triste in assoluto per la preparazione atletica. Se consideriamo gli allenamenti relativi alle altre capacità condizionali le cose cambiano e per fortuna ci si è evoluti. In quel periodo se non usavi l’elettrostimolatore eri un emerito incapace. Qualche scienziato di preparatore che ancora oggi gira consigliava lavori massimali alla pressa o leg extension con l’elettrostimolatore applicato in modo da avere una contrazione massimale o lavori al castello con angoli di lavoro da codice penale e serie di balzi che se la colonna vertebrale avesse avuto un avvocato sarebbero partite cause infinite. Diciamo che l’eletrostimolatore di allora oggi lo stanno trasformando (sempre gli stessi scienziati) nelle macchine isoinerziali per i lavori eccentrici (che sicuramente vanno fatti ma rappresentano una minima parte della performance e possono essere svolti soprattutto con attrezzature molto meno costose). Siamo passati attraverso la frequenza cardiaca come indice di intensità per lavori che non possono essere valutati in quel modo, usciti indenni (a parte qualcuno che ci ha guadagnato) dallo scomporre la prestazioni per fasi di velocità: il giocatore è stato per il 22% nella fase di velocità che va dai 12 km/h ai 16 km/h… a Roma si direbbe… e sti cazzi. Mica stiamo analizzando un maratoneta che parte una volta allo start e poi non si ferma mai alternando magari fasi di velocità diverse… stiamo parlando di un calciatore che frena, riparte e che a volte in due metri compie movimenti determinanti. Definire lo sforzo intenso solo il tempo passato sopra una determinata velocità (attorno ai 20 km/h) è una vera e propria eresia in quanto la potenza maggiore la si esprime nei primi secondi delle fasi di accelerazioni che guarda caso non raggiungono quelle punte di velocità utili per rientrare nella categoria lavori intensi. Senza considerare che quei dati hanno spesso valore statistico e dipendono da numerosi fattori della gara: modulo di gioco, tipo di gara, risultato e andamento (vinco 2 a 0 dopo venti minuti) e altre variabili, quindi sistemi utili ma per quantificare mezzi allenanti o per far statistica sulla quale ragionare…
Si ma vuoi mettere la bellezza di avere risultati statistici inutili da far vedere agli allenatori o direttori sportivi? In alcuni casi poi il software considerava anche le eventuali esultanze quindi se un giocatore dopo il goal correva verso la curva opposta per esultare guadagnava circa un 100 metri nella fase di velocità elevata… Su questo argomento, in maniera molto più precisa e dettagliata si sono espressi Colli e Di Prampero a cui va tutta la mia stima. Mi ricordano il bimbo della storia il re è nudo. Con semplicità sconcertante hanno fatto notare ai preparatori atletici attratti dai camici dei dottori come nel calcio i dati da considerare fossero altri. Non vi preoccupate tanto come in politica nessuno ammette le colpe e facendo finta di niente cambieranno versione. Siamo laureati in scienze motorie o diplomati isef, ricordiamoci sempre che la cosa principale è il movimento. Gli aspetti coordinativi sono alla base di tutto: sotto forma di reclutamento, in relazione agli aspetti inter e intramuscolare e come capacità di gestire il nostro corpo e risolvere problemi motori che la disciplina ci richiede. Prevenzione e coordinazione al di là delle mode. Lavorate su questi aspetti specialmente se il tempo a disposizione è ridotto e non avete allenamenti giornalieri. Quando ho iniziato a far eseguire lavori propriocettivi, le tavole venivano usate solo per la rieducazione e la maggior parte delle persone mi prendeva per matto. I lavori coordinativi con la palla erano cose da circo in un tempo di sergenti di ferro e presse massimali ma il tempo si sa è galantuomo…

Chiudo con dei piccoli appunti alla categoria: se dobbiamo essere la parte scientifica del calcio allora non bisogna presentare nella nostra conferenza nazionale statistiche e lavori dove la fonte scientifica è La Gazzetta dello Sport.
Durante le nostre conferenze bisognerebbe creare dubbi e non invitare chi si celebra e sponsorizza un prodotto. Seguiamo la linea del tifoso del bar premiando come miglior preparatore chi vince e mai chi magari lavora in piccole società e si salva con anticipo o porta dei lavori innovativi che restano nel tempo.
Quando ci intervistano per parlare della preparazione atletica italiana in generale sarebbe opportuno difendere la categoria e non ostentare finti risultati o metodologie di lavoro che poi negli anni risultano fasulle.

Abbiate sempre dei dubbi e se ne siete certi gridate pure: "il re è nudo".

5 Responses to Al di là delle mode

  1. Massimo Di Giovanni 8 dicembre 2011 at 21:55 #

    approvo in tutto e per tutto

    • Gianpaolo Alberti 9 dicembre 2011 at 10:01 #

      Anche io approvo, ciao massimo visto che mi informo sui siti che mi hai consigliato…

  2. ettore ivaldi 9 dicembre 2011 at 00:20 #

    riflessioni sempre interessanti che condivido –
    occhio all’onda! Ettore Ivaldi

  3. Solyn 20 dicembre 2011 at 11:18 #

    You know what, I’m very much icnilned to agree.

  4. Daniele Miraglia 7 gennaio 2012 at 16:49 #

    parole sante…. prevenzione e coordinazione prima di tutto, il resto è movimento. Con questo articolo ho aumentato la stima già alta che avevo nei confronti di Roberto.
    grazie Daniele Miraglia

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