GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa

Anzitutto oggi voglio ringraziare molti di voi, che con grande sensibilità mi hanno scritto in privato ed in pubblico per manifestare la vicinanza al blog e l'intenzione, anche poi effettuata praticamente, di fare una donazione al blog ed iscriversi quindi al club di quelli che reputano che la cultura ufficiale dello sport, sviluppata in ambito universitario e federale, sia assolutamente obsoleta, carente ed irregimentata da poche persone che si arrogano competenze che non hanno, magari mascherati da sports scientists.
Oggi lasciamo pubblico un contributo che ci viene fornito da Dario Pompa, che è stato uno dei primi ad utilizzare il GPS con l'analisi della potenza.
È interessante perché, anche sulla base dei contributi di Armando Fucci, stiamo cominciando a ragionare sui diversi parametri che ci possono consentire di comprendere meglio il rapporto tra i parametri del carico esterno dell'esercitazione, intesi non solo come V'O2/kg, ma anche quanto essi sono più o meno vicini al modello nelle loro varie categorie (accelerazioni e decelerazioni, distanza equivalente, tempo sopra i 16 km/h, % anaerobica etc), ed anche i parametri del carico interno, di cui la frequenza cardiaca rappresenta, a mio giudizio l'anello più debole, ma anche l'RPE (intesa sia per singolo esercizio che per sessione di allenamento).
Penso personalmente che tutti i sistemi di valutazione del carico interno sulla FC (che io stesso ho iniziato ad usare agli inizi degli anni '90) siano oramai obsoleti, ed è veramente incredibile che ancora ci siano quintali di lavori "scientifici" che escono su questo argomento sulla letteratura internazionale e che attribuiscano punti di impact factor.
La FC, finché c'era solo lei, ci dava una mano sicuramente a capire qualcosa in più negli sport di squadra, ma oggi è come misurare con la clessidra uno scatto breve.
Ricordiamoci (ne parlerò fra qualche giorno) che la FC al termine di un azione intensa per i 15" successivi non cala, mentre il V'O2 in quei 15" è calato di almeno mezzo litro, quindi questo porta ad una dissociazione tra questi due parametri; considerando che ci sono 1000 azioni di questo genere, immaginate alla fine quanta differenza c'è fra i due. E poi vogliamo dire che io faccio un azione al doppio della mia massima potenza aerobica in un accelerazione e la FC aumentà del 5% dall'85% al 90%, come facciamo ad identificare su questo piccolo aumento le azioni ad alta intensità??
Questo è presente negli sport di squadra, ma anche nel ciclismo su strada, dove appunto da oltre 15 anni (dal '95) continuo a sottolieare l'importanza di allenarsi tramite sistemi che indichino la potenza e ridurre l'importanza che viene data alla FC ed a tutti i test che su di essa si basano... ma qualche ridicolo "sport scientist" continua a dire si equivalgono!!!
Continuate a contribuire che prima o poi li abbattiamo dal loro scranno di presunzione.

4 Responses to GPS, carico esterno ed interno: un contributo di Dario Pompa

  1. Dario Pompa 2 maggio 2012 at 09:43 #

    Per chiarezza; tra la 1′ e 2′ serie di intermittente a navetta 35″-25″ abbiamo un peggioramento di circa il 15% dei parametri di riferimento della sinottica. Se invece non consideriamo i 2 valori migliorati (Cdd/min >30 gradi e % w > 20 con t>4″, il miglioramento di fatto indica un decadimento della prestazione) i valori scendono fino a circa il 30%!!!
    Speculando sulla risposta della frequenza cardiaca avremo ovviamente 2 casi:
    1 ipotesi: stessa % fc max tra le due serie > caso assolutamente improbabile ma nella lontana ipotesi sicuramente la lettura del gps è determinante per bocciare il lavoro proposto!
    2′ ipotesi: deriva della % fc max nella seconda serie > Ipotesi molto plausibile. Beh la proposta di allenamento è completamente sbagliata!! Non vi sono dubbi.

    Nel circuito con variazioni di velocità e con la presenza del pallone le ipotesi sono sempre le stesse. Tuttavia non essendoci un decremento del carico esterno, quindi dei valori della sinottica le condiderazioni da fare potranno essere:
    1′ ipotesi: % fc max costante,Carico esterno costante e magari un indice come l’Rpe basso sono l’ipotesi ideale! Il nostro giocatore ha risposto in modo ottimale alla nostra proposta di lavoro.
    2′ ipotesi: Se la fc deriva nella seconda serie, a questo punto il preparatore dovrà scegliere come comportarsi di conseguenza. Magari questa risposta è stata “voluta”, ricercando uno shok in “acuto” con un esercitazione o intensità diverse dal solito (evitando parametri eccessivamente lontani come il 35-25)! Oppure semplicemente tale lavoro è stato proposto a fine seduta di allenamento quindi la deriva della fc è “fisiologica” per una accumolo di fatica rispetto al carico precedente. Il preparatore protrà effettuare numerose scelte, come diminuire il carico di lavoro con il mister (se è successivo), ignorare la fc e continuare l’allenamento o i successivi con la stessa programmazione,ecc.,. Insomma a mio avviso quì entra certamente la personalizzazione dell’allenamento!
    Sarà interessante avere dei dati numerici da parte della fc per poter discutere di dati reali confrontandoli con il gps e non ipotesi (se pur logiche a mio avviso).
    La tesi di Matteo Basile sarà incentrata proprio su questo e sicuramente ne vedremo delle belle!!!

    • armandofucci 2 maggio 2012 at 12:01 #

      Interessante il lavoro che conferma la grossa innovazione della p.metabolica ed il controllo con il gps di colli. Una domanda: ma il lavoro citato (35-25) lo hai testato perche’ qualcuno lo propone nel calcio?

  2. daniele 16 settembre 2012 at 17:43 #

    ciao Dario , innanzitutto complimenti. Volevo sapere se potevi dirmi le distanze precise del circuito. Volevo proporlo nella seduta metabolica per una categoria allievi abbinato agli small side games

  3. Dario Pompa 25 settembre 2012 at 23:39 #

    Ciao Daniele, mi era sfuggito il tuo intervento. guarda ogni tratto di andatura variava dai 5 ai 10 metri grosso modo. Ma secondo me sono delle distanze assolutamente modificabili, anche per ruolo

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