da Fucci: Dimensioni del campo e potenza metabolica con GPS

Ho avuto in questi giorni la conferma che il GPS prende anche dentro i palloni tensostatici e pressostatici, abbiamo monitorato il basket, il pattinaggio su ghiaccio ed anche il calcio a 5, ci manca il tennis e abbiamo fatto prove su quasi tutti gli sport. Tutto sembra funzionare bene e quindi anche chi lavora in queste situazioni sa che può avere un grosso contributo per verificare se quello che sta facendo (o quello che fa il preparatore o l'allenatore) ha un senso e soprattutto che rapporto ha con il modello di prestazione.

L'audiovideo di Armando Fucci di oggi è come sempre di grande interesse perché inizia a dimostrare come la raccolta dati con il GPS ci aiuti sempre di più a chiarire il peso delle esercitazioni con la palla, le dimensioni del campo, il numero dei giocatori ed anche le regole delle esercitazioni, che già da sole possono modificare profondamente la potenza metabolica. E poi, sempre da vedere come la FC ci dice tante bugie.
Aspetto molti altri contributi su questi punti, diretti da voi che so che state facendo cose simili ma che non avete il coraggio di esporvi. Un grazie come sempre ad Armando per la sua disponibilità a condividere esperienze.

26 Responses to da Fucci: Dimensioni del campo e potenza metabolica con GPS

  1. Marco 30 marzo 2012 at 14:41 #

    In base a queste considerazioni sarebbe corretto ipotizzare che le esercitazioni più impegnative (ad esempio il 4c4 o il 3c3 negli spazi citati) andrebbero collocate a metà settimana tipo il mercoledì ed il giovedì mentre le altre (l’8c8) il martedì o il venerdì perchè questi due giorni sono a ridosso della partita precedente e di quella successiva?

    • armandofucci 30 marzo 2012 at 20:34 #

      Credo che i lavori vanno concordati con il mister in relazione al carico fisico presente nei lavori tattici. Io inserisco il 4vs4 ilprimo allenamento come lavoro metabolico ed il 3vs3 il secondo giorno dopo la forza.

  2. Aldo 30 marzo 2012 at 15:43 #

    Salve prof.,
    volevo chiederle, a riguardo delle parititine 4c4 e 3c3, quante serie vengono fatte e quali pause fa fare tra di esse ?
    La ringrazio in partenza !

    • Aldo 30 marzo 2012 at 15:50 #

      ho dimenticato: vorrei sapere anche quante serie sono state fatte della partitina + l’intermittente.

      • armandofucci 30 marzo 2012 at 20:37 #

        Il 4vs4 due serie da 10′.
        Il 3vs3 tre serie da 6′.
        La partita-intermittente 2 serie da 10′

        • aldo 31 marzo 2012 at 01:47 #

          grazie mille armando come al solito disponibilissimo.
          ascolta da un punto di vista logistico: volevo chiederti ma con una squadra di 23-24 soggetti come fai ad organizzare tali partitelle 4c4 e 3c3 considerando che lo spazio di un campo non basterebbe per far rientrare tutti. diciamo prendendo in esempio il 4c4 più due portieri sono 10 in un campetto che occupa tutta la metà campo, e 10 nell’altro. mi chiedevo: ma i restanti 3-4 della rosa, cosa gli faresti fare ?.
          ti ringrazio in partenza !

          • armandofucci 31 marzo 2012 at 08:27 #

            Effettivamente e’ un problema! Bisogna organizzarsi con l’allenatore che organizza dei lavori contemporaneamente per quelli che sono in esubero come numero, per poi far effettuare anche a loro il lavoro. Questo principalmente nel 4vs4. Gia’ nel 3vs3 e’ piu’ semplice. Inoltre quando si riesce a dividere la squadra in due gruppi, uno fa’ forza e possesso e l’altro tattico si riesce ad incastrare il tutto.

