Forza reattiva: 4a (e ultima) parte…

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Oggi (finalmente) terminiamo la 4a parte della forza reattiva, ben consci che non abbiamo detto tutto quello che si poteva dire, ma spero di aver tracciato delle linee di riferimento per l'utlizzo di queste esercitazioni.
Intendiamoci, le conoscenze su questo argomento sono ampie e condivise, ma forse ho avuto la presunzione di inquadrarle in maniera più schematica, in modo che poi ciascuna facesse "i conti" con la propria disciplina.
Questo è anche il primo audiovideo con password dedicato solo a chi sta contribuendo alla sopravvivenza del blog, ma soprattutto vuole condividere un modo di pensare e di operare comune. Se saremo in pochi non sarà importante: 'pochi ma buoni' e soprattutto con l'obiettivo di costruire qualcosa di alternativo alla muffa esistente.
Consentitemi di fare un grande augurio a Michele Zerial, il giovane kayaker che ha avuto sabato un brutto incidente in moto e che putroppo per questo non potrà partecipare alle qualificazioni olimpiche di metà maggio, dove aveva grandi possibilità di qualificarsi visto che era in ottime condizioni.
Tanti auguri Michele, reagisci e tornerai una furia atletica come eri prima!

12 Responses to Forza reattiva: 4a (e ultima) parte…

  1. roberto masiello 1 maggio 2012 at 21:34 #

    Ennesimo contributo siginificativo in grado di offrire ulteriori spunti di riflessione. l’immagine finale in cui si e’ cercato di analizzare la “qualita’ e i difetti esecutivi del salto dell’atleta protagonista mi conforta enormemente ,poiche sembra avvalorare ed enfatizzare l’importanza dell’attenta valutazione del CONTROLLO MOTORIO dei nostri giocatori. Forse non scopro l’acqua calda (del resto CRISTIAN ha gia pubblicato un video molto importante realtivo alla valutazione posturale ) ma parallelamente ad ogni legittima scelta metodologica relativa al miglioramento dell’aspetto condizionale, personalmente sto effettuando da un po’ di tempo una serie di test di FUNCTIONAL MOVEMENT SCREEN da cui e’ possibile estrapolare dati importanti realtivi , come specificato, al controllo motorio dell’atleta e successivamente stilare una serie di esercizi funzionali finalizzati alla prevenzione di infortuni e al miglioramento del gesto specifico. Mi propongo, quindi, di analizzare dettagliatemente eventuali forme di instabilita’, mobilita’ ,blocchi , squilibri corporei etc etc dei singoli atleti con l’obiettivo di “risvegliare” la memoria del controllo motorio , rendendo nel tempo il gesto tecnico piu sicuro ed economico. Come specificato dal Prof, abbiamo diverse soluzioni per allenare la forza reattiva ma il tutto non puo’ non essere accompagnato o , perche no, a volte preceduto da specifici esercizi preventivi. l’abduzione eccessiva dell’arto sinistro della pallavolista (spero sia una pallavolista…) rende sostanzialmente doveroso un intervento preventivo (extrarotatori) per evitare spiacevoli infortuni e poter rendere davvero efficaci tutte le proposte “condizionali” frutto del nostro bagaglio culturale. il ruolo ormai consacrato del preparatore sembra sia giunto ad una svolta, anzi ad una doppia svolta : soprattutto prevenzione e monitoraggio costante in sinergia assoluta con il tecnico (marra docet) e non solo uno spiattellamento infinito e in molti casi coreografico di esercitazioni . grazie ancora

    • laltrametodologia 2 maggio 2012 at 09:15 #

      Credo che hai centrato perfettamente quello che volevo dire , l’analisi e la valutazione puramente condizionale ormai deve obbligatoriamente integrarsi ad una valutazione del controllo del corpo , nel senso più ampio del termine, sempre non snaturando la nostra funzione . Per l’abduzione come hai visto mi sono confuso anch’io ( la ragazza è una cestista) , il lavoro preventivo sulla muscolatura “extrarotatoria” secondo me anche in questi termini va superato ( credo di averlo detto nell’audiovideo ) da un concetto prettamente muscolare , ma va inteso come pieno recupero della sensibilità e dell’intervento della catena cietica abduttoria che può avvenire anche dopo poche ripetizioni sviluppate contro resistenza della stessa catena . Intendo dire banalmente che non debbo aspettare e che il muscolo cresca , perche a volte facendo ad esempio lo squat con una banda collocata all’esterno del ginocchio , si da uno stimolo al sistema nervoso tale da fargli riutilizzare quella catena abduttoria da subito . E ciò avviene in tempi brevissimi ( oramami provato tante volte anche da molti miei ex studenti che frequentano questo blog ) , anche nella stessa seduta di lavoro , poi chiaramente va ripetuta e mantenuta sempre prima di una sessione di allenamento . Se poi viene fatto con lo stesso criterio con una sola gamba ancora meglio. Voglio anche attribuire il merito di queste intuizioni e proposte di lavoro a Cuzzolin, da cui ho sicuramnte imparato queste cose . Ed inoltre continuo a a dirti perchè non produci qualcosa anche tu su quello che hai descritto nel tuo commneto ? Non ti preoccupare sarai criticato , ma è sempre un bene .

      • Emilio 3 maggio 2012 at 09:00 #

        prof cosa intende per banda collocata all’esterno del ginocchio?

