Elastici e torsion pulley a confronto sulle trazioni

Oggi affrontiamo un argomento molto di moda e cioè: l'uso degli elastici, che si sta sviluppando da un po' di tempo, quali vantaggi porta al movimento? Ed anche, quali carenze ha questo strumento rispetto alle normali azioni con i sovraccarichi? Ultimamente quacuno si spinge anche oltre affermando che con gli elastici riesci a fare tutto: niente di più sbagliato e scorretto.
Altresì una corretta integrazione fra i due sistemi potrebbe risultare la migliore in termini di sviluppo della forza e del controllo.
Acoltando l'audiovideo, che è stato prodotto da Colagiovanni, Pompa, Introini ed il sottoscritto, abbiamo cercato di analizzare molto sommariamente ciò che accade dal punto di vista dinamico e cinematico in alcuni tipi di trazioni, e credo che si possano comprendere con facilità pregi e difetti dei diversi sistemi.
Anche sottolineando la visione sempre dimenticata delle diverse forze che si applicano e si possono applicare a diversi angoli articolari.
La prossima volta, tratteremo le spinte e porteremo qualche ipotesi di conclusioni, comunque già presenti in questo audiovideo.

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8 Responses to Elastici e torsion pulley a confronto sulle trazioni

  1. Valerio Di Liddo 13 giugno 2012 at 12:41 #

    Come mai non riesco a vedere il filmato?…Service error…

    Ho solo io questo problema?
    Grazie

    • Giuseppe Lopetuso 13 giugno 2012 at 12:53 #

      io riesco a vederlo. ho un buon computer.

  2. Giuseppe Lopetuso 13 giugno 2012 at 12:51 #

    Roberto, avete anche esaminato l’uso dell’elastico negli esercizi di “sprint”, poichè da questo video si delinea un uso improprio dell’elastico in questi esercizi, visto che la resistenza, con l’elastico, la incontro al termine del movimento, esattamente il contrario di quello che avviene quando devo accelerare da fermo. O mi sbaglio?

    Complimenti a Colagiovanni per aver esaminato qualcosa di nuovo in un attrezzo che tutti usiamo e senza sapere poi realmente su cosa lavoriamo. Complimenti anche per il gioco nome cognome: Giovanni Colagiovanni.

    • laltrametodologia 13 giugno 2012 at 18:38 #

      naturalmente no questo è un analisi preliminare , comunque a naso ( e non mi manca !!!) la resistenza dell’elastico è verso la fine della corsa quindi non va certo bene per l’incremento di velocità , ma serve ad esempio moltissimo nella fase eccentrica .Avendo voglia si possono studiare con semplicità tante cose piu interessanti delle solite lagne sugli yoyo test o sulle rieptute da 1000 !! Stendo un velo pietoso sulla ripteività del cognome nome di colagiovanni giovanni , un po di fantasia in piu da parte dei genitori non avrebbe guastato ma comunque …….

      • Giuseppe Lopetuso 13 giugno 2012 at 19:22 #

        grazie!

  3. Fantini Davide 14 giugno 2012 at 05:23 #

    Davvero molto interessante…complimenti vivissimi.
    Io di naso ne ho meno, ma mi sforzo: l’utilizzo degli elastici per l’accelerazione nei primi passi non solo è poco convincente, ma forse è il contrario di cui abbiamo bisogno. Sulla fase di frenata, al contrario, potrebbe risultare un jolly da spendere

  4. ROBERTO MASIELLO 16 giugno 2012 at 14:07 #

    Che dire….a me non sembrano solo intuizioni ! e’ uno studio (probabilmente non tra i piu complessi effettuati dal Prof. e dai suoi validi collaboratori) che ci consente come sempre un vasto campo di applicazione e “creativita” subordinatamente ai nostri obiettivi condizionali. rendere scientifico (anche se il prof umilmente dice di no…) un esercizio significa porre l’operatore nelle condizioni limpide di coltivare la consapevolezza di cio che sta proponendo. forse la differenza risiede in questo…contro le mode e contro l’omologazione. Resta scontato che mi trovo d’accordo con tutto cio’ che e’ sato scritto nei commneti. Grazie a ancora .

    • laltrametodologia 18 giugno 2012 at 18:14 #

      beh se riusciamo a fare questo sarei contentissimo . Non puo neanche alla lontana essere definito uno studio ma una esemplificazione con dei numeri che magari di solito non si leggono , ma forse ci aiutano meglio a capire semplice applicazioni molto comuni . Di queste cose secondo il mio modesto parere ne abbiamo un enorme bisogno , perchè purtroppo ancora facciamo fatica a capire a cosa serve uno strumento e quindi purtroppo poi per far finta di sapere , andiamo per mode .Se ci riusciamo faccamo vedere qualcosa di simile ad esempio sulle macchine isoinerziali ed i loro benefici e punti deboli ,sulle catene attaccate ai pesi , sulle accelerazioni con l ‘elastico , e qualsiasi richiesta numerabile anche se per sommi capi che venga in mente ai sottoscrittori . Penso che questo sia attualmente quello he ancora ci serve per noi operatori sul campo , non ” dotte ” e sbagliate nei presupposti ricerche per chi non ha minimamnete a cuore la cultura degli operatori ma solo il proprio impact factor che confonde con il prestigio che nessuno invece gli da .

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