        • aldo 31 marzo 2012 at 09:29 #

          Ti posso assicurare, che il delemma delle partitelle si ripropone ogni qual volta le ripropongo come lavoro ad alta intensità. Rimangono sempre 3 o 4 che necessariamente devono rimanere fuori. credo sia la difficoltà maggiore (almeno per me, che sono al mio primo anno di esperienza).
          pensandoci io lo organizzerei così: chi ha giocato la domenica preferisco farlo lavorare prevalentemente a secco il martedì (piuttosto che privilegiare il 4c4, inserisco intermittenti sempre con cambi direzionali e di senso: ma comunque più controllati rispetto all’imprevedibilità di una partitella), chi non ha giocato e coloro che hanno bisogno più del giocato (in altre parole coloro che non giocano spesso) organizzo tale lavoro da te proposto.
          alla fine credo (ma è una mia modestisssima opinione) che, da un punto di visto prettamente da campo, chi gioca la domenica risulta essere già allenanato sui fattori della prestazione in termini di capacità attentive, imprevedibilità, posizione in campo, ecc.
          Non per questo voglio dire che non andrebbero proposti ai “titolari” della domenica.
          Da giovane alle prime armi, chiedo ad una persona di esperienza come te: che ne pensi come idea ?
          grazie ancora

          • armandofuccci 31 marzo 2012 at 10:39 #

            l’idea del lavoro solo a secco per chi ha giocato e’ giusta. l’ideale e’ variare ogni tanto e non rendere standar l’organizzazione. certamente chi gioca la gara ha nelle gambe” un allenamento in piu'”. inoltre non dimenticare la prima cosa: il lavoro che proporra’ il mister.

  3. salvatore varracchio 30 marzo 2012 at 16:46 #

    Bravo Armando , Ottimo lavoro e grazie per questo materiale che con competenza e soprattutto pertinenza ci dai la possibilità di condividere.
    I lavori che hai fatto vedere ci chiariscono, in modo inequivocabile , come possa essere influenzato il carico del lavoro, dalle dimensioni , ma soprattutto dal numero dei calciatori che partecipano alle esercitazioni. Infatti nell’ 6<6 con 255metri quadrati per calciatore si raggiunge una potenza metabolica media di 9 watt . mentre nel 4<4 con 220metri quadrati per calciatore(quindi molto meno dei 255 del 6<6) si raggiunge una potenza metabolica media di 13 watt(rispetto ai 9 watt del 64 con il lavoro intermittente è a mio avviso molto pertinente (direi geniale), infatti i due tipi di esercizi sono simili sul dato del del la potenza metabolica , ma nello stesso tempo, differisco, perchè la loro esecuzione richiede, un impegno diverso, che influenza in modo contrario le due componenti che formano il prodotto della potenza metabolica (accelerazione e velocita’).
    Mentre il 4<4 richiede un maggiore impegno neuromuscolare e coordinativo, con cambi di direzioni , DECELLERAZIONI E RIPARTENZE, influenzando in dato dell’accelerazione, ma non determina un dato alto di velocita’.
    L’intermmittente richiede un maggiore impegno metabolico , ottenendo lo stesso carico di potenza metabolica, in quanto agisce sul parametro della velocità e meno sull’accellerazione.
    In conclusione riusciamo a tenere alto il carico di lavoro agendo su diverse componenti DELLO STESSO FENOMENO .
    Dopo queste considerazione , volevo chiedere ad Armando , a proposito della tanto amata frequenza cardiaca, come si è visto , la f.c. è alta anche in lavori con carico esterno mediocre. E’ chiaro che essa non rispecchia ciò che stiamo facendo , ma cio’ che in quel momento avvertiamo .
    Non credi che essa ha maggior valore(o comunque è da tener maggiormente in considerazione ) nel primo giorno di allenamento quando i calciatori (chiaramente quellli che hanno giocato ) non hanno ancora metabolizzato lo sforzo della gara e quindi il lavoro che faCCIAMO DA UN LATO DEVE TENDERE AD UN MAGGIOR RECUPERO , DALL’ALTRO UN INGRESSO AL LAVORO CHE OVVIAMENTE SI INCRENENTERA’ NEL LA SETTIMANA ?. Mentre invece quando ci si trova in situazioni in cui interessa solo creare adattamenti specifici , DIAMO UN MAGGIOR VALORE AL CARICO ESTERNO?
    SALUTI
    SALVATORE VARRACCHIO

