Squat e Leg Extension: quale rapporto??


Oggi la prima di questa nuova saga la lascio aperta a tutti, le altre saranno invece criptate (come Sky).
Intanto vi porto a conoscenza di una simpatica e penso costruttiva iniziativa proposta da Luca Donati, di cui vi faccio vedere la brochure aggiornata in questa pagina, dove troverete anche gli obbiettivi, le finalità e le modalità per la partecipazione che è totalmente gratuita.

Chi mi conosce e mi ha già sentito a lezione sa che odio la leg extension, odio l'isocinetica e quindi la leg extension isocinetica è l'odio al quadrato. Ma al di là dell'odio viscerale (trasmessomi da Bosco, che è pari solo all'odio verso le ripetute sui 1000 m e verso chi ancora le sostiene, odio sempre ereditato da Bosco ma molto razionalizzato in me) mi sono sempre chiesto: ma che rapporto c'è tra questa stupida macchina e l'azione dinamica di un salto?

Quando io spingo nel salto più su una gamba, dipende da una carenza di forza dell'arto che non spinge o forse è solo un problema di catena cinetica non perfettamente simmetrica??
Certo, 20 anni fa avrei risposto come un cretino: è la gamba che è più debole, e via lavori di compenso monolaterali, che però mi accorgevo che portavano ben a poco. Il problema e che sono passati 20 anni e di cretini che rispondono così ce ne sono ancora molti: basti pensare che tra questi qualcuno fa valutazione funzionale appunto con leg extension, magari dinamica con encoder lineari, e poi da indicazioni di lavoro sul muscolo deficitario!!! Con evidenti deficit mentali da parte dell'operatore.
La cosa bella, è che spesso ci troviamo a confrontare l'altezza di salto monopodalica, che è una catena ancora più complessa, dove la coordinazione è ancora più importante del salto bipodalico; non è corretto emettere sentenze con una percentuale di differenza tra l'altezza di salto diversa raggiunta tra le due gambe.
Ricordo (sbagliavo anch'io fino a poco tempo fa, non ho problemi ad ammetterlo) che l'altezza di salto è il quadrato della velocità (moltiplicato per 0,051)... ma di questo ne parleremo più avanti.
Come anche è importante visualizzare che chi usa prevalentemente il monopodalico nelle sue azioni diventa bravo a saltare in monopodalico e quindi... vabbè è evidente che voglio dirvi troppe cose insieme, quindi guardatevi (o sentitevi a seconda del vostro miglior senso) questo audiovideo senza mai dimenticarvi che è solo l'inizio e senza mai dimenticarvi delle spinte con manubri e bilancieri di ieri cosa hanno provocato...

16 Responses to Squat e Leg Extension: quale rapporto??

  1. domenico borelli 11 maggio 2012 at 11:01 #

    Buongiorno prof. Il fatto che il test sul quadricipite sia stato fatto in isometria e quindi non in una situazione dinamica mi lascia qualche dubbio (indipendentemente dell’attrezzo utilizzato) sull’effettiva possibilità che questo tipo di espressione di forza possa avere di per se una correlazione con un tipo di espressione qual’è quella esplosiva. Resto convinto del fatto che l’aspetto coordinativo è determinante nel miglioramento della prestazione tuttavia non posso disconoscere che diversi calciatori che ho allenato (i quali per diverse problematiche non potevano caricare la colonna vertebrale), traevano benefici da un allenamento segmentario. Mi viene da chiederti a questo punto se nei prossimi video ci saranno degli studi che metteranno in relazione 2 espressioni dinamiche di forza. Grazie Domenico Borelli

  2. emilio caputo 11 maggio 2012 at 11:13 #

    questo audiovideo e quello precedente mi fanno venire molti dubbi sui tanti lavori prescritti dai medici nei dolori femoro rotulei e cioè il lavoro sul vasto mediale in pressa e alle leg extension quando poi il dolore si avverte in situazioni di movimento completamente diverse (salire e scendere le scale, correre…)
    lei cosa ne pensa?

