GPS – partita e allenamenti: approfondimento pratico di Armando Fucci

L'audio video di oggi è di Armando Fucci che, in compagnia con il prof Varracchio, si stanno confrontando con il GPS durante varie tipologie di allenamento e molto gentilmente si sono resi disponibili a portare un contributo alla discussione e alla conoscenza delle possibilità di utilizzo di questa apparecchiatura che consente di determinare con buona approssimazione il carico metabolico durante partite e allenamenti di calcio con e senza palla.
Faccio io un paio di osservazioni:
a) il carico metabolico della partita di centro settimana può variare da soggetto a soggetto e la sua monitorizzazione consente di evidenziare soprattutto chi non ha prodotto uno stimolo allenante sia in termini di qualità (potenza metabolica sugli 11-12 Watt/kg), né in termini quantitativi (minuti nelle varie zone, nelle accelerazioni e decelerazioni, % anaerobica etc);
b) la frequenza cardiaca non ci dà alcuna indicazione utile dopo 20-30' in quanto la sua dissociazione dall'impegno metabolico appare grande: in sostanza la FC all'inizio risulta anche più bassa dell'impegno per la lentezza della salita del sistema aerobico, dopo 20' invece non rispetta più il carico in quanto è presente una deriva che in parte può essere attribuita all'aumento del carico interno, ma cio è tutto da verificare;
c) la dinamica del carico metabolico nel corso della partita (in fasi da 15') ci dà indicazioni preziose sulle capacità di mantenere un impegno elevato oppure di calarlo e quindi di non aver sufficienti caratteristiche di "resistenza" specifica.
Una cosa che vi appare da questi grafici è la presenza della FC nel GPS, ciò si può ottenere scaricando qualsiasi cardiofrequenzimetro: in pratica in tal modo si sincronizza la FC al GPS come vedete in questa presentazione e ci consente di capire la notevole dissociazione tra questi due parametri.
Un'ultima cosa: il GPS con il calcolo della potenza apre una grande finestra sull'allenamento nel calcio e consente di comprendere cose che fino a poco tempo fa erano assolutamente ignorate: mi aspetto molte altre osservazioni su tutti i metodi di allenamento possibili che possano farci comprendere sempre meglio gli errori fatti fino ad oggi per la superficialità e la presunzione di chi crede di fare ricerca avanzata, ma usa ancora la clessidra oltretutto bucata!!!

11 Responses to GPS – partita e allenamenti: approfondimento pratico di Armando Fucci

  1. troisi armando 28 febbraio 2012 at 21:58 #

    Complimenti presti il lavoro svolto. Volevo porre un osservazione. Ma le differenze di impegno metabolico tra i 2 calciatori non possono essere dovute alla differenza di ruolo…. e poi sarebbe utile inserì re e dei video fatti sul campi po o durante lo svolgimento dei due lavori metavolo testati. Grazie che ci aiutate nella nostra crescita professional

  2. armandofucci 28 febbraio 2012 at 23:21 #

    In relazione ai ruoli la differenza ci puo’ essere ma non cosi’ marcata, al punto tale che uno dei due non ha raggiunto il target allenante. Uno dei motivi e’ sicuramente legato alla tipologia dell’allenamento: l’incontro di verifica. Putroppo non sempre si effettuano i due tempi con la giusta intensita’, vuoi per la pochezza degli avversarsi scelti, vuoi per motivi tattici ” sperimentali”. Ed e’ proprio in funzione di questo che il terzo allenamento va’ integrato con un lavoro metabolico specifico.
    Per i video: la gara non puoi registrarla dato che il tempo monitorato durra 45′.
    Per gli allenamenti sarebbe interessante, ma con i professionisti ci sono tutta una serie di permessi da richiedere.

    • troisi armando 29 febbraio 2012 at 21:36 #

      Grazor delle risposta.

  3. salvatore 29 febbraio 2012 at 15:38 #

    ciao Armando complimenti per il contributo che stai portando a noi tutti, volevo fare una considerazione e una domanda.
    In riguardo al decremento dell’ultimo 15 minuti del calciatore (il secondo , quello che ha raggiunto una buona potenza media ), ho notato che le differenze percentuali dei dati dell’ultimo 15 rispetto alla media dei 45′ , sono tutte tra IL 10 E IL 20% OVVIAMENTE IM MENO , TRANNE PER IL DATO CHE RIGUARDA LA PERcentuale di lavoro altre i 20w per piu’ di 4″ , la quale è diminuita del 44%. Quelle che sono aumentate, per il 25%, sono le decelerazioni intense.
    La domanda che volevo fare è:
    ma come è spiegabile il fenomeno che al diminuire di tutto , si possa evidenziare un aumento abbastanza alto (25%) delle decelerazioni intense?.
    La considerazione é :
    la strategia che l’atleta usa durante la partita, in fatica, sembra quella di innanzitutto non effettuare azioni prolungate con potenza alta e diminuire le accelerazioni e cambi bruschi, cercando di ottenere velocità in modo più’ graduale , aumentando o comunque non risparmiandosi sulle frenate in quanto hanno un minor costo metabolico .
    saluti salvatore varracchio

    • armandofucci 1 marzo 2012 at 20:34 #

      caro sasa’ come sempre le tue osservazioni sono pertinenti. effettivamente è emerso questa particolarità delle decelerazioni. la tua opinione mi convince, che posso dirti: forse in questi casi il giocatore si risparmia per le altre azioni intense ma quelle poche che effettua è un pressing andando a cercare solo la decelazione perchè appunto la “sente” meno pesante quest’azione.

