Precampionato nel calcio: riflessioni e proposte (2a parte) di Fucci-Esposito

PREPARAZIONE PREcampionato Fucci Esposito 2 parte

Sono molto contento che Armando Fucci ed il suo collaboratore Esposito ci abbiano ripensato e consentito la pubblicazione della 2a parte del loro articolo che riguarda le riflessioni sulla preparazione precampionato in rapporto alle leggi di adattamento e, chiaramente, IN RAPPORTO alla loro esperienza.
Credo sia utile si sviluppi una discussione seria su questo argomento perché di fatto mette a nudo tutte le problematiche del concetto di preparazione fisica in Italia e penso che sia necessario uno sforzo da parte di tutti nel comprendere che la periodizzazione, come propinataci dalla Scuola dello Sport (e ne facevo parte anch'io) sia assolutamente un fallimento ed anzi una mistificazione. Ho assistito circa 15 anni fa ad un seminario interno della SdS in cui molti documenti indicavano che la nascita della periodizzazione in Unione Sovietica fosse dovuta alla necessità di coprire le prestazioni ad orologio degli atleti di quella nazione; quindi fu un operazione di regime il cui compito fu affidato a Matveev: la cosa simpatica è che al quel seminario partecipava anche Verchoshanskij e nonostante le evidenze ed i documenti portati in quell'assise da Zanon, si dichiarava allibito perché lui non ne sapeva niente, ma sconcertato anch'esso perchè i documenti erano veri!!! In pratica in Unione Sovietica HANNO FATTO COME POI È STATO FATTO IN Italia con il test Conconi per giustificare i miracoli dei nostri mezzofondisti di tutti gli sport negli anni '80 e '90. In sostanza l'abilità a periodizzare ha fornito un alibi per prestazioni mostruose solo in quel determinato giorno di quel determinato atleta, salvo poi fare schifo per tutto il resto dell'anno. Chi è pratico di allenamento vero sa quanto sia difficile migliorare del 10-15% la prestazione del proprio atleta e soprattutto sa che un certo livello base di prestazione si mantiene per tutto l'anno: insomma è difficile arrivare 4° ai campionati italiani e poi come è successo in Italia, vincere le Olimpiadi!!!
Questo fenomeno di copertura rimane ancora anche ai nostri giorni e andate a cercare nelle cronache degli ultimi 20 anni atleti che non vincono niente per 4 anni e poi diventano invincibili alle olimpiadi (se volete qualche suggerimento ulteriore ve lo posso dare).
Ancora di più la periodizzazione negli sport di squadra non è mai esistita, ed anche i successivi riadattamenti proposti anche da Verchoshanskij, a mio avviso, non sono stati assolutamente mirati.
Su una sola cosa sono certo leggendo l'articolo di Fucci-Esposito: che l'unico adattamento vero che ci viene consentito nel corso dei 9 mesi di attività agonistica è quello dell'abilità tecnico-tattica, in cui il giocatore è immerso. Vedendo questo come fenomeno principale tutto il resto deve lavorare in funzione di questo, senza quindi la necessità di creare calciatori-bodybuilders, calciatori-velocisti o calciatori-maratoneti come vorrebbe Arcelli e la sua cricca.
Ringrazio ancora Armando per aver esposto il suo pensiero e sostengo assolutamente quello che lui ha detto cioè: proviamo (soprattutto per i più giovani) a mettere giù qualcosa della nostra esperienza che abbia un filo logico, che metta in campo esperienze anche negative, corroborato anche da dati che ci aiutino a capire; a noi vecchi lasciateci qualche riflessione basata sull'esperienza (ma siamo in grado di portarvi anche numeri) perché in questo periodo è difficile avere una visione d'insieme dei problemi che solo i più anziani come noi sono forse in grado di avere (non tutti per carità, c'è chi è più vecchio di noi ma forse anche più rinco... direi che dice le stesse cose da oltre 40 anni!!!).
Un'ultima cosa: so che non fregherà niente a nessuno ma un'idea di riproporre un po' di storia della periodizzazione per come si è evoluta nel tempo, in rapporto ai fenomeni sociali dello sport, è una cosa che mi stimola un po'. Se i professori di storia che gravitano nell'ambito delle scienze motorie (io ne conosco uno che chiama il V'O2: V-ZERO-2 FIGURATEVI!) si occupassero di questo, farebbero forse una cosa utile a confronto della massa di inutilità sviluppata all'interno di questi corsi di laurea.