  3. christian casella 11 maggio 2012 at 14:36 #

    A mio avviso, in ambito sportivo, non ci deve essere questo tipo di compromesso (allenamento segmentario). Se ho un infortunio alla CV, mi sembra ovvio che non posso giocare (sappiamo bene che la gara è deletria), contemporaneamente ai trattamenti e alle terapie per recuperare, perchè non lavorare a carico naturale (si riprende coscienza dei movimenti oltre a non perdere la coordinazione) aspettando il momento giusto per ritornare ad utilizzare i sovraccarichi?
    Altrimenti, invece di fare piccoli passi avanti nel recupero da infortunio (il vero recupero infortuni secondo me è quello che prevede esercizi funzionali al tipo di sport che svolgo), faccio un grosso passo indietro.
    Per quanto riguarda l’audiovideo mostrato dal prof., è evidente che ci sono altri parametri che incidono … non solo la coordinazione ma anche la postura del soggetto che condiziona non poco un esercizio come lo squat mono o bipodalico.

  4. christian casella 11 maggio 2012 at 14:42 #

    dimenticavo, sono convinto (lo dico perchè ho un po’ di esperienza, poi chi mi conosce sa che oltre ad allenare mi occupo di recupero infortuni) che dal lavoro segmentario si possono trarre solo piccoli benefici e a breve termine … perchè alla lunga può solo che avere conseguenze sulla postura, sulla prestazione e non per ultimo sulla salute (infortuni e ricadute).

  5. domenico borelli 11 maggio 2012 at 15:26 #

    Ovvio che non parlavo di atleti infortunati e come ho precisato, conosco i limiti dell’allenamento segmentario e quindi per così dire “non ne vado pazzo”, ma il nocciolo della questione che ho posto era un’altro.
    Riguardo la perdita di coordinazione specifica, personalmente non l’ho riscontrata (almeno dall’osservazione degli atleti in allenamento ed in gara) forse perchè la maggior parte dell’allenamento è effettuato con la palla e quindi, probabilmente, l’eventuale influenza negativa di alcuni esercizi viene compensata dall’allenamento specifico.
    In sincerità devo dire che non dispongo di strumenti capaci di darmi informazioni circa l’aspetto tecnico/coordinativo, perciò mi sono dovuto basare solo sull’osservazione e sulle sensazioni degli atleti e questi sono solo dati soggettivi.

    • laltrametodologia 11 maggio 2012 at 15:55 #

      Voglio entrare subito nella discussione sottolineando che finche non si conoscevano aspetti riguardanti le catene cinetiche ,l’economia di movimento , le aree cerebrali e soprattutto che il cervello gestisce movimenti e non i singoli muscoli , anche se si conoscevano in altri campi , queste erano quasi ( qualcuno illuminato anche a quel tempo ci sarà stato ma io non lo conoscevo davvero ) totalmente ignorate nell’ambito dell’attività motoria . Quindi la scelta di Domenico era la mia come ho detto tranquillamente fino alla prima meta degli anni 90 . La fortuna di incontrare un osteopata come Zaza mi ha consentito di aprire la mia testa da preparatore di muscoli a qualcosa di un po diverso , ci ho messo molti anni a cambiare appoccio e sulle prime ho fatto una gran fatica perche si trattava di mettere in secondo piano quello che avevo fatto prima e per cui passavo anche per discreto competente .
      Naturalmente la cultura universitaria è totalmente deficitaria in questo, e le ripetute sui 1000 sono la faccia metabolica del grave problema culturale che ci affligge anche sulla comprensione del fenomeno Forza . Direi a Domenico che l’Isometria indica bene proprio la forza ( poco inficiata dalla coordinazione intermuscolare ) quindi è molto più attendibile di un movimento su questo , che invece risulta più influenzato da tutte le problematiche coordinative ( la postura rientra in queste sfere direi di non segmentarla Christian ) . Io voglio pensare cosi : se non posso mettere sovraccarico sulla schiena , perche non provo a lavorare in monopodalico ? E’ un gran sovraccarico e basta che mi piego di più è sempre % un carico più elevato , se poi metto in azione altre difficoltà sempre nella stazione eretta sono , con la pressione sotto i piedi necessaria perchè il mio corpo riconosca questa postura : non avrò anche grandi benefici sull’equilibrio e quindi anche sul controllo del corpo ??E se magari le mie braccia ed il mio tronco va in torsione non alleno catene importanti per il mio sport ? Alla fine migliorerò ad esempio la forza su quell’arto : se ne sono carente sicuramente si lavorando maggiormente in situazioni statiche o di bassa velocità ,ma darò un grande segnale al mio cervello sulle catene motorie e preparerò anche il miglioramento dell’efficienza , che avverrà in misura nettamente maggiore quando potrò usare anche velocità più elevate .
      Anche gli ortopedici se ne sono accorti che fare la leg exstension nel recupero infortuni serve molto a poco e cercano da subito un recupero degli schemi motori in posizione eretta , magari tenendo il soggetto in appoggio o addirittura in scarico con corde o sistemi dall’alto , ma in piedi . Infatti oramai giacciono INutilizzate decine di apparecchiature isocinetiche comprate a decine di milioni e buttate in un angolo , inutile spesa su un altare di segmentazione che non ha senso . Ricordiamoci che verso gli anni 90 c’è stato il boom della elettrostimolazione dove praticamente dal muscolo per migliorarlo si pensava fosse sufficiente inviargli un po di corrente elettrica ,s taccando anche quel poco di neuro dalla sua attività : ricordiamoci sempre Vittori che ci diceva il muscolo è asservito al cevello , è un attore non protagonista senza diritto di decisione , parole da scolpire nella pietra !!! All’università e nelle federazioni non lo hanno capito , ci sono ancora gli esperti della forza !!!!! Che non sono riusciti neanche a portare un atleta alle Olimpiadi (mi dispiace per gli atleti che hanno lavorato duro per arrivarci , non certo per il loro presidente federale Urso ) !!!

