L’evoluzione dei test di salto

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Iniziamo oggi ad affrontare un problema con cui mi confronto da oltre 30 anni e che ha subito profonde ed articolate variazioni nel corso della mia vita: la valutazione dei salti verticali. Da più di 30 anni oramai esiste il "tappetino" di Bosco che ha cambiato un'epoca: in pratica il passaggio di un'era geologica tra i salti misurati con il metodo di Sergeant e di Abalakov e la possibilità di valutare, invece, l’altezza di salto per derivazione dal tempo di volo, segnalato appunto dalla pedana di Bosco come un vero e proprio cronometro. Su questa pedana e sulle sue origini reali ci sono dicerie e leggende, come quella di un inserviente di Formia che l’avrebbe costruita prima ed era nominata "la zanzariera", poi altre voci la attribuiscono in parte a Roberto Bonomi, notissimo allenatore di velocisti ed elettronico (non sappiamo con precisione quale sia la sua prima "vera" professione!!!), sta di fatto che all’ufficio brevetti è risultata un'invenzione del prof. Bosco. È certo che il prof. Bosco ha studiato in maniera approfondita tutti i fenomeni legati all’altezza di salto riferendosi financo alla composizione muscolare delle fibre.
Forse questo accanimento verso l’interpretazione dei numeri in chiave rigorosamente di fisiologia muscolare - grande passo avanti per la metodologia dell’allenamento - ha limitato un po’ le altre potenzialità che questo tipo di salto ha per la comprensione della "funzionalità muscolare" così chiamata da Cuzzolin, che invece cerca di rimettere insieme i pezzi del corpo umano per capire meglio dove possono esserci altri fattori limitanti derivati da retroazioni e blocchi articolari che possono inficiare il movimento stesso.
Ho sempre avuto un'intima diffidenza nei test posturali degli specialisti e credo che lo squat test sia l’unico che effettivamente ho utilizzato dove ci sia un'analisi globale/analitica del nostro soggetto, perché si riferisce ad un movimento molto conosciuto come appunto lo squat.
Chi vuole approfondire questa metodica può sicuramente rivolgersi al sito di Cuzzolin che né è stato sicuramente il primo e più approfondito studioso di tale metodica, almeno in Italia.
Un altro discreto approccio (meno sistematico e più da campo) lo potete anche trovare nell’analisi dello squat sulla rivista della FIPE numero 0.
Se vogliamo, di fatto, anche il jump prevede la stessa azione dello squat con angoli diversi e pattern motori similari, soprattutto nelle fasi di caricamento (manca la stazione di controllo con le braccia sopra la testa decisiva per basket e volley, molto meno per il calcio), e quindi diventa a mio avviso molto utile esperire dei controlli "visivi" su queste azioni. A livello commerciale l’optojump risulta il prodotto che sta cercando di portare avanti questo concetto, cioè abbinare all’altezza di salto raggiunta anche il modo, il come hai saltato, tramite la sincronizzazione del salto con due webcam che riprendono l'azione sia frontalmente che lateralmente. Conoscere queste nuove istanze e cercare di sintetizzarle mi sembra doveroso da parte di noi operatori, ottimizzando l’analisi per sport per ottenere informazioni importanti utili per un successivo lavoro individuale del giocatore che non sia solo legato al fatto di fare più forza esplosiva o reattiva, ma anche per introdurre esercizi atti a modificare le eventuali anomalie del suo gesto inteso in senso più complessivo, nei termini possibili al nostro intervento.
Proverò quindi a dirvi cosa faccio io, cercando di essere coerente con ciò che fino ad oggi vi ho fatto vedere, e soprattutto non arrogandomi nessun diritto di primogenitura su queste metodiche, che altri hanno pensato e catalogato ed io ho solo ottimizzato e individualizzato per il mio lavoro.

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10 Responses to L’evoluzione dei test di salto

  1. christian casella 16 maggio 2012 at 11:02 #

    l’introduzione della valutazione in dinamica (possiamo definirla funzionale) comprensivo di videoanalisi è lo step successivo alla valutazione posturale statica.
    nello sport sono fondamentali!
    sarebbe interessante vedere le differenze nella videoanalisi dopo uno e più trattamenti specifici sui meridiani energetici correlati ai compensi posturali. Un po’ simile ad una parte dello studio nella mia tesi di laurea, dove la media dell’altezza di salto era migliorata (usando l’ergojump), e per colpa del policlinico TV che non conoscevano la differenza tra una pedana di forza e un ergojump, non si è potuto capire se era la forza o la coordinazione che era migliorata maggiormente. Roba da matti!!!

    • laltrametodologia 16 maggio 2012 at 11:08 #

      e che ti aspetti sono medici !!!