        • laltrametodologia 4 maggio 2012 at 06:40 #

          ciao semplicemente una banda elastica che rende piu complessa l’abduzione delle ginocchia in fuori , se fai uno squat bipodalico lo metti intorno alle ginocchia mentre scendi e forzi le ginocchia all’esterno, sempre mantenendo corretto il movimento , se lo fai in momonopdalico chiarsmetne deve essere legata ad un punto fisso oppure tenuta da un compagno . Per capirci il contrario di quello che ho visto fare a dei preparatori del volley femminile di alto livello che per impedire la valgizzazione facevano tenere una swiss nelle ginocchia quello significa appunto far lavorare gli adduttori in concentrico e quindi del tutto scorretto secondo me , comunque se non si capisce bene dalla descrizione spero piu avanti di fartelo vedere quando parleremo di squat

          • Emilio 4 maggio 2012 at 08:50 #

            in monopodalico praticamente l’elastico deve portare il ginocchio mediamente e l’atleta deve spingere invece verso l’esterno contro resistenza.
            è corretto?
            anche io ho visto sempre fare l’esercizio con l’elastico messo mediale al ginocchio che lo porta verso l’esterno e l’atleta quindi che lavora con il comparto mediale della coscia.

          • laltrametodologia 4 maggio 2012 at 09:14 #

            giusto ti sei rispoto da solo nel caso che tu citi di aver visto sempre invece di correggere il difetto lo accentui , correggi solo la visione estetica perche quello tirando all’esterno non fai congiungere le ginocchia , mentre tu stai malettamente tentando di farlo peggiorando la situazione .Anch io troppo spesso lo vedo fare ad alti livelli della pallavolo , è incredibile . Anche su questo comunque devo dar atto a Cuzzolin di aver sottolineato questo aspetto e reso intellegibile , sempre perchè tutti possiamo imparare anche se magari pensiamo di essere dei fenomeni .

          • armandofucci 4 maggio 2012 at 11:24 #

            Uno dei tantissimi lati positivi del blog di colli sono i file audio video: credo che anche in questo caso sia opportuno quanto prima un file avideo su questo aspetto molto interessante.

  2. roberto masiello 1 maggio 2012 at 21:39 #

    chiaramente si trattava di ADDUZIONE eccessiva….chiedo scusa

  3. antonio di vicino 1 maggio 2012 at 22:11 #

    Ciao Roberto scusami ma …cosa intendi per intervento preventivo sugli extrarotatori ?

  4. Francesco Veltri 2 maggio 2012 at 13:05 #

    Visto che ha concluso i suoi audio-video sulla forza volevo porle alcune domande:
    1ª:dove sta la differenza sostanziale tra la sua classificazione e quella fatta da Silvaggi?cioè cosa porta lei ad avere questa tipo di interpretazione e fara una classificazione differente che riguarda anche la nomenglatura?
    2ª: nei video si vedono 2 pedana di forza vero?volevo sapere i produttori delle pedane e il perché le usa in maniera differente

    • laltrametodologia 3 maggio 2012 at 07:37 #

      ciao Francesco ho concluso per vostra sfortuna solo gli audiovideo sulla forza reattiva ed esplosiva , mi manca ancora la parte sulla forza massima e dinamica massima dove potrò spero soddisfare le tue richieste di chiarimento o comunque provarci .
      Le pedane di forza usate da me negli ultimi anni sono :
      pedana di forza del MuscleLab ( buona , va a 100Hz e quindi per i salti ha bisogno di alcuni calcoli per leggerla a 1000 Hz , abbastanza larga per fare anche la stiffnes mono e bipodalica ( ne parliamo anche piu avanti anche se dai filmati hai visto qualcosa ) . Avendo 4 sensori indipendenti consente il tracciamento della posizione del baricentro proiettato a terra
      simil4jump quando ero ancora a tor vergata prima che mi cacciassero ( in linea di massima molto buona perche larga e a 1000 hz ), ma nonostante i 4 sensori non era previsto il tracciamento del baricentro a terra ( non so che fine abbia fatto ne come venga utilizzata e da chi attualmente )

      pedana sdoppiata della globus
      : molto buona per valutare la forza impressa dai singoli arti nelle azioni di jump bipodalico e poi perchè ha un encoder lineare sincornizzato alle pedane quindi ottimo anche per l’analisi dettagliata dei lavori con i sovraccarichi. Va a 1000 Hz, non si pososno fare altre azioni particolari sopra le ho usate anche per l’analisi delle spinte in panca e per la forza applciata a terra nel trosion pulley .

      Naturalmente dipende dalle disponibilità e da quello che vuoi ricercare , ma non ne consiglio a nessuno l’acquisto a meno di dover mettere su un laboratorio di ricerca e mettersi a studiare perche i dati vanno tutti rielaborati in quanti i software non sono dedicati e per ogni tipo di analisi bisogna fare un software o comunque una macro per porcessare i dati come si vuole in rapporto all’obbiettivo

  5. roberto masiello 2 maggio 2012 at 13:06 #

    Perfettamente in linea con il Prof, rispondo anche ad antonio. in effetti, il termine preventivo sembra non essere particolarmente pertinente. utilizzerei piuttosto la parola “esercizi rieducativi”, finalizzati alla ri-acquisizione del controllo motorio perso, dimenticato o mai sviluppato nel processo di crescita per mancanza di esperienze motorie specifiche. d’accordo anche con il concetto di globalita’ e non di singola catena muscolare. nel caso della cestista (adduzione eccessiva) proporrei esercitazioni in grado di limitare lo STRESS IN VALGISMO, contestulizzato in un controllo appunto globale del movimento e non riferito ai soli extrarotatori. provvedero’ a sviluppare un video con il test FMS e realtivi protocolli rieducativi

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