  6. christian casella 11 maggio 2012 at 18:09 #

    ho capito male,anche se 1 giocatore ha un problema alla schiena io lo reputo infortunato,é chiaro che dipende dall’entità. ok lavori mono specifici e perché no,anche generali,ma dalle macchine starei lontano a meno che sono costretto. prof.,la postura la intendevo come una risultante globale.

  7. Armandofucci 11 maggio 2012 at 19:54 #

    Nel 1999 allenavo lo sporting benevento ( serie c1) nella cui palestra c’era un leg extension che tutti i calciatori erano soliti utilizzare nonostante avessi detto che non bisognava utilizzarla. Allora per far capire in maniera forte il mio pensiero la feci spostare fuori la palestra, all’aperto, come si faceva nel mio paese con i ” ferri vecchi”! Ancora oggi non riesco a capire come si possa utilizzare una macchina del genere a catena cinetica aperta nata per i culturisti.
    Inoltre credo che sia anche importante chiarire un punto: negli anni 90 si puntava sull’ipertrofia del quadricipite credendo che questo fosse un muscolo determinate per il calciatore. Poi si e’ capito che cosi non e’.
    Nonostante tutto ancora oggi risulta difficile far capire ai calciatori l’inutilita’ e la pericolosita’ di questo attrezzo.

  8. antonio di vicino 11 maggio 2012 at 23:26 #

    premesso che da quando ho preso parte alle prime lezioni del Prof. nel 2007 sono convintissimo sull’inutilità della leg extension per influenzare movimenti complessi come il salto o altri , mi chiedo :se ho un giocatore con problemi ai menischi o se ha i femorali particolarmente retratti e voglio comunque fargli ”funzionare” il quadricipite , o se voglio stimolare il tendine rotuleo senza coinvolgere i femorali , sbaglio ad usare la leg ?

    • Giuseppe Lopetuso 12 maggio 2012 at 14:27 #

      per me la leg extension è da evitare, anche perchè la pressione sulla rotula è alta! all’inizio si potebbero utilizzare esercizi a catena aperta, non la leg extension bensì movimenti di flesso estensione della gamba, con appoggio sotto cavo popliteo, e variare gli angoli di lavoro! poi risolto il problema della retarzione dei femorali riprendere con esercizi in catena chiusa.