    • armandofucci 30 marzo 2012 at 20:24 #

      Fa’ piacere che il lavoro proposto risulta interessante. Inoltre i lavori di momitoraggio li ho iniziati proprio con salvatore varracchio.
      A proposito della f.c.: ad oggi la mia osservazione e’ questa: la f.c. Rappresenta il carico interno che non e’ riferito solo all’ allenamento sppena fatto ma anche a quello che e’ stato fatto nei giorni precendenti. Quindi si puo’ iniziare a valutare la f.c. come indicatore di affaticamento nel momento in cui la p.metabolica e’ bassa. Infatti la p. Metabolica rappresenta il carico esterno, cioe’ quello che stiamo facendo in quel momento.
      In relazione alla tua osservazione : certamente la f.c. puo’ dare maggiori indicazioni il primo allenamento post-gara per osservare lo stato di affaticamento interno, ma sempre osservando insieme la potenza metabolica.

  4. roberto masiello 31 marzo 2012 at 12:55 #

    Grazie prof per l’ennesimo contributo. Ricordo con piacere il nostro incontro e la nostra utilissima chiacchierata a gallipoli, presso l’albergo in cui il benevento era in ritiro. dal nostro scambio di opinioni ho, obiettivamente, cominciato a capire che qualcosa non andava relativamente alle mie proposte alla squadra. alla luce di cio’ che sto apprendendo dai lavori del prof colli e di tutti voi, ad oggi posso confermare che la differenza reale in quella squadra (poi risultata vincente) fu sostanzialmente “fatta” dalle splendide esercitazione con la palla del mister (per la verita’ davvero interessanti) . Io mi limitai ,per cosi dire, a proporre cose non solo non monitorate ma ,soprattutto, frutto delle metodologie classiche proposte da…meglio non dirlo. ho avuto solo il merito di utilizzare molte “intermittenze” ma evidentemente in modo diverso da cio che “laltrametodoligia” propone. tutto cio per confermare che in molti casi il lavoro del preparatore fisico e’ assai sopravvalutato (il mio nel gallipoli 2009) e assai poco menzionato quando invece merita la massima considerazione (come quello di marra a catania). grazie quindi a tutti VOI per le continue illuminazioni.

    • fabio esposito 31 marzo 2012 at 20:54 #

      Al di là della valenza dell’audio video proposto da armando, voglio fare i complimenti a roberto masiello per l’umiltà mostrata e la passione emersa dal suo intervento…
      solo il continuo confronto può arricchirci…bravo ancora.

      • roberto masiello 1 aprile 2012 at 08:14 #

        grazie fabio. hai ragione….il confronto e’ linfa vitale.

    • armandofucci 1 aprile 2012 at 09:29 #

      Roberto, ricordo molto bene il nostro incontro a gallipoli nel 2009. Ho sempre accettato il confronto che per me rimane l’essenza della ricerca. Inoltre il vero laboratorio e’ quello che facciamo su questo blog. Io paragono il tutto al calcio: ho conosciuto decine di calciatori fortissimi che avrebbero potuto giocare in serie A o B ma non hanno mai avuto la fortuna di conoscere lo sponsor giusto. E’ cosi’ nel nostro caso. Ci sono moltissime persone che possono dare contributi importanti perche’ con passione studiano e sperimentano, ma non hanno la possibilita’ di esporre perche’ non appartengono a nessuna casta.
      Luca Zingaretti sulla Repubblica di oggi ( ebbene si, sono un lettore di repubblica dal primo numero. Dai tempi del liceo!) in una bellisssma intervista ha detto ” non e’ vero che in Italia abbiamo una classe politica incapace,. Diciamo che e’ stata capacissima di tenere l’ITalia nell’ignoranza”. Come non dargli ragione.
      Ciao

