Modello di prestazione Volley femm A2: 2a parte

Dopo qualche giorno di vuoto dovuto alle molteplici difficoltà incontrate per inviare i video del seminario di Roma su: "LA RIVOLUZIONE DEL CALCOLO DELLA POTENZA METABOLICA NEL CALCIO TRAMITE ACCELERAZIONE E VELOCITÀ", eccoci pronti a reimmettere nuovi contenuti. Oggi riprendiamo il discorso del volley femminile e del modello di prestazione della serie A2. A questo audivideo di Sergio Machella ne seguirà a breve un altro dove faremo vedere con dei filmati come intendiamo il lavoro intermittente per il volley femminile.
Debbo dire che guardando con una certa attenzione e continuità anche le partite di finale della serie A1 femminile tra Busto Arsizio e Villa Cortese, suppongo che anche in serie A1 qualcosa di nettamente diverso dal maschile c'è; la palla prima di cadere a terra (e non perché sono scarse le attaccanti) ce ne vuole, e molte di queste situazioni si sono viste anche in gara 5 (palla giocata oltre i 3 scambi). E debbo dire veramente entusiasmanti, molto più del maschile, anche se anch'esso è finito 3-2 con una palla buona invece che fuori. Troppo sportivi quelli di Trento direi, ma non si può mettere qualcosa tipo il "ciclope" o occhio di falco come nel tennis?
Il basket italiano è ormai in caduta libera, ma almeno ha l'instant replay con cui si è deciso uno scudetto, metterlo anche nella pallavolo sarebbe un sacrilegio??? Anche perché mentre Macerata festeggiava, i telecronisti tv dicevano che la palla era buona quindi pensa che rodimento per Trento, ok che ha vinto tanto ma…
Un'altra domanda - so che il mio amico Pozzi, preparatore della nazionale maschile di pallavolo non sarà d'accordo - ma è proprio necessario strozzare tutte le partite di semifinale e finale in due settimane scarse e perché 2 su 3 le semifinali e partita unica la finale, sempre in virtù della tv? Io credo che magari le differenze esistenti tra le squadre che arrivano in semifinale vanno ricercate anche in più partite, sulle rotazioni della panchina (Macerata ha vinto quando si è fatto male Savani). Magari accorciamo la stagione regolare, giochiamo qualche doppia partita sabato e domenica, inventiamoci qualche altra cosa  ma uccidere così la fase finale del campionato che è la più spettacolare, mi sembra veramente un insulto alle società che pagano un sacco di soldi i loro giocatori per averli per sei mesi. Comunque complimenti per l'audience, se il basket non si sveglia fra poco andrà a finire in qualche tv locale (altro che La7D); debbo dire che piango la domenica pomeriggio alle 18,30 quando c'era Franco Casalini o Paola Ellisse, Mario Boni e company (Pittis no, meglio che faccia il team manager della nazionale) a farci vedere un basket modesto ma che con le riprese e commenti sembrava bellissimo, ora ci rimane a quell'orario solo la pallavolo, complimenti ai dirigenti della Lega basket.

2 Responses to Modello di prestazione Volley femm A2: 2a parte

  1. Mauro Cataldi 27 aprile 2012 at 13:14 #

    Domanda per Sergio Machella: volendo fare la stessa analisi di modelli prestativi su campionati di serie inferiori (a questo punto, se ho modo, dalla prossima stagione!) e sempre nel femminile, quanti incontri sarebbero da rilevare? e soprattutto, dato che nelle categorie inferiori è più ampio il divario tra le squadre di testa e quelle che concluderanno in coda il campionato, è consigliabile rilevare incontri solo tra le squadre migliori oppure un po’ tutte le squadre?
    Se trovo del tempo avevo in mente di realizzare uno studio di modello prestativo di gara (molto simile al primo video, quindi tempi di azione, pause..etc…) per quanto riguarda 1a e 2a divisione femm. nella provincia di Macerata. Grazie!

    Mauro Cataldi
    Allenatore volley Fipav MC

    • Sergio Machella 27 aprile 2012 at 14:58 #

      Ciao Mauro,
      per quanto riguarda il numero di incontri ideale io credo sia sempre meglio il massimo; io stesso ho pubblicato il primo audio-video dopo 13 partite ma sto ancora continuando ad analizzarle. Comunque facendo media e Dev. standard dei dati ad un certo punto vedi il valore della deviazione rimanere costante: allora ti puoi ritenere soddisfatto!
      Per quello che riguarda la disparità di livello io lo considererei nel modello, osservare partite diverse di diverse squadre va sicuramente bene, ma non le scarterei neanche una. Quando ce le hai tutte, anzi, puoi fare anche un discorso diverso differenziando, non dal punteggio finale ma dal punteggio dei SET: allora dirai che i SET finiti a 10-12 hanno delle tempistiche mentre i SET più tirati ai 20-22 ne hanno altre….

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