Risposte a Davide

Ciao Davide, ti ringrazio dei complimenti che fanno sempre piacere, lo scopo di questo blog è anche di passare una forma di cultura che non trova spazio in quelle ufficiali delle federazioni e delle università: non pretendo che sia la verità totale, ma sono certo che la dittatura culturale imposta dai nostri parrucconi si celi dietro una debolezza di proposte che risale ormai a 30-40 anni fa, legata al mondo dell’atletica leggera. Non a caso sopravvive ancora Arcelli, anzi la coordina ancora ben aiutato dai lecchini che sanno solo stare dietro la scrivania ed in campo non ci vanno proprio.
Detto ciò, questo blog è stato anche creato per prendere per il culo chi prende le briciole di questa dittatura (il preparatore di Roma basket, che prima girava le diapositive a Bosco ed ora è ricercatore all’università, e che ha contribuito in maniera fattiva a cacciarmi da lì, insieme ad altri ex-collaboratori a cui auguro una...). Quindi miglior presa per il culo che mettere in rete la sua pochezza non c'è. Se poi vogliamo anche perderci tempo per dire tecnicamente cosa non va, fate pure, io direi così: questo riscaldamento non va fatto perché non è specifico, non ci sono torsioni, non ci sono corse cestistiche, non ci sono stimoli di stabilizzazione, non ci sono accelerazioni e decelerazioni... ti basta?
Per il lavoro lattacido ho omesso nel mio audio video la parola capacità o tolleranza al lattato, nel senso che lavori di tal genere con alta produzione di acido lattico tale da creare una forte acidità muscolare sono contrari a ciò che succede negli sport di squadra (fino a 8-10 mM non possiamo parlare di questa caratteristica in quanto non vi sono cali di rendimento). Io toglierei proprio questa caratteristica dalla nomenclatura dell’allenamento degli sport di squadra per tutti questi motivi (anzi, se altri vogliono aggiungere qualcosa ne sono ben lieto):
a) il sistema aerobico nello sport di squadra è sempre sopra il 60% del V'O2max, ed in questa condizione il sistema glicolitico anaerobico è parzialmente inibito;
b) se produco ingenti quantità di lattato poi ho bisogno di parecchi minuti per ridurre gli effetti negativi dell’acidità muscolare prodotta, e nessun giocatore è così cretino da creare questa condizione in una gara, e quindi non ne necessita;
c) il sistema alattacido si ripristina per la meta in 20”, quindi lavori che prevedano sforzi brevi-intensi e ripetuti con queste caratteristiche non possono essere considerati lattacidi per quei 4 grammi di lattato che si producono;
d) se invece parli di esercizi ad intensità pressochè massimale per 20-30”, metterei al muro quelli che li fanno: a ben ricordare ci sono quattro imbecilli che hanno cercato di validare un test per il basket proprio tramite il "suicidio" (così si chiama nel basket un esercizio di questo genere), proponendo questo come modello prestativo del basket. Ecco, rimanete dietro le scrivanie e fatevi i congressi tra di voi per dire queste cazzate, se queste sono le scienze motorie del futuro preferisco scendere!!

Naturalmente questa è la mia opinione e cultura, mi attendo altri punti di vista, ora hai sentito la mia posizione e sulla base di questo (e di altri input) farai le tue scelte nel tuo sport dove di lattacido c’è veramente niente se non ricordo male.

P.S.: dimenticavo, l’allenatore di Roma che aveva scelto il preparatore in questione è stato esonerato, spero che lo segua a ruota visto che ha colpe specifiche. Inoltre finalmente Toti ha deciso di togliere il suo contributo alla squadra di basket di Roma: non si è accorto in tanti anni che la consulenza di Tor Vergata era fornita da 4 incompetenti nel basket, almeno adesso dovranno andare a cercarsi i soldi da qualche altra parte sperando che la loro fama li aiuti ormai a non trovare nessuno da farsi abbindolare da un professore di storia.

2 Responses to Risposte a Davide

  1. Davide 31 gennaio 2012 at 09:51 #

    Oh Mamma mia…vorreste dire che questo signore insegna all’Università??? In questo caso propongo, a turno, di seguirlo ovunque va e filmare le sue perle…a questo punto non posso darvi un briciolo di torto neanche nella forma! Si, di lattacido (inteso nella forma “pura” da voi precisata) nel tennis c’è ben poco…credo che bisognerebbe studiare di più le consegeuenze di uno sforzo che sollecita la “resistenza alla forza veloce”, che non può essere lattacido. Fatica “meccanica”? O metabolica multifattoriale? Non saprei, perchè mi sembra molto diversa anche da quella del calcio…forse più simile a quella della pallacanestro…mah, la difficoltà fondamentale nel tennis è che di studi ce ne sono pochi e in Italia non si pubblica nulla: la ricerca non è facile, perchè “filtrare” le fonti serie da quelle “farlocche” è un’impresa. Se ci fosse un Bosco (o un Colli) del tennis si potrebbe partire da lì. Grazie per le risposte.
    P.S.: io esercitazioni lattacide da 20-30″ massimali non le ho mai fatte neanche il primo giorno che ho messo piede sul campo, nè nel tennis nè nel calcio: con poche conoscenze ed un minimo di capacità di osservazione e di intuito si fanno meno danni di quelli prodotti dai soloni che sanno tutto loro. Del tipo: “noi abbiamo fatto sempre così e ci siamo trovati benissimo”. Nel tennis, lo sport più ignorante dell’Universo (in Italia, s’intende…), cose del genere me le sento dire di continuo.

  2. Davide 31 gennaio 2012 at 09:54 #

    Cacchio, ma mi sono meritato un articolo tutto mio….troppa grazia! Da oggi questo blog sarà un mio punto di riferimento, ma sempre con occhio critico e accorto, seppure in umiltà. Grazie ancora.

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