  5. yuri fabbrizzi 2 aprile 2012 at 19:21 #

    visto e considerato che armando ha riportato dei lavori e delle metrature che molti allenatori propongono, a parte l’esercitazione con l’alternanza del lavoro a secco,
    questo lavoro ci fa capire l’importanza delle dimensioni, che molte volte non sono giuste quando facciamo delle esercitazioni,
    l’importanza dei tempi di sviluppo dell’esercitazione
    e ci da conferma del fatto che più gli spazi sono piccoli e più l’obiettivo è puramente tecnico
    un altro fenomeno da indagare è nello stesso spazio e con lo stesso numero di partecipanti, la differenza di tocchi,
    per quanto riguarda le fc, sono 8 anni che uso la telemetria, ho indagato anche partite di coppa, ci sono molte situazioni da verificare,
    1)molti lavorano calcolando la fc max con 220-età…è giusto far lavorare un calciatore calcolando l’80% di 194 battiti facendo un calcolo così approssimativo?
    2) spesso si c alcola la fc max facendo dei test incrementali,
    io ho un programma che aggiorna in automatico le fcmax scremando dati inesatti, nonostante questo dopo le partite mi trovavo fc max aumentate anche di 10 battiti! probabilmente il fattore emotivo segna molto questi valori
    a cosa serviva allora il test incrementale?
    3)chi era con me a fare il corso a coverciano(nervi e bozzetti) mi ha visto all’opera nel test di gacon, (all’opera perchè correvo!!!)
    ad un certo punto del test ero a 140 battiti ma le gambe non mi andavano più!non ho ricoperto la distanza nel tempo, e mi sono fermato, domanda: come facciamo a stimare una esercitazione se abbiamo tre 4 bradicardici?
    la fc no è da buttare, però è da prendere con le molle e probabilmente va utilizzata solo per personalizzare il lavoro del singolo individuo, non certo per classificare CON CERTEZZA esercitazioni con palla
    ciao

    • armandofucci 2 aprile 2012 at 19:43 #

      Dai miei studi recenti con il gps stà emergendo che la f.c. e la potenza metabolica non vanno “d’acc0rdo”. D’altronde Colli lo dice da tempo.Io stesso da molti anni utilizzo la f.c. ed anche nei lavori con palla è stato sempre il mio riferimento: dall’85% della f.c. max ho sempre considerato buono il lavoro, dal 90% ottimo. Obiettivamente è quello che fanno tutti quelli che utilizzano come parametro di riferimento la f.c. Basta sfogliare la letteratura internazionale. Il problema adesso è prendere coscienza della NOVITA’ SCIENTIFICA DELLA POTENZA METABOLICA. UN parametro che sintetizza in un’unica grandezza quello che realmente succede nel calcio (velocità ed accelerazione) non può non essere preso come riferimento primario. Adesso tocca capire come può ritornarci utile la f.c. Poi ognuno è libero di pensare ed applicare quello che crede. Io se mi trovo difronte ad un lavoro dove è stata raggiunta un potenza metabolica bassa (inferiore a 11) ed una f.c. dell’85% del max non considero più valido il lavoro. Ripeto: è una mia opinione.

      • Dario Pompa 3 aprile 2012 at 10:37 #

        Buon giorno Prof. e complimenti per il suo lavoro.
        Io non vorrei che passasse il messaggio che la fc sia semplicemente un “difetto” del cuore, quindi un dato da non prendere come riferimento in quanto appunto è un “errore”. Quello che è certo è che non può assolutamente bastare come dato unico per comprendere l’impegno dei nostri giocatori! Questo è fuor di dubbio!! Tuttavia essendo un dato riguardante il carico interno io ritengo che debba essere certamente integrato con la sinottica del gps (quindi il carico esterno). Se oggi monitorizzo un esercitazione a secco (per esempio) e ho determinati valori di potenza metabolica e fc; e la ripropongo dopo non sò 1-2-3 settimane, fate voi, e ho gli stessi valori di potenze ma fc più alta facciamo finta di nulla? evidentemente lo stesso carico esterno lo sopporta in modo minore..
        Spesso esercitazioni a potenze <11 e fc intorno all'85% corrispondono a lavori sui spazi stretti, 1c1,2c2,ecc in cui chiaramente non vi è la possibilità di effettuare potenze importanti in quanto abbiamo appunto limiti di spazio e "limiti" tattici intrinseci nell'esercitazione stessa. Tuttavia come è stato detto più volte, sono presenti acc e decc molto alte! come anche i cdd; insomma si tratta di lavori neuromuscolari importanti che hanno certamente impegnato i nostri calciatori e la fc ci indica che non è stata un passeggiata, che il lavoro è stato "accusato" nonostante che i dati delle sole potenze siano basse. Come dice bene Salvatore Varracchio in ottica recupero bisogna considerare anche lo stress indotto. Grazie al gps ora abbiamo un dato decisivo per il controllo dell'allenamento ma credo che il nostro lavoro sarà ancora più elevato se integriamo con esso i valori del carico interno (fc,rpe,ecc) così da avere un quadro ancora più completo.