  9. Giuseppe Lopetuso 12 maggio 2012 at 14:14 #

    Dagli errori si deve imparare. La questione va rivolta soprattutto nell’ambito rieducativo, dove l’uso della leg extension è maggiore e addirittura consigliata per problematiche dove la co attivazione delle catene muscolari sono la risoluzione del problema! ho seguito numerosi convegni rivolti alla riabilitazione anche internazionali dove a parlare del “potenziamento” muscolare sono solo i terapisti della riabilitazione!

  10. Armando 12 maggio 2012 at 18:05 #

    oltre a tutto quello sopra elencato, vorremmo introdurre il discorso sulle forze di taglio che vengo a crearsi nel ginocchio durante la leg extension….

  11. antonio di vicino 13 maggio 2012 at 00:24 #

    io non uso la leg dal 2007 ,sono convinto che non serve a niente, per tutto quello che il Prof. ha spiegato anche con gli ultimi audio video ma non sono d’accordo con chi ne fa una tragedia cosi come quelli che in sala pesi stanno a guardare terrorizzati se il ginocchio va due cm piu’ avanti ,quando in campo il ginocchio va dove deve andare,certo il tutto va gestito ma qui ci vuole pure un pò di arte oltre che scienza . Se non sbaglio questi appunti sono presi da un articolo di P.Evangelisti ,mi sembrano interessanti ….”facciamo due conti.

    Fate la leg con 50Kg sul pacco pesi. 2 secondi per andare giù, 2 secondi per tornare su, invertite il movimento in un tempo ragionevole, diciamo in 0.1 secondi. Supponiamo che l’imbottitura della leg sia a 50cm dalle vostre ginocchia (per semplicità, ok?)

    Questo significa che ruotate l’imbottitura ad una velocità lineare costante di 0.78 m/s, la variazione di velocità nel punto più basso quando il movimento viene invertito è pari a 0.78*2 = 1.56 m/s

    Invertite il movimento in 0.1 s, perciò sottoponete la tibia ad una forza istantanea pari a 780Kg equivalenti. Wow! I vostri crociati urleranno ognuno con 390Kg! Vade retro leg extension!!!

    Ok, ma facciamo il calcolino con una pallonata. Vi arriva il pallone addosso a 20Km/h, cioè piano, e lo tirate indietro a 40Km/h, un po’ più forte. Una variazione di velocità pari a 60Km/h, cioè 16.6m/s. Il pallone pesa 1Kg e voi lo calciate in 0.01 secondi, cioè in un centesimo di secondo, un tempo ragionevole a meno che non siate dei bradipi. Il crociato della gamba che calcia è sottoposto a una forza istantanea pari a 1660Kg equivalenti. Oibò…

    Eppure non è che ogni partita si trasforma in una strage di menischi e crociati… come, del resto, non è che a chiusura serale delle palestre ci sono ingorghi per portare in ospedale i poveri sfortunati che si sono fatti esplodere le ginocchia alla leg extension…

    Il punto è che le forze di taglio sulle ginocchia sono una componente inscindibile di ogni movimento in cui applicate forza in un punto della tibia. Non sono né buone, né cattive. Proprio perché esistono, la Natura ci ha fornito di crociati anteriori! Sta a noi gestirle……Capite? Le forze di taglio fanno parte dei nostri movimenti quotidiani!

    Ma perché, allora, si dice che la leg extension faccia male alle ginocchia?

    Tutto nasce in campo medico. Dovete sempre distinguere fra tessuto sano e tessuto malato. Le ricerche sul crociato anteriore sono tutte centrate su… crociati malati, lesionati, ricostruiti. Ci sono stati anni in cui la terapia riabilitativa dopo la ricostruzione dei crociati (o preventiva per chi li aveva rotti e non se li voleva far ricostruire) era la leg extension. Un attrezzo per potenziare la muscolatura in maniera semplice e apparentemente sicura. Del resto, si sta a sedere e si muove il piede. Semplice, facile, alla portata anche della nonna con il ginocchio nuovo.

