Calcio: allenare la forza orizzontale o verticale? Un esperimento di Azzone

Azzone lavoro orizzontale-verticale

Con questo audiovideo terminiamo i lavori sperimentali di Vito Azzone sull'allenamento della forza esplosiva nel calcio, concentrando la nostra attenzione sulla vettorializzazione della forza che anch'essa deve essere studiata.
Se chiaramente un giocatore di volley ha una grande componente di forza verticale nelle sue azioni di gioco, molto diversa è la composizione di questi vettori nell'ambito del gioco del calcio, dove la forza orizzontale sarà sicuramente maggioritaria e quindi anche i sistemi di allenamento dovranno tener conto di questo problema.
Inoltre diventa importante, a livello di valutazione funzionale, concepire qualcosa che consenta di visualizzare cosa accade. Comunque il significato finale ci dice che a seconda delle direzioni dove alleni la forza, essa migliorerà ma sempre più per un vantaggio coordinativo che strettamente muscolare.

Un solo avviso: nel commento dell'audiovideo c'è un lapsus dove dice che la forza aumenta all'aumentare degli angoli di piegamento nel gruppo orizzontale, si vede chiaramente che è il contrario ma perdoniamolo!!!

10 Responses to Calcio: allenare la forza orizzontale o verticale? Un esperimento di Azzone

  1. Francesco Veltri 4 aprile 2012 at 07:27 #

    Prima di tutto faccio i complimenti per questo lavoro visto che è il primo che vedo in cui si mettono a confronto esercizi verticali e orizzontali(che hanno comunque una componente verticale).
    Per quanto riguarda lo studio non sarebbe stato interessante vedere anche un test metabolico,tipo quello navetta proposto dal prof Colli,per esaminare se il lavoro orizzontale può portare a un miglior rendimento anche sprint ripetuti?Siccome il miglioramento è coordinativo dovremmo avere dei vantaggi anche in quel caso presumo.
    Come mai nel Trx il calciatore che “frena”,o meglio decelera, si pone in quella posizione?

    • vito azzone 4 aprile 2012 at 08:38 #

      Ciao Francesco grazie per i complimenti, il test di navetta calcio era stato fatto ma per motivi logistici (tornei, campionato e impegni vari) non sono riuscito a fare il test di uscita. Nell’esercizio di TRX quella posizione mi sembra simile alla posizione di un difensore in alcuni momenti di gara, comunque non è la sola posizione ma sono state proposte anche altre situazioni.

  2. paolo 4 aprile 2012 at 17:01 #

    esempio classico di regimi muscolare combinati ,tanto cari al prof cometti!,

  3. aldo 5 aprile 2012 at 09:27 #

    ciao vito,
    volevo chiederti in assenza di ergospeed, esiste un alternativa per calcolare il carico da mettere sul bilanciere o sui manubri per lavorare su una delle espressioni della forza, prendendo come valore di riferimento (non il massimale o la velocità esecutiva restituita dall’ergospeed) ma il BW ?
    su uno dei tuoi studi proposti tramite audiovideo sentivo “il carico non superava mai il 30% del BW” … ecco perchè mi è venuto il dubbio.
    il 30% corrisponde ad un carico per lavorare in forza esplosiva ? se si, le percentuali per lavorare in Forza dinamica massima e forza massima quali sono ?
    ti ringrazio in partenza

    • vito azzone 5 aprile 2012 at 18:54 #

      Ciao Aldo, io non mi concentrerei molto sul sovraccarico ma piuttosto sul movimento e sulle variabili che posso inserire, attraverso queste infatti provoco una maggiore complessità dell’esercizio e quindi una maggiore intensità.
      Per variabili intendo l’utilizzo di manubri o bilancieri, la combinazione di partenze e arrivi in bipodalico/monopodalico, gli arrivi in torsione (quindi controllo del corpo in volo), le frenate a diversi angoli, la ricerca dell’orizzontalità … ecc (negli audio-video sulla pesistica adattata il Prof Colli ne fa un’ampia e chiara descrizione).
      Con il settore giovanile partivo da carichi bassi (anche il solo bilanciere scarico o manubri leggerissimi) per insegnare la tecnica della girata, del push press e dello strappo poi l’incremento del carico è venuto di conseguenza e sempre parallelamente all’aumento della complessità dell’esercizio attraverso le suddette variabili. Il 30% però è solo un valore di riferimento, si possono anche utilizzare carichi minori o maggiori (dipende anche da chi alleni); certo un incremento eccessivo del carico necessita di una tecnica (non calcistica) sempre più accurata e in questo caso non posso pensare di chiedere al soggetto azioni monopodaliche o arrivi in torsione. Se si passa in ambito di forza massima la scelta del carico diventa un po’ più importante (anche se non è l’unico parametro), non conosco però riferimenti in % del BW. Se rimango invece in ambito di forza esplosiva (che posso sviluppare anche a carichi naturali) o dinamica massima non mi fare troppe seghe mentali per 4-5 kg in più o in meno.