        • Dario Pompa 3 aprile 2012 at 18:57 #

          E aggiungo.. Grazie ai Prof (Di Prampero la “teoria” e Colli la “pratica”) attualmente siamo in grado di comprendere con una discreta precisione quale sia l’impegno dei nostri giocatori. Il passo successivo sarà certamente una personalizzazione per ruolo e le differenze tra categorie e nel settore giovanile. Ma la difficoltà che personalmente trovo, e che ritengo debba essere l’obiettivo centrale del nostro lavoro, è la gestione a lungo termine dei nostri giocatori. Il saper mescolare gli ingredienti ad hoc, ne più ne meno. è fondamentale capire la qualità dello stress che abbiamo indotto (attraverso i gps) e il tipo di reazione a tale stress ( fc?? rpe?? analisi del sangue?? omega wave??,ecc). Ora che abbiamo davvero tutti gli strumenti (il gps con il calcolo delle potenze era il tassello più importante a mio avviso), dobbiamo integrare tutto evitando visioni parziali

  6. yuri fabbrizzi 2 aprile 2012 at 21:40 #

    Sono d’accordo anche perchè è evidente dai lavori monitorati con questo gps

  7. armandofucci 3 aprile 2012 at 18:41 #

    MA il problema è legato al tipo di obiettivo che voglio raggiungere. SE voglio fare un lavoro metabolico devo raggiungere determinate potenze, altrimenti non và bene. Se poi l’obiettivo è fare un lavoro a dominanza neuromuscolare allora non guardo le potenze. Anche se io utilizzo lavori a dominanza neurogena dove le potenze sono buone ma cerco volutamente di aumentare la percentuale di accelerazioni intense e del conributo anaerobico. Comunque non ho mai detto che non bisogna osservare la f.c. Io stesso continuo ad utilizzarla osservandola con la potenza metabolica. Il problema di fondo è uno: se fino ad ieri il lavoro metabolico lo monitoravamo con la f.c. OGGI c’è un’altra strada: LA POTENZA METABOLICA. Adesso stà a seguire una strada come priorità o l’altra. Sono centinaia i colleghi che utilizzano e continuano ad utilizzare la f.c. come osservazione del metabolico. Come sono moltissimi quelli che utilizzano come test metabolico il Conconi, il Mognoni. Sono scelte che io non condivido ma le rispetto. tutto qui.

  8. yuri fabbrizzi 3 aprile 2012 at 23:58 #

    ciao a tutti
    confermo quanto detto dal prof colli,
    i gps ricevono anche nelle tenso strutture, ho monitorato diversi allenamenti, e sono venuti bene
    quindi al contrario di quanto precauzionalmente era stato detto dal prof colli, possiamo monitorare anche sport al chiuso
    ciao e grazie

  9. Gianfranco 16 aprile 2012 at 16:11 #

    Ciao Armando ho seguito con attenzione il filmato sulla misura della potenza metabolica inerente diverse esercitazioni con la palla, premettendo che condivido la valutazione della prestazione attraverso l’utilizzo del GPS come già scritto su questo blog, ritengo che per raggiungere i valori di potenza metabolica di gara incida indubbiamente sia il numero dei calciatori sia lo spazio, ma la differenza sostanziale è determinata dall’intensità con la quale il calciatore effettua la prova. Infatti, dai dati che hai raccolto durante le esercitazioni, si evince che i valori di potenza metabolica del 3vs3 sono quelli più vicini a quelli di una gara 11vs11 di campionato, nonostante la forte differenza di spazio per singolo e numero dei calciatori.

