La soglia anaerobica (2): l’inganno delle 4mM

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SOGLIA ANAEROBICA 1

Continuiamo oggi nella full immersion del grande depistaggio degli anni '80 fino ai nostri giorni: la soglia anaerobica. Approfondiamo l’analisi di ciò che effettivamente è la soglia anaerobica e la grande bufala rifilataci da Mader (e dalla scienza che sbaglia spesso) sulle 4 mM.
Un suggerimento di Francesco Veltri mi sembra importante: se volete approfondire il tema leggete il libro “Dalla parte del ciclismo" del compianto Aldo Sassi, ottimo allenatore che ha vissuto anche in prima persona i momenti oscuri dell’inganno conconiano del record dell’ora di Moser da cui tutto ha originato, e troverete un'analisi critica molto più approfondita e puntuale di ciò che vi racconto io in pochi minuti.
Inoltre vi allego stavolta il PDF con anche 11 test Conconi a cui mi piacerebbe che trovaste la soglia anaerobica e la indicaste pubblicamente: trovate un numero di riferimento per ogni test e scrivete la soluzione. Chissà che poi non si vinca qualcosa!!! Così ripeteremo una prova fatta da Faina e Sardella negli anni '90, pubblicata sulla rivista della scuola dello sport, dove su 10 osservatori dallo stesso test venivano fuori 10 soglie diverse. Possiamo con la potenza della rete moltiplicare le letture!!!

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12 Responses to La soglia anaerobica (2): l’inganno delle 4mM

  1. Valerio Lo Monaco 24 gennaio 2012 at 12:46 #

    Lectio Magistralis da applausi

  2. paolo 24 gennaio 2012 at 19:42 #

    Salve prof i video sulla s.a sono estremamente chiari, utilizzare il test del lattato x calcolare la soglia mi sembra un idea eccellente, xò x chi nn possiede la strumentazione adatta, come si può lavorare a livello di soglia avendo a disposizione solo la V.a.m?che tra l’altro nn dovrebbe neanche essere corretta visto che è stata calcolata col b.e.t test del prof. bisciotti?

  3. Sergio Machella 24 gennaio 2012 at 20:08 #

    Io mi sbilancio…secondo me guardandole così nessuno dei casi ha raggiunto la soglia! Solo il N.2 fa notare una piccola flessione della FC verso la fine della retta di regressione. “Ho vinto qualche cosa?”

  4. fadesi 25 gennaio 2012 at 08:04 #

    ciao Valerio, ho avuto l’onore di assistere a queste lezioni direttamente durante i vari corsi universitari, il prof è unico sia nella didattica che nella dialettica. è ormai da un pò che medici e ricercatori stanno provando a trovare altri marker biologici per monitorare l’intensità dell’allenamento,come ad esempio : tamponi salivari, concentrazione del cortisolo ed enzimatici, etc. ma a meno che tu non abbia un laboratorio di ricerca a bordo campo e un medico a disposizione per i prelievi non se ne parla, per poi non parlare dei costi e dei risultati , il lattato per ora rimane ancora il marker più attendibile e riproducibile dai costi contenuti, purchè si segua un corretto protocollo e si prenda coscenza della variabilità biologica. in questo il prof è sempre all’avanguardia in quanto è un attento valutatore portando inoltre interessanti innovazioni procedurali alla comunità, ha semplificato moltissimo il lavoro svolto dagli atleti e dei loro preparatori fisici.

  5. Franco 3 febbraio 2012 at 12:38 #

    Spero di non essere frainteso, ma vorrei lo stesso provare a dire la mia.
    Sono d’accordo con tutto quello che lei dice nel video, ma vorrei sottolineare che queste cose gli allenatori di atletica le sanno già da tanti anni.
    Io stesso le ho ascoltate (se non sbaglio dal Dott. Pierluigi Fiorella, medico della Fidal) più di 10 anni fà a Tirrenia, al corso da allenatore specialista di atletica leggera. Gia allora si sapeva (in atletica) che quello dei 4 mM era un valore che non corrispondeva alla soglia. E che la soglia non era uguale per tutti. Ma che variava sia da persona a persona che da specialità a specialità. Per esempio i maratoneti hanno una soglia di 2mM e un ottocentista la puo avere di 7-9 mM.

    • laltrametodologia 3 febbraio 2012 at 13:00 #

      si si caro Franco , non mi sembra di aver detto di aver riportato una cosa nuova credo di aver sottolineato abbondantemente che questo lavoro nasce da una proposta della Billat del 1995 , e non mi sono rivendicato nessun diritto di primogenitura !!! So anche per certo che comunque dopo la teoria , alla FIDAL manca la pratica , ma a parte questo , sono anche certo che in molto altri sport questo concetto non è ancora molto digerito o in gran parte sconosciuto ( canoa , canottaggio , ciclismo , sport di squadra etc ) e quindi penso non faccia male divulgarlo senza prendermi alcun merito personale !! La cosa che invece penso di ptoer rivendicare ,( ma non ne faccio un vanto ) e di aver proposto un test semplificato e di averlo validato , cosi come per il Vo2max ( non mi risulta che alla fidal lo facciano il 5+5 ma se si fammelo sapere ) e soprattutto l’interpretazione per l’allenamento . Inoltre credo ( spero ) CHE SI CHIARISCA CHE QUELLO è SOLO UN TEST DI PARTENZA , CHE DEVE ESSERE SOSTENUTO DA ALTRI TEST PIU SPECIFICI ( ti ho fatto vedere quelli sul ciclismo e spero di risucire a farne vedere altri per altri sport ) . Come che per gli sprot di squadra è una perdita di tempo qualsiasi test di soglia , da sostituire con altri test submassimali ad hoc di cui parlerò . Spero che si recepisca questo dai miei audiovideo , se invece appare il contrario che voglio appropriarmi di cose di altri , ti ringrazio e continua a segnalarmelo

