Stimolazione energetica per la prestazione: esperimento di Casella

Shiatsu e Prestazione Sportiva

Esistono zone del corpo che si possono stimolare con la digitopressione, con la tecnica della moxibustione o con l’aiuto dell’agopuntura per attenuare gli effetti deleteri di un’eccessiva tensione emotiva, che potrebbe manifestarsi prima o durante un incontro, oppure, per accelerare i tempi di recupero dopo un infortunio (distorsione, lesione, pubalgia). Inoltre, vi sono punti della performance fisico-atletica che contribuiscono a fornire armonia e potenza ai movimenti muscolari. Queste conoscenze derivano principalmente dagli studi scientifici condotti dal Prof. Stefano Tirelli, ideatore del metodo Tecniche Complementari Sportive (TCS) come strumento per l’ottimizzazione delle capacità condizionali e coordinative. Le metodiche TCS sono state presentate e comprovate presso convegni internazionali di Medicina dello Sport e di metodologia dell’allenamento all’European College of Sport Science di Belgrado, Lisbona e Jyuvaskula.
I trattamenti di stimolazione energetica devono essere praticati almeno alla vigilia e il giorno stesso della competizione sportiva. Meglio se viene applicata anche durante tutta la settimana di allenamento.
I tempi di metabolizzazione dell’intervento energetico vanno tenuti in grande considerazione, sia per ciò che riguarda la stimolazione pre-performance, sia per ciò che concerne il tempo di assimilazione e cambiamento dello stato energetico post-trattamento. È dunque opportuno che la seduta, nella giornata di gara sia effettuata non meno di mezz’ora prima dell’inizio della performance sportiva e lontana di pasti.

Lo Shiatsu o l’auto-Shiatsu, consiste nel praticare la tecnica digitopressoria sui meridiani per stimolare l’energia. Letteralmente, la parola Shiatsu significa pressione con le dita, ma, nella realtà, nella tecnica vengono usate anche le mani intere e altre parti del corpo, come ad esempio i gomiti.
Questo tipo di trattamento ha vari effetti: stimola la circolazione sanguigna e il flusso del liquido linfatico, agisce sul sistema nervoso, allenta la tensione muscolare più profonda, snida le tossine dai tessuti e risveglia il sistema ormonale.

A cura di:
Christian Casella

, , , , , , ,

9 Responses to Stimolazione energetica per la prestazione: esperimento di Casella

  1. antonio falce 23 giugno 2012 at 09:32 #

    TUTTE COSE INTERESSANTI MA RITORNIAMO A CREDERE CHE L’UNICA STRADA PER ELEVARE LA PERFORMANCE ATLETICA RESTA L’ALLENANENTO DURO E’ RAZIONALE.

    • laltrametodologia 23 giugno 2012 at 10:02 #

      No non sono d’accordo , bisogna tornare sicuramente a conoscere l’allenameneto , e conoscere l’allenamento è anche capire che il corpo reagisce unitariamnte agli stimoli . Poi si può fare lo shistsu o qualsiasi altra cosa di cui uno approfondisce le tematiche . Il punto prnicipale dell’allenamento è il movimento che svolgiamo (cors anuoto ciclismo , giochi etc ) ed il movimento e la comprensione degli intimi rapporti con il sistema nervoso ci debbono dettare l’allenamento , che