13 Responses to Precampionato nel calcio: riflessioni e proposte (2a parte) di Fucci-Esposito

  1. troisiarmando 2 febbraio 2012 at 11:07 #

    Appena finito di leggere la seconda parte dell’articolo .
    La prima cosa che faccio oggi, lo porto dove lavoro e lo faccio leggere a tutti gli allenatori,visto che è firmato da Fucci ed Esposito.
    Dico questo perchè ogni volta che cerchi di proporre qualcosa di molto più funzionale al gioco del calcio,ci si sente dire ma quel preparatore in serie B lo fa ( Ripetiute sui 1000 e Fartlek) ,quindi con questo articolo potrò ribattere perchè è stato scritto da preparatori con esperienza e che hanno collaborato per club importanti.
    Prof. credo che io questa domanda lo posta un po di tempo fa ma volevo riproporla visto che il finalmente stiamo andando verso un strada concreta..
    Anche la settimana tipo è ormai una cosa oltre passata….

    • armando 2 febbraio 2012 at 14:17 #

      Certamente la settimana tipo e’ passata. Il problema rimane che noi abbiamo una coperta corta, intesa come settimana di lavoro rispetto alla gara. E quindi ottimizzare il tutto per produrre.

  2. Giuseppe 2 febbraio 2012 at 12:10 #

    Potrei stare qui ore a fare i complimenti al Prof. Fucci e al Prof. Esposito, per la loro competenza e per la qualità dei loro lavori; d’altronde provengono come il Prof. Colli dalla scuola dell’immenso Prof. Bosco e quindi non poteva essere altrimenti. Volevo semplicemente fare due domande: la prima è se esiste, ed eventualmente come prevenire e come valutare, uno stato transitorio di affaticamento durante il periodo competitivo, che penso tutti i giocatori accusino, chi più chi meno e non nello stesso periodo durante l’anno, (non sò, mi viene in mente l’omegawave o la b.i.a, tralasciando i test da campo che credo ci dicono poco sull’affaticamento nervoso dell’atleta); la seconda domanda è più specifica e riguarda l’articolo, leggendo la tabella finale ho visto che il Prof. Fucci ha mescolato in alcune sedute l’aerobico periferico con lavori di forza esplosiva-reattiva, mi chiedevo perchè preferisce non lavorarle in separata sede; e poi come mai ha scelto in totale di fare più sedute sulla Pot.Aer(11). che sulla forza (7).
    Non sono assolutamente domande di critica ma solo curiosità.
    Le risposte sono aperte a tutti i colleghi.
    Grazie.

  3. armando 2 febbraio 2012 at 14:15 #

    Per valutare lo stato di affaticamento esistono vari sistemi ma io sinceramente non sono molto convinto. Quindi non mi espongo.
    I lavori indicati nella tabella si riferiscono anche ad una eventuale doppia seduta, per cui la mattina aerobico ed il pomeriggio forza.
    Le sedute maggiori sulla potenza aerobica richiamano il concetto della poenza metabolica di colli e di di prampero; quindi molti lavori definiti di potenza aerobica sono monitorati con la potenza metabolica per cui sono lavori che prevedono molte accelerazioni- decelerazioni- frenate e quindi una grossa componente di forza.
    Per quanto riguarda la forza: ho scritto forza esplosivo- reattiva, ma non facciamoci masturbazioni mentali: per forza reattiva intendo lavori pliometrici con accelerezioni e frenate. La forza reattiva e’ correlata con i cambi direzionali.
    Per forza funzionale intendo lavori monopodalici senza sovraccarico o con piccoli sovraccarichi tipi palle zavorrate
    Comunque e’ un discorso un po’ lungo che necessiterebbe di altri articoli

    • Giuseppe 2 febbraio 2012 at 18:05 #

      Risposta esaustiva, La ringrazio.

    • Aldo 2 febbraio 2012 at 20:19 #

      quindi i lavori della prima settimana con la scritta intermittente (aerobico)30-30 e l’intermittente del mercoledì 15-15 (3 settimana) e 10-10 (4 settimana) sono i classici ccvv ? oppure si riferiscono sempre a percorsi basati sulla potenza metabolica e quindi ad accelerazioni e decelerazioni ?