    • laltrametodologia 3 febbraio 2012 at 13:03 #

      scusa dimenticavo una cosa la soglia a 8 mM è una cazzata storica , nessuno penso che con questa metodica la possa trovare a quel livello , neanche Fiorella che oltre al medico della Fidal fa anche il consulente all’Inter e a non so a quante altre situazioni , molto bravo a vendere la sua mercanzia , ma non mi sembra che abbia datoun gran contributo pratico alla FIDAL visto come vi trovate adesso !!!!!!! Sapere è una cosa , saper fare è un po più difficile a mio avviso !!

      • Franco 3 febbraio 2012 at 16:07 #

        Vorrei fare una precisazione….. non ho mai scritto nè pensato che lei vuole appropriarsi di cose altrui (sono un suo grande estimatore d’altronde), volevo solo sottolineare che secondo me il calcio, fino a pochi anni fà, stava davvero indietro per quanto riguarda la metodologia dell’allenamento.
        Ora, con lei, molto sta cambiando. E noi la ringraziamo.

        P.S. per quanto riguarda la posizione dei risultati dell’atletica, ho una mia idea, che è questa: l’atletica è fatica, oggi i giovani non hanno più volte di faticare.

  6. antonio falce 31 maggio 2012 at 18:39 #

    ciao roberto e a tutti coloro che amano l’allenologia.non sono molto simpatico prchè mi dedico come allenatore a quello sport antipatico, perchè intriso di sapientoni, che è l’atletica leggera.negli anni 80/90 io praticavo mezzofondo ed ero un atleta di livello nazionale,ricordo che in quegli anni molti atleti miei antagonisti e che io battevo sistematicamente migravano verso ferrara e dopo un po’ di tempo me li ritrovavo inspiegabilmente davanti,le risposte le ho avute dopo qualche anno;sui metodi utilizzati per aumentare la cilindrata del loro motore concordo con te,roberto;non sono daccordo,invece,sulla mancanza di individuazione del punto di flesso del test conconi,potrei mostrarti decine di test dove anche un cieco lo individuerebbe,resta da stabilire se quel valore corrisponde alla soglia reale ed è quello che sto cercando di fare comparando il conconi test con altri considerati più attendibili;concludo affermando che il test conconi ha aiutato migliaia di operai del campo a valutare e controllare in itinere il processo di allenamento senza avere a disposizione strumentazioni sofisticate. saluto cordialmente te,roberto,e tutta la comunità di cui faccio parte.

    • laltrametodologia 1 giugno 2012 at 04:30 #

      ma per carità , ognuno ha la sua esperienza , ci mancherebbe , la mia è stata , soprattutto nel ciclismo e nella canoa , dove vi era una evidente truffa da parte degli allenatori o di chi faceva i test ancora di piu leggi medici dello sport ; se nella corsa a piedi fosse tutto cosi idilliaco non lo so , mi pare strano ma della tuia buona fede mi fido sicuramente , ma ci sono anche ricerche che sostengono quello che dico io , fai vedere a qualcun altro questi test e vediamo se ti da la stessa rispota che dai tu . Sta di fatto che sappiamo tutti la funzione del test Conconi : una copertura a tutto quello gia accennato e ai viaggi della speranza a Ferrara. Quindi il giudizio è storico , che poi il test funzionava nella corsa ha poca importanza con il giudizio , mentre negli altri sport dove ero direttamente interessato era una truffa continua .

  7. antonio falce 1 giugno 2012 at 07:39 #

    CIAO ROBERTO,SPERO DI INCONTRARTI PER SOTTOPORRE ALLA TUA VISIONE I MIEI TEST;TI LASCIO CON UNA DOMANDA E’ POSSIBILE CHE UN TEST SIA SPORT DIPENDENTE ? CONTINUERO’ A SEGUIRTI CON INTERESSE E PASSIONE

    • laltrametodologia 2 giugno 2012 at 14:11 #

      sicuramente il test puo trovare miglior adattamento in sport diversi perche le velocità sono diverse ,basta pensare al ciclismo 25-40 kmh , al podismo 12-18 kmh , alla canoa 10-14 kh/h, inoltre gli aumenti dei singoli step non sono proporzionali in quanto velocità e potenza sono pressoche lineari nella corsa , cubiche invece in acqua e bici , quindi in queste ultime due è pensabile che sia estremamente arronzato .

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