  10. Fantini Davide 12 giugno 2012 at 01:59 #

    “Ci manca il tennis e poi…”
    Prof., qualche giorno fa mi sono recato in un circolo che ha un buon numero di atleti di discreto livello. Premetto che conosco da anni i maestri, così ho cercato di avviare una collaborazione per poter monitorare alcune partite di allenamento col GPS (che avrei acquistato e che probabilmente acquisterò ugualmente…), tra l’altro studiate per creare condizioni simili a quelle reali (presenza di raccattapalle che assicurassero recuperi, tra un punto e l’altro, non dissimili da quelli “regolamentari” e altri piccoli accorgimenti). Non ho detto loro che la mia intenzione era quella di fare ricerca applicata: mi avrebbero riso in faccia…Gliel’ho messa come la disponibilità, da parte mia, a fare un tirocinio gratuito in cui loro mi mettevano a disposizione i loro atleti per fare esperienza e io, “in cambio”, mi occupavo della loro preparazione. Si sono rifiutati!!! Non mi hanno accettato nemmeno gratis! Nei circoli tennis i preparatori sono rifiutati a prescindere dalla loro preparazione, perchè rappresentano un pericolo per gli stipendi dei maestri! Ai genitori che chiedono perchè il preparatore non c’è rispondono che non se ne trovano…se per caso uno di questi loschi figuri appare in mezzo alla nebbia, non potendogli sparare, li oscurano! Nel calcio ci si lamenta di una cultura arretrata di matrice arcelliana-helgerudiana: nel tennis questo problema non c’è…noi siamo molto oltre! Siamo al rifiuto del preparatore fisico! Mi dispiace solo che nel circolo dove opero abbiamo un buon numero di bambini ma nessun atleta di seconda e terza categoria alta, livello minimo affinchè si possa parlare di dati sensati. Peccato, perchè le caratteristiche del tennis, fatto praticamente solo di accelerazioni, decelerazioni e spostamenti laterali (di cui sarebbe interessantissimo calcolare il costo energetico…) permetterebbero di trarre spunti molto interessanti per il discorso della potenza metabolica. Ma io non demordo…

    • laltrametodologia 12 giugno 2012 at 07:42 #

      ciao davide beh d’altronde il tennis è l altro sport dove Arcelli ha lavorato ( strano tutti posti dove i professionisti guadagnano tanti soldi , poi c’è il calcio e il ciclismo !!!) Fai bene a non mollare sono acnh’io inteeressato a capire se nel tennis il Gps può essere utilizzato per capire meglio il modello e soprattutto le tipologie di spostamento .Infine ti faccio una domanda ed una richiesta : senza piaggerie inutili ci farebbe piacere a SIlvio Barnabà e a me , di un tuo approfondimento possibile per il tennis dell’uso del pendolo , con aspetti specifici, che crediamo possa essere molto utile e funzionale . Anche magari con un filmato con qualche esercizio , sempre che lo reputi utile .grazie

  11. Fantini Davide 13 giugno 2012 at 22:41 #

    Lo reputo utilissimo, ma ho appena concluso la mia collaborazione con il circolo con cui ho collaborato quest’inverno. Speravo di sfruttare l’estate per sperimentare qualcosa di interessante per la prossima stagione, ma temo sarà difficile…Se dopo l’estate ci saranno proposte serie bene, altrimenti basta col tennis e sotto con il calcio…Le farò sapere senz’altro. Purtroppo i nomi che possono sperimentare qualcosa nel tennis sono pochissimi: Fiorucci, Catizone e Carlo Rossi che l’ha già contattata. Siamo una specie in via d’estinzione…anche se per estinguersi bisognerebbe esserci stati. Intanto faccio conoscere questo blog anche a loro e poi vediamo se riusciamo a sviluppare qualcosa di interessante (sempre che per questo non ci cacciano dalla FIT…). Grazie a lei per quanto fa

s2Member®