  4. claudio 1 marzo 2012 at 08:26 #

    Come sempre chiaro ed esplicito in ogni parte, complimenti! Sei una risorsa importante per noi preparatori atletici, con i tuoi studi ci apri sempre nuovi orizzonti!

    • armandofucci 1 marzo 2012 at 13:40 #

      grazie per i complimenti. rimango sempre convinto che solo con il confronto si cresce, e di questo dobbiamo essere grati a roberto colli per aver messo su questo blog.

  5. Marco Bedini 2 marzo 2012 at 15:21 #

    Una domanda visto che il prof Colli parlava anche di frequenza cardiaca: in una ricerca che ho letto di recente sui lavori situazionali nel calcio (tipo possessi palla) si diceva che “In generale più aumenta la dimensione del campo più aumentano i battiti al minuto ed i picchi di frequenza cardiaca”.
    Ma se l’intensità di un lavoro è data dal numero di contrazioni muscolari (arresti, frenate, accellerazioni, cambi di direzione ecc) aumentando lo spazio esercitativo non ho un lavoro meno intenso?
    E viceversa se invece riduco lo spazio di lavoro avrò un numero maggiore di sollecitazioni muscolari e quindi un lavoro più impegnativo?

    • armandofucci 2 marzo 2012 at 18:59 #

      Ti rispondo subito: dagli studi e principalmente dalle osservazioni giornaliere che ricavo utilizzando il gps -colli e il cardiofrequenzimetro ti dico che le due cose non sono correlate. Mi capita spesso di avere una f.c. Alta ed una potenza metabolica bassa. Quindi il discorso f.c. Va’ affrontantato in maniera piu’ approfondito se rapportato con la potenza metabolica. Anche io per anni ho utilizzato le varie dimensioni del campo per avere diverse sollecitazioni sulla f.c. Ma adesso con la potenza metabolica bisogna capire meglio. In alcuni casi forse si puo’
      ipotizzare che addirittura quando la f.c. E’ molto alta e la potenza metabolica bassa stiamo difronte ad un affaticamento centrale? Sto’ cercando di capire e mi auguro che colli mi dia una mano.

      • Marco 3 marzo 2012 at 10:09 #

        ok grazie, ma in generale come gestisci lo spazio delle esercitazioni situazionali?? Cosa ne pensi?? Spero che anche il prof Colli ci dia una sua opione in merito. Grazie ancora!

        • laltrametodologia 3 marzo 2012 at 13:40 #

          Entro a gamba tesa sull’argomento perchè me lo hai chiesto : il problema della superficie di gioco per giocatore è importante al pari di tanti altri fattori :se però non li studiamo con il GPS non arriveremo mai ad una conclusione di orientamento .Finora abbiamo usato la FC per misurare il carico metabolico , ma questa sembra darci un errore anche del 20% , quindi contnuiamoa d usarla ma come strumento secondario perche forse ci puo dar l’idea di quanto siamo stanchi ,pero possiamo essere stanchi dopo 30′ ?? Se cosi fosse andiamo a casa tutti .
          Per adesso mi limito ad elencare alcuni effetti visti in questo breve periodo di osservazione con il GPS in rapporto alle diverse ampiezze del campo , tenuto anche conto cosa non trascurabile che ci sono componenti cognitive importanti giocando in spazi ristretti ma anche in spazi ampi : quando perdo sono costretto a giocare in spazi stretti , quando vinco sono obbligato a giocare in spazi ampi e li debbo sfruttare anch’essi quindi non esite una misura standard utile per tutto .
          Quindi se gioco nello stretto non avrò velocità elevate , e quindi non effettuerò frenate ad alta velocità .Se gioco nel largo e non obbligo i giocatori ad essere vicino alla palla , li faccio riposare . Nel largo faccio meno CdD sicuramente e quindi alleno meno la forza e la postura di acc e dec .
          Nel largo debbo coprire piu campo e quindi diventa necessario correre a media velocità per coprire la posizione , nello stretto non c’è bisogno e potrei fare piu azioni acceleranti , ma piu recupero passivo .
          Se mi alleno solo nello stretto non sono in grado di controllare la situazione che si sviluppa velocemente , ne controllare la palla in velocità e mi ci debbo allenare ed il problema non è certo fisico ma tecnico e tattico indivduale. Nel basket è essenziale gestire la palla in contropiede dove si realizza con maggiore percentuali , ma molti allenatori giocano al rimescolo stando fermi a meta campo e non allenando questa situazione che produce canestri facili se la si sfrutta :se la si allena e per i giovani produce un miglioramento tecnico impressionante dato che bisogna controllare tutto in meta tempo e non penso che per il calcio sia diverso . QUindi valutiamo ciò che succede nelle diverse esercitazioni con spazi piu o meno alrghi e credo che capiremo meglio il da farsi .E attenzione di Barcellona c’è ne è uno solo …………..

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