Canoa Polo (2a parte): non facciamo gli stessi errori del calcio…

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CANOA POLO 2

Seconda parte molto specifica per la canoa (o kayak?) polo (aspetto lumi dai tecnici). Qui rifacciamo il procedimento proposto da di Prampero per il calcio, che ha mandato in soffitta tutti gli studi che si basano sulla velocità nel calcio. Nell'audiovideo si ripercorre l'analisi delle differenze esistenti tra distanza percorsa a diverse potenze rispetto alla velocità.

Anche in questo caso dobbiamo ampiamente ridurre il valore della distanza percorsa nella partita come indice di prestazione che ci indica che il polista fa circa 60 m/min in gara cioè 1 m/s, che sembra un valore modestissimo che equivale ai 2 m/s che si sviluppano nel calcio durante una partita, dato che sembra che i calciatori non faticano.
Andare ad 1 metro al secondo costanti costa nella polo appena 15-20 Watt ma andare ad 1 m/s ed accelerare contemporaneamente di 2 m/s^2 comporta una potenza di oltre 250 Watt!!!

I dati di alcuni studi precedenti (Guazzini, Sissi, Vastola, Sangiorgio) sono una buona base di partenza, a patto di non confondere l'alta intensità con l'alta velocità.

Va anche detto che il GPS nella canoa (kayak) polo è limitato nella valutazione totale della spesa energetica e la potenza metabolica erogata in quanto vi sono diverse fasi del gioco dove, pur con la canoa ferma, i giocatori esprimono forza nelle fasi di contatto, spinta, tensioni semi-isometriche che non producono spostamento e velocità, ma costano sicuramente.

E' la stessa cosa che accade nel basket nelle posizioni difensive, di blocco e tagliafuori, o nel rugby nelle mischie e nelle rimesse laterali o nei placcaggi.

In tal caso l'integrazione con una valutazione video anche sommaria o con anche una sommaria analisi della frequenza cardiaca, con tutti gli errori che si porta appresso, ci può far apprezzare come mai l'impegno metabolico durante la partita si avvicina ai 40 ml/min/kg, ma il dato metabolico derivato dalla potenza calcolata tramite GPS è molto al di sotto (25 ml/min/kg).

Nel prossimo audiovideo affronteremo il discorso sulla distribuzione delle accelerazioni, sulle ampiezze dei  cambi di direzione, anche in rapporto alle velocità e potenze con cui vengono svolte, così come valuteremo gli attuali test sviluppati in nazionale che sembrano realmente poco attinenti alla prestazione.

Ma soprattutto ci fa piacere immaginare come rosicano il presidente Buonfiglio ed il responsabile del centro stu(pi)di Argiolas che anche stavolta non sono riusciti ad arrivare prima di noi a fornire indicazioni oggettive a questa disciplina, nonostante i mezzi, gli appoggi del CONI e gli sperperi dell'Istituto di Scienza dello Sport ed il contributo scientifico nullo della collaborazione con Scienze Motorie di Tor Vergata.
Voi fate il fumo con una cucina di grande albergo, noi facciamo l'arrosto anche con una cucina casalinga...

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