La soglia anaerobica (3): un test riadattato ma utile per impostare l’allenamento

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Eccoci alla 3a parte della soglia dove finalmente cominciamo a dare quelle che per me sono state delle soluzioni necessarie per gli sport di endurance: ho applicato questo protocollo per impostare il lavoro di kayakers, ciclisti stradisti e pistard, canottieri, pochissime volte invece per maratoneti o similari ma sapete che a me quelli dell'atletica leggera non stanno poi così simpatici. Il test proposto NON serve per gli sport di squadra, può essere utile a questi sport invece capire un po' meglio come può essere letto l'acido lattico durante una partita: se io ho 7 mM dopo 5 minuti e li tengo per tutto il primo tempo forse dopo questo risulterà quantomeno più intuibile che NON ho svolto un lavoro lattacido. Così forse, ma spero di poter essere più preciso in futuro, la pianteremo con i lavori lattacidi negli sport di squadra, i 150 o addirittura i 300 metri al 90% del massimo, la cui dannosità negli sport di squadra è quasi più elevata delle ripetute sui 1000.
Mi ricordo a tal proposito quando nel 1995 o giù di lì, andava di moda presentare da parte dei preparatori del calcio metodi per superare le 15 mM di lattato. Magari l'associazione preparatori atletici (sic!) del calcio gli avrà dato anche un premio a chi ne ha fatto di più!!! Quello sicuramente è stato un periodo di somma imbecillità, ma anche adesso non si scherza mica...
A scanso di equivoci dichiaro subito che questo test è un riadattamento di un'idea proposta dalla Billat nel 1994, cercando di rendere più semplice la procedura, che niente aveva a che fare con degli atleti, e che era adatta solo per pubblicare: so che anche altri hanno cercato strade simili e non rivendico nessuna primogenitura ma solo semplificazione e chiarezza ed originalità nell'uso dei dati per l'allenamento.
Vedrete allegati un po' di semplici calcoli per avere una definizione oggettiva della soglia nel test (non a membro di veltro come nel test Conconi). Ecco quella che credo sia stata un po' la mission (all'americana lo dico sennò sei un coglione di questo periodo se dici missione) che deve fare uno che si occupa di allenamento: trovare sistemi pratici per identificare dei valori che poi debbono servire per preparare le tabelle di allenamento; se ci sono riuscito al 10% ne sono contento. Il PDF lo allego alla prossima puntata...

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5 Responses to La soglia anaerobica (3): un test riadattato ma utile per impostare l’allenamento

  1. Davide Fantini 28 gennaio 2012 at 04:00 #

    Salve prof. Colli.
    Lei sostiene di essere contrario ai lavori lattacidi negli sport di squadra. Ma tutti i lavori lattacidi? Anche quelli più specifici (mi riferisco al calcio) su distanze brevi, con cdd e cds e recuperi incompleti? E’ davvero possibile separare in maniera così netta il lavoro aerobico da quello anaerobico? E se si, che senso ha? La ringrazio se troverà tempo e pazienza di rispondere alle mie curiosità e per l’enorme contributo che dà al nostro lavoro di preparatori fisici

  2. Riccardo 29 gennaio 2012 at 15:11 #

    Aneddoto: ero a Formia, parecchi anni fa, c’era un raduno di velocisti agli ordini del Prof. Vittori. Tra gli altri Tilli, Pavoni, Simionato, Zuliani e …Mennea, appena rientrato dopo 2 anni di inattività. Dopo un’oretta buona dedicata alla tecnica di corsa con skip con cavigliere e senza ed esercizi di reattività su ostacoli bassi, si parte con la corsa: Capacità Mista disse il prof (cioè alattacida e lattacida): 2x(5x60mt), con rec. di 1’30” tra le prove e 8’ tra le serie, 2x(4x80mt), stesse modalità, 2x(3x100mt), sempre stesse modalità. Poi, con rec di 8’ tra ogni prova: 1×150, 1×200, 1×250, 1×300. Il tutto doveva essere corso al 90% del massimo. Al 250 erano tutti morti e stesi a terra tranne..Mennea, (che aveva ripreso ad allenarsi da una settimana!!) che fece il 300 e chiese al prof dopo….di farne ancora un altro!!! Il rilevamento ematico sul lattato di Mennea rilevò che una goccia sola del suo sangue avrebbe ucciso un bue all’istante, talmente che era piena di acido lattico!! Mi dirai, caro Davide, ma cosa c’entra? E’ una provocazione, perdonami. Colli ti ha già risposto, io aggiungo: ma quelle 4-8millimole che si sviluppano negli sport come il calcio ed il basket, vogliamo ancora classificarle con la dicitura “lattacida”? Ed allora quello che ha fatto Mennea? Questo blog serve anche per far sì che sempre più preparatori …aprano gli occhi e poi possano scegliere liberamente se percorrere la nuova strada che il blog propone o continuare sulla vecchia strada con i prosciutti sugli occhi.

    • Franco 5 febbraio 2012 at 11:06 #

      L’aneddoto che hai raccontato vale più di qualsiasi risposta.
      Grazie Riccardo

  3. Davide Fantini 5 febbraio 2012 at 18:50 #

    possiamo classificarle e chiamarle come volete…sono sempre stato poco interessato alla nomenclatura, mi interessano di più i concetti. Le mie domande erano proprio per cercare di capire qualcosa di più…il blog è bello, ma a volte ho la spiacevole sensazione che vi sia un radicalismo eccessivo nei commenti, quasi che qualcuno di voi abbia trovato la strada sicuramente giusta e ineccepibile verso il successo di una preparazione. Io no. Io continuerò a seguire questo blog, ma sempre con senso critico (positivamente critico), non pensando mai nemmeno per un attimo che TUTTO quello che si dice in altri luoghi sia PER FORZA TUTTO SBAGLIATO solo perchè non è in linea con le vostre conclusioni. Siccome in questo mondo è difficile riconoscere gli studiosi veri da quelli farlocchi, io non mi sposo con nessuno. Cerco di partire da alcuni punti che considero un pò più fermi di altri: e il prof. Colli è uno di questi. Tutto qua…

  4. Alessandro 15 ottobre 2012 at 23:55 #

    Nell’effettuare il test viene suggerita una cadenza di pedalata?

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