  4. Mauro Cataldi 6 aprile 2012 at 10:40 #

    Salve dott. Vito, volevo porLe questo video alla sua attenzione, in particolare al jump in affondo con torsione di 180° visibile al minuto 1, 30″. C’è qualche studio in merito all’efficacia di tale metodologia (anche con uso di sovraccarico, ecc..ecc..). Grazie e Auguri di Buona Pasqua a Lei, Roberto (naturalmente) e tutti i frequentatori del blog!

    Mauro Cataldi – allenatore FIPAV Macerata

  5. vito azzone 6 aprile 2012 at 15:50 #

    Dottore mi sembra un tantino esagerato, lo so che siamo tutti laureati ma ci possiamo chiamare benissimo per nome. L’esercizio a cui ti riferisci è per caso quello nel 2° audio video dell’allenamento a prevalenza tradizionale? se si non è un jump in affondo ma un jump bipodalico con arrivo monopodalico in torsione. In merito al singolo esercizio non conosco nulla in bibliografia, per quanto riguarda invece la metodologia (ossia la combinazione di esercizi di jump e pesistica adattata con tutte le variabili descritte non solo nei mie studi ma anche negli audio video del Prof Colli inerenti alla pesistica adattata) io ho trovato una meta-analysis di Villareal che afferma che la strada migliore per lo sviluppo della forza esplosiva è la combinazione di esercizi di jump con diverse variabili; i principi della pesistica adattata invece nascono dalle intuizioni del Prof Colli sviluppate e verificate nel corso degli ultimi 10 anni credo (o forse anche di più) e puoi trovare tutte le spiegazioni nei suoi audio video. Io non ho fatto altro che verificare praticamente quanto appena detto cercando di arrivare a delle conclusioni operative descritte nei miei 3 studi. Per quanto riguarda il sovraccarico non so a cosa ti riferisci, se passiamo a carichi di forza massima, quindi strutturale, il discorso metodologico cambia.

    • Mauro Cataldi 6 aprile 2012 at 19:00 #

      Evito allora il “dottore”! :))
      Non mi riferivo al secondo video dell’allenamento a prevalenza tradizionale ma al video di cui avevo postato sotto il link (è materiale che ho trovato su YT). Glielo ripropongo:
      http://www.youtube.com/watch?v=ppM1Ad-zd0o&feature=related
      Il minuto è 1.30″, c’è la torsione a 180°.
      Quello che volevo chiedere è se c’erano studi, test, esami, prove elettromiografiche, ecc… per quanto riguarda quell’esecuzione lì, sia a corpo libero oppure con manubri.
      Grazie di nuovo.

  6. vito azzone 6 aprile 2012 at 20:28 #

    Scusami Dottor Mauro :-) ho completamente frainteso la tua domanda, ho appena visto il video a cui ti riferivi…secondo me come principi in linea di massima ci siamo, un esercizio con partenza monopodalica (si potrebbe anche aggiungere un piccolo sovraccarico), arrivo monopodalico e torsione (addirittura 180° mi sembra anche eccessiva, io personalmente mi fermo ai 90° comq). Quello che non capisco è la funzione delle braccia, sicuramente gli consentono di saltare qualche centimetro in più ma non gli danno alcun vantaggio in termini di forza e soprattutto non vedo alcuna relazione con l’uso delle braccia nel calcio, nel volley non so tu lo saprai meglio di me visto che te ne occupi.

    • vito azzone 6 aprile 2012 at 20:31 #

      E comunque su questo singolo esercizio non conosco nessun articolo/studio.

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