      • christian casella 16 maggio 2012 at 11:13 #

        purtroppo non avevo grandi scelte in quel periodo

  2. fabio esposito 16 maggio 2012 at 23:19 #

    Complimenti prof. come sempre.
    Sono senza parole, da solo il video racchiude la storia della valutazione tramite i salti (con annessi riferimenti anatomo funzionali).
    Per chi come me e armando lavora da anni su questo tipo di valutazione e si batte per far capire che le cose da osservare nei salti non sono l’altezza o stupidaggini simili, è un piacere (quasi mi commuovo!!!) continuare ad avere stimoli ulteriori per approfondire tale metodica di valutazione.
    Ricordo però che di queste cose ne parlavamo già nel corso di scienze motorie a tor vergata quando ancora era vivo Bosco e Lei insegnava.
    Peccato che l’università ormai va all’indietro piuttosto che progredire!!!

    • laltrametodologia 17 maggio 2012 at 11:36 #

      ma infatti da oltre 10 anni stiamo approcciando questa visione un po piu moderna e meno legata al puro numero , seppur importante .Ma a parte questo credo che è la scienza o presunta tale a regredire , non è certo qello che pensavo io sulle “SCIENZE MOTORIE ” quando facevo l’ISEF nella fine degli anni 70 e facevo anche casino per cambiare la mentalità da praticoni . Ora quei 4 buffoni giullari di corte pensano di rappresentare la scienza e solo se lo dicono loro è vero , leggono solo le riviste scientifiche ( e allora buttate nel cesso scienza e sport) e sfuggono a qualsiasi confronto sul lavoro d campo perchè perderebbero miseramente 8 a zero .
      Grillo , bisogna dargliene atto , ha capito che ormai i canali di comunicazione ufficiali sono lottizzati , come le riviste scientifiche ,e parla direttamente e solo sul web dove non ci sono censure e tutti possono accedere e dire la loro , dobbiamo assolutamente farlo anche noi nel nostro campo, altrimenti qualcuno ci dirà che ” il salto ad una gamba non è stato validato quindi non si può usare ” ma da chi deve essere validato ,cretino, quando Vittori lo indica e lo usa da oltre 20 anni ( sbaglio per difetto forse) ??
      Questa è una scienza falsa , che ci convalida le cose quando orami non servono piu a niente , dove si fa politica e basta ( nel termine peggiore) e dove bisogna dimostrare qualcosa altrimenti le ditte non ti pagano , quindi vai a taroccare i dati !!!
      Noi continuiamo con la nostra linea di tutto va sul web , non ci sono censori ma lettori che commentano e criticano e soprattutto pensano sulle cose che vengono dette , alla fiera della vanità come ad esempio a Gent o a Coverciano la prossima settimana andateci voi , noi stiamo a casa e navighiamo su Intenet con la minima spesa altro che tasse di iscrizione da 100 e piu euro , viaggio e albergo totale 300 euro per un seminario di cose cotte , strasentite e financo sbagliate nel ” costrutto ” come piace a chi vuole riempirsi la bocca . La sostanza conta , non il ” costrutto” e l’indice statistico raffinato che seerve solo a pubblicare merda

  3. barbara saracino 17 maggio 2012 at 09:18 #

    bellissima lezione, grazie Prof

    • laltrametodologia 17 maggio 2012 at 09:32 #

      beh a parte la soddisfazione per le tue parole , debbo dirti che sei la prima donna che fa un commento sul blog . Siete in tutto 2 le donne sottoscritrici del blog , tu e appunto Elisabetta , la mia compagna . Le altre erano presentissime quando occupavo posti che potevano garantire qualche posizione di vantaggio , ora a nessuna interessa più discutere della sostanza delle cose , ma solo il lecchinaggio , e ho capito che neanche allora interessava la sostanza degli argomenti , ma solo la posizione .Grazie Barbara

  4. barbara saracino 17 maggio 2012 at 20:53 #

    due ma buone sono meglio di tante ma …….. comunque non disperare noi donne siamo spesso solo pigre.

  5. Gianfranco Ibba 19 maggio 2012 at 12:01 #

    Ciao Roberto ti rinnovo i miei complimenti per la chiarezza, competenza e completezza con cui tratti gli argomenti, un abbraccio Gianfranco.

  6. Francesca Rocchetti 25 maggio 2012 at 12:13 #

    Professore,
    ho imparato più con lei in tre mesi di corso, nell’allora FICPF (era il 2006), che in tutti i corsi federali cui abbia partecipato (con annessi aggiornamenti).
    Conosco gente che non ha dato esami “perché c’è Colli”, e Colli smantella certezze da dinosauri.
    Sono felice di comunicarle che le donne sono tre: tramite Dario Pompa e Roberto Masiello, l’ho ritrovata, e quanto prima verserò la quota d’iscrizione.

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