Forza e angolo al ginocchio (2a parte): Half Squat e Parallel Squat

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Continua la saga, se ve lo siete perso scaricate anche il filmato di Giovedì. Comunque vi riallego il PDF che contiene parte del lavoro di Giovedì 1° Marzo e di quello di oggi. È molto utile se si vogliono comprendere bene i presupposti della pesistica adattata e per la costruzione personalizzata degli esercizi avere un po' di pazienza nella lettura della diapositive mentre vengono spiegate ma, come vi dicevo ieri, se sapete già tutto ditemelo che vado in pensione subito, alla faccia di Monti.

6 Responses to Forza e angolo al ginocchio (2a parte): Half Squat e Parallel Squat

  1. antonio 3 marzo 2012 at 09:32 #

    il comportamento della forza nei primi 10 cm dello squat parallelo ,dove si vede che scende nei primi 5/6 cm per poi iniziare a salire potrebbe far pensare a una componente elastica che supporta i primi cm di apertura dell’angolo ? cosa non possibile con il 1/2 squat in quanto il caricamento dell ”molla” e’ parziale.Con la barra quadra nel movimento di squat parallelo ho provato due esecuzioni una poggiando a terra e l’altra in sospensione di 1/2 cm ,l’angolo al ginocchio e’ quindi uguale ma con l’appoggio a terra si riesce a sollevare meno carico ,al di la’ di tutti i fattori che possono intervenire , mi chiedo se la struttura a tensegrita’ del corpo , a certi angoli e in certi tempi possa contribuire alla produzione di forza con una componente elastica.

    • laltrametodologia 3 marzo 2012 at 13:25 #

      Sinceramente credo che il problema del posizionamento della rotula a quell’angolo crei una leva sfavorevole ( basta guardarlo sul libro di Bosco ) , non credo molto in tal caso alla componente elastica dovuta allo stiramento della muscolatura estensoria . Poi forse si può aggiungere il concetto dell’efficienza muscolare rispetto alla lunghezza del muscolo , che essendo gia ben allungato potrebbe essere nel versante negativo della curva di efficienza ( in pratica il rapporto tensione lunghezza che ha una forma a U rovesciata anche se un po larga ) . Quindi quando poi si raggiunge il 1/2 squat la leva migliora e la curva tensione lunghezza entro nel range di di efficienza ottimale e questo penso sia la spiegazione che preferisco , ma naturalmente è la mia logica .
      Per ciò che riguarda le due partenze dalla sospensione e da terra credo sia sufficiente a spiegarlo l’attività elettrica gia eleavsta quando tieni in sospensione la barra che ti consente di aver attivato la muscolatura e poter sommare la richiesta di spostamento che richiedi dopo . Quando invece parti con la barra appoggiata ( vale pure per tutti i sollevamenti da appoggiato ) l’attivazione è zero e quindi devi sommare lo stimolo . A questo va aggiunto sicuramente la tensione complessiva che la catena cinetica sviluppa per mantenere il carico sollevato 8 certo se poi il carico è elevato e tu lo tieni cosi per 10″ non va bene ) . Basta riferirsi comunque al concetto di statico dinamico , ma ci sono degli esempi su questo aspetto anche nell’ultimo libro di Zatiorskyyi , ma anche nel libro di Bosco . Quindi voto sempre per partenze da carico sollevato e catena in tensione , sianom esse squat vari o girate strappi etc soprattutto adattati

  2. antonio 3 marzo 2012 at 16:01 #

    grazie per l’esauriente risposta,ma quello che non riesco a capire e’ l’andamento della forza in quei 5/6 cm iniziali ,se al punto 0 abbiamo un basso livello di forza per via della leva sfavorevole e dell’efficienza muscolare legata alla lunghezza, perche’ da quel punto la forza non ha una salita progressiva come dopo i 10 cm ma scende per poi risalire e progredire man mano che la leva diventa piu’ favorevole e la lunghezza garantisce migliore efficienza muscolare ? quel ”buco” di forza mentre l’angolo si apre per sollevare il carico come si spiega ?

  3. aldo 3 marzo 2012 at 18:06 #

    Salve prof. per rilevare la velocità di esecuzione esiste un alternativa al costoso ergospeed … che si aggira intorno agli 800 euri ? io credo che un video monitorato con kinovea sia una buona alternativa, fin quando non rendono accessibile il costo dell’apparecchio ergospeed !!!

    • laltrametodologia 3 marzo 2012 at 18:16 #

      secondo me se ho spiegato bene ti interessa piu il tempo che la velocità se devi stabilire il carico minimo per la fmax , in tal caso basta un filmato . Se devi misurare la vleocità ci sono molti strumenti in commercio molto piu costosi dell ergospeed ( che ho progettato e fatto realizzare io proprio con lo scopo di farlo costare il meno possibile ) , che costa circa la metà del meno costoso degli altri sistemi . Altra cosa che puoi fare è comprarti una fotocamera ad alta velocità costa circa 300 euro ed allora li puoi miurare la velocità, ma è un po piu complicato e meno immediatamente utilizzabile in sala pesi . La cosa che puoi fare e comprare l’ergospeed in societa con un altro collega che lo utilizza , non aspettarti cali di prezzo perchè vabbene fare della filantropia ( vedi blog assolutamente gratuito ) ma chi lavora qualcosa deve guadagnare ( il giusto non la speculazione come fanno gli altri sistemi) .

      • aldo 3 marzo 2012 at 18:54 #

        l’unica soluzione è proprio quella, vediamo se trovo qualche collega. Ha ragione infatti io sono di quelli che avrebbe pagato pur di appartenere a questo blog. Un dubbio: nel grafico “confronto durate isocarico tra PS e HS” … quei valori sono trasferibili ad ogni soggetto o bisogna considerare sempre il BW di ciascuno ?

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