      • armando 2 febbraio 2012 at 21:28 #

        I lavori intermittenti citati non c’entrano con la ccvv di bosco.
        Il 30-30 significa uno stimolo di 30 secondi dove bisogna ricoprire una determinata distanza, esempio: 150 mt in 30 secondi con tre tratti di 50 mt a navetta ognuno di 30 secondi + 30 secondi di recupero.
        Per le distanze da ricoprire utilizzo la tabella di colli indicata anche nel sito.
        I lavori che indico per la potenza metabolica effettuati con accelerazioni e decelerazioni sono altri

  4. Paolo 2 febbraio 2012 at 15:10 #

    continuo a condividere al 100%…

  5. yuri 2 febbraio 2012 at 22:38 #

    ciao Armando
    dopo aver avuto dei dubbi sulla prima parte, dubbi che ho espresso ed a cui hai risposto, ti dico che sono pienamente d’accordo sulla seconda parte e sulle idee esposte, penso che più che la e le settimane tipo debba rimanere impresso il punto importante “LA PREPARAZIONE INTESA COME PERIODO DI STRACARICO NEL CALCIO NON DOVREBBE ESISTERE!” a quel punto in base alle proprie esperienze ed alle proprie sicurezze ognuno dovrebbe fare la sua preparazione. E’ IMPORTANTE LA QUALITA’ E LA SOMMINISTRAZIONE DEI CARICHI, che come diceva armando sono carichi per forza; 8-10 allenamenti alla sett x circa 2 ore l’uno e solitamente a 25-35° non sono pochi!
    ciao yuri

  6. Davide Fantini 6 febbraio 2012 at 23:27 #

    Salve Prof. Fucci. Complimenti per l’ottima esposizione.
    Si all’aggiornamento e alla ricerca scientifica, ma poi occorre applicare tutto sul campo e adattarsi alle situazioni e alle realtà che ci si pongono dinnanzi. Queste riflessioni e il conseguente metodo è basato su fondamenti scientifici e deriva dalla pratica quotidiana sul campo. In poche parole, la sintesi che ognuno di noi dovrebbe fare!
    Se non ho capito male il lavoro intermittente ricalca quello cosiddetto “intermittente scandinavo” o “metodo breve?”

    • Armandofucci 7 febbraio 2012 at 10:41 #

      Io applico due tipologie di intermittente. Facciamo un esempio in una settimana di campionato, che poi deve essere applicata anche in precampionato, con le dovute differenze elencate:
      Il primo giorno intermittente tipo 20-20 oppure 15-15 con recupero attivo e passivo. Se ascoltate con attenzione quanto detto da colli sull’acido lattico e come puo’ essere utile essendo una benzina con meno ottani allora e’ bene utilizzare anche il recupero attivo. Le distanze sono ricoperte a navetta ed in linea. La distanza da ricoprire la individuo con la tabella di colli in relazione alla potenza metabolica. Solitamente due serie da 8 -10 minuti. Naturalmente puo’ essere che utilizzo 3 serie. Il tutto e’ in relazione al momento storico ed all’insieme del carico della seduta concordata come sempre con l’allenatore.

      Il secondo giorno utilizzo degli intermittenti di 6′ dove devono effettuare cambi direzionali ed accelerazioni con recuperi brevi, frenate ed allunghi. In pratica senza saperlo applico una tipologia di intermittente del tipo del test consigliato da colli. Questi lavori devono rispettare determinate potenze metaboliche che naturalmente abbiamo monitorato. Ci tengo a precisare che questi lavori sono preceduti da lavori di forza reattiva ed unilaterale senza carico.

  7. Davide Fantini 11 febbraio 2012 at 00:26 #

    Grazie Armando. Ho letto solo ora la tua replica. Chiarissimo, come sempre!

  8. Aldo 11 febbraio 2012 at 12:46 #

    ciao armando, rivedevo il file da te pubblicato su questo blog. volevo chiederti 3 cose: 1°)nella 2a settimana di preparazione precampionato il lunedì quei 300 mt da coprire a navetta a tratti di 50 mt, sono da ricoprire alla max velocità possibile da ciascun giocatore, senza riferirsi ad una divisione dei giocatori per livelli iniziali rilevati dal test navetta calcio ? 2°) ma tra una ripetizione e l’altra dello stesso lavoro (5rip la seconda settimana e 6rip la terza settimana) il recupero deve essere in rapporto 1:1 con il tempo percorso per la singola ripetizione dei 300m ?
    3°)nella prima settimana il lavoro intermittente 30-30 da percorrere a navetta il recupero preferisci farlo passivo ?
    Ti ringrazio in partenza per la disponibilità

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