    Ma questa macchinetta sottopone il crociato ad uno stress! Un crociato di fatto malato. Quello che dovrebbe renderlo più forte di fatto lo danneggia. Un tessuto malato è del tutto diverso da un tessuto sano. Ammettete che a parità di tutto un esercizio produca 10 volte le forze di taglio di un altro. Oddio! 10 volte! Ma magari il vostro crociato, sano, regge forze di taglio di 100 volte superiori! Perciò, è irrilevante. Magari nella vostra normale vita, quando giocate al pallone, quando sciate sottoponete i vostri crociati a forze ben superiori. Per questo, di fatto, non c’è gente che si massacra con la leg extension rispetto alla pretesa pericolosità di questo funesto esercizio… e per questo c’è gente che si massacra le ginocchia giocando al pallone, sedentari con i crociati finiti. Perché i microtraumi da sforzi impulsivi si sommano fino a lesionare il tessuto.

    Viceversa, crociati non sani, lesionati, ricostruiti etc, magari in convalescenza, hanno una resistenza che è ben inferiore a quella dei tessuti sani. E fargli fare la leg extension è dannosissimo. Da cui la frase “la leg extension fa male”: è un risultato medico su casi clinici che viene mutuato, con un passaggio logico errato, a casi sani.”

    nonostante tutto io odio la leg extension,odio l’isocinetica e odio al quadrato la leg isocinetica !

    • Giuseppe Lopetuso 13 maggio 2012 at 10:27 #

      se siamo d’accordo che la leg extension è dannosa a maggior ragione non va usata con gli sportivi, per salvaguardarli….poi la durata dell’ applicazione della forza nella leg extension è uguale a quel del calcio ad un pallone?

      • laltrametodologia 13 maggio 2012 at 11:52 #

        Allora non ci siamo proprio, il punto non sono ( solo ) le forze di taglio etc ,non mi addentro in nessuna discussione su questo , anche perche i presupposti sono sbagliati ( premetto che ho letto la parte dello squat del libro di Evangelista ,che non conosco personalmente , e la reputo di estremo interesse e consiglierei gia solo per quella di comprarsi il libro , poi cercherò di studiarmi anche il resto ) ma non confondiamo la leg exstension con un calcio al pallone : la leg exstension isola completamente il quadricipite , il calcio al pallone è un movimento dove il ginocchio ( se vogliamo isolare ) viene agganciato dai femorali e dal gastrocnemio etc , siamo in piedi , quindi evitiamo questi paragoni . Io VOGLIO allenare il movimento , poichè sto in piedi debbo pensare a questo : se voglio estendere il quadricipite lo posso fare dall’affondo senza muovere la gamba dietro e gia stando fermo lo carico ( vedi Vito Azzone ) , poi lo posso muovere , poi se ho ancora bisogno di alleggerire il mio carico mi appendo ad una lat machine o meglio al torsion pulley( che costa quasi niente ) e lavoro a tutti gli angoli che posso senza dolore ( ricordiamoci che dolore significa inibizione del circuito quindi niente forza basta guardare l EMG ) ,lo muovo a tutte le velocità che posso da bassissime ,scaricando quanta parte del peso posso e voglio tramite le braccia e ricordandomi che il movimento stimola i tendini , non ho mai sentito modi diversi di allenarlo . La leg exstension è la macchina perfetta per i culturisti che vogliono isolare il muscolo ,dopo però averlo sollecitato con movimenti più complessi che stimolano anche altre parti , anche gli ortopedici hanno capiteo che non va bene , diamoci una svegliata usciamo dal torpore e ragioniamo a partire dal movimento , senza difensori di ufficio , questo secondo me è il vero motivo per cui non ci serve la leg exstension OK !!!!! Non perdiamo altro tempo in discussioni inutili è il principio generale sbagliato e quando il principio è sbagliato i particolari non contano piu e non vanno nenache discussi ( per me naturalmente ) quei 4 neuroni che mi sono rimasti li dedico a qualcosa di piu utile non alle pippe mentali !!!!! Provate anche ad aspettare che facciamo i prossimi audiovideo su questo argomento e troverete forse mi auguro qualche altra risposta sensata .

  12. yuri fabbrizzi 14 maggio 2012 at 21:04 #

    scusate, ma voi riuscite a scaricare il filmato? perchè a me non lo scarica…

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