Modello prestativo individuale nel basket: due approcci possibili o necessari??

modello individuale basket Barnabà Colli 1

Nell'assoluto silenzio dei preparatori di basket (esclusi pochissimi e quasi tutti campani e pugliesi), continuiamo a proporre un'analisi praticamente unica che abbiamo fatto con Barnabà in questi ultimi due anni, che riguarda il modello di prestazione individuale del basket: infatti l'analisi di squadra è necessaria a comprendere i rapporti gioco-pausa e come evolvono in funzione anche del tempo del tipo di attacco e difesa etc, ma non ci fanno comprendere appieno lo sforzo del singolo giocatore. Sembra quasi che nel basket contino solo a questo punto le posture, l'equilibrio e gli elastici (i pesi non ci sono più). Se questo ha rappresentato sicuramente una evoluzione circa 11 anni fa, adesso si sta esagerando e si parla solo di quello, magari perché non si hanno le conoscenze giuste per parlare di lavoro metabolico?? Onestà intellettuale vuole che i lavori individuali vanno corroborati da impegno metabolico specifico, così come il sovraccarico provoca adattamenti diversi e non sviluppabili dai semplici elastici.
Massa dell'attrezzo e steresi dell'elastico si sviluppano su strade totalmente diverse, forse complementari ma mai sovrapponibili (la massima forza c'è l'ho nella fase accelerativa inziziale, con l'elastico la massima forza è presente nella fase terminale del movimento, quindi non si incontrano mai). Naturalmente fu Bosco 25 anni fa a farmi notare questa cosa. Un suggerimento ai preparatori fisici del basket: la giusta sintesi tra posture, funzionale e metabolico, non dimenticare nulla di questo. Ancora di più se il metabolico è fatto dall'allenatore, il nostro ruolo è importante per le competenze che spesso i coach non hanno. Non scegliamo perché a chi comanda gli è indigesto il metabolico…

18 Responses to Modello prestativo individuale nel basket: due approcci possibili o necessari??

  1. Riccardo Bovenzi 14 febbraio 2012 at 14:24 #

    Complimenti Silvio, come al solito sempre preciso ed esauriente. Una curiosità: dato per scontato che puoi riprendere con la videocamera in maniera personalizzata ogni singolo giocatore, si può fare lo stesso studio delle azioni per singolo giocatore, con una ripresa globale (magari fatta dall’alto, in maniera che siano sempre in video tutti i 10 giocatori in campo), andando ad analizzare dallo stesso filmato un giocatore per volta? Altra cosa: ma il cronometro in Kinovea io non l’ho visto nelle funzioni, devi sovrapporlo tu, vero?

  2. silviobarnaba 14 febbraio 2012 at 16:42 #

    Grazie Riccardo,
    se hai la ripresa dall’alto certo che puoi analizzare più giocatori.
    nella barra degli strumenti trovi il cronometro, appena ci clicchi sopra compare.
    nelle prossime clip vedrai come utilizziamo le indicazioni avute dal modello.

  3. Francesco de Grazia 14 febbraio 2012 at 19:15 #

    Bravo Silvio, aspettiamo adesso le indicazioni operative anche se dall’analisi che hai proposto si evince chiaramente la strada da seguire.

  4. Giorgio Zito 14 febbraio 2012 at 23:41 #

    Complimenti Prof. Silvio per il lavoro molto chiaro naturalmente anche io attendo le indicazioni operative per capire più a fondo l’analisi esposta grazie
    Un saluto Giorgio

  5. giuseppe lopetuso 15 febbraio 2012 at 15:49 #

    Io credo che questa valutazione individuale sia per forza di cose necessaria e anche, silvio lo ha ampiamente dimostrato, possibile. Ritengo anche che l’intervento del preparatore-allenatore non debba limitarsi alla “costruzione” fisica del singolo giocatore, per così dire a secco, se poi non lo si valuta e allena nel contesto del giocato! non va bene allenare la mobilità articolare, torsioni, coordinazione, stabilizzazione se non le riportiamo direttamente nelle situazioni reali di gioco!
    Altrimenti saremmo di preparatori di allenamento funzionale…., ma funzionale a che?

  6. Giorgio Zito 16 febbraio 2012 at 10:16 #

    Caro Prof. Silvio ripensando a quanto ascoltato sul vostro studio volevo sapere a quale minutaggio del singolo giocatore corrispondono i dati da voi rilevati nel primo quarto di gioco ? Questo per capire oltre la qualità e la sequenza degli sforzi anche il numero nell’unità di tempo. Grazie !!!
    Un Saluto Giorgio

    • silviobarnaba 18 febbraio 2012 at 11:05 #

      per Giorgio,

      si riferiscono a 10minuti effettivi di gioco cioè a circa 17-18minuti totali.

      Ciao

      • Giorgio Zito 18 febbraio 2012 at 22:24 #

        Grazie mille Prof.
        Giorgio

  7. Luca 16 febbraio 2012 at 12:29 #

    Grazie mille per questo lavoro.

    Dal punto di vista operativo come poter alzare il livello di intensita’ dell’allenamento? Come fare un allenamento “metabolico”?

    • silviobarnaba 19 febbraio 2012 at 10:59 #

      ciao,
      prima accorcio la pausa, entro un certo limite che dipende anche da quanti giocatori sono coinvolti e poi aumento la fase attiva anche questa entro un certo limite. già manipolando questi due fattori puoi rendere l’allenamento più o meno metabolico.

  8. Riccardo Bovenzi 17 febbraio 2012 at 00:48 #

    Luca, provo a risponderti io, in attesa della risposta più specifica di Silvio. In linea generale, puoi intervenire creandoti situazioni metaboliche che abbiano stretta affinità col modello prestativo, quindi con un’alternaza di un’azione intensa, una azione di media intensità ed una fase di pausa,miscelate. La cosa intrigante che ci ha fatto vedere Sivio è che. andando ancor più nello specifico, si potrebbero creare lavori metabolici individualizati, tenendo conto dell’analisi dei dati raccolti dal video personalizzato in partita. Credo che Silvio, più avanti ci proporrà qualche video dimostrativo a riguardo.

    • Luca 17 febbraio 2012 at 02:25 #

      Grazie Riccardo per la risposta.

      Un esercizio che mi piace fare è 4vs4 tuttocampo “a onde” (detto anche “a invertire” o “canadese”), cioè chi attacca, poi difende e poi passa la palla al nuovo quartetto.
      Come rapporto lavoro – riposo siamo sull’1:1.

      • Riccardo Bovenzi 17 febbraio 2012 at 14:27 #

        In tutte le situazioni di continuità pari numero. io utilizzerei, il cronometro e i 24″ con i fischi arbitrali, in modo da avere le “pause partita”. in alternativa, decido io preparatore di chiamare una pausa di 20″ ad esempio dopo 2 trasferimenti, poi un’altra dopo 3 trasferimenti, poi dopo 1 trasferimento, ecc, e anche la lunghezza della pausa la giostro a mio piacimento. ma non superando mai il minuto.

      • silviobarnaba 19 febbraio 2012 at 11:14 #

        il 4c4 a onde è ottimo. ma qui io mi preoccupo sempre della fase attiva e non della pausa che per forza è uguale alle FA.
        infatti dopo un po la durata complessiva è 8″-8″ troppo poco e troppo lontano dal modello. invece dovrebbe durare almeno 15″. infatti noi quando usiamo questo esercizio utilizziamo degli espedienti al fine di aumentare la fase attiva che per forza di cose porta a coinvolgere tutti e 4 i giocatori . fatto questo stabiliamo la durata totale dell’esercitazione e la possibilità, a volte, di tenere dentro per 2 turni alcuni giocatori. ciao

  9. marco 17 febbraio 2012 at 14:11 #

    Buogiorno silvio,
    in merito al lavoro metabolico a diverse intensità con acel-decel 8″-4″-6″ ripetuto 3 volte con rec 20″-30″ ,presentato al primo modulo corso apfip a senigallia, nella parte di competenza del pf con a disposizione 45′ una volta a settimana ( su 3 allenamenti in totale) secondo te per quanto tempo conviene prolungarlo dato che dopo si sviluppa una parte tecnica con gioco.
    Grazie
    marco

    • silvio barnaba 18 febbraio 2012 at 13:11 #

      Quello che hai descritto ë una ripetizione e se ne fai 5 cioÈ circa 6min di lavoro potrebbe essere una serie.
      Se il vostro obiettivo di quel giorno È I’ll lavoro metabolico potresti fare una serie tu e costruire insieme al coach un lavoro tecnico intenso oppure due sue serie tu, sicuramente diverse, ed I’ll lavoro tecnico. Io preferisco sempre fare un lavoro tecnico intenso a meno che non ci siano particolari situazioni.
      Ciao

  10. silviobarnaba 18 febbraio 2012 at 11:03 #

    per Giuseppe,

    sono pienamente in accordo con te, sai quanto ci tenga a questo aspetto della preparazione fisica negli sport di squadra.
    dobbiamo assolutamente dare l’idea di avere il controllo di ciò che succede in gara e soprattutto in allenamento.
    l’allenatore deve sapere che noi oltre a creare la possibilità che ogni singolo giocatore possa esprimersi sempre al meglio, analizziamo , valutiamo ed eventualmente diamo indicazioni su come migliorare il lavoro settimanale.

  11. Antonio 9 maggio 2012 at 19:19 #

    Uno studio davvero eccezionale. In passato ho calcolato i tempi di attivazione manualmente e senza ausilio tecnologico, ed era davvero dura!!!. Ora ho bisogno solo di una videocamera e di un software, tra l’altro gratuito. Grazie di cuore!! Questo blog è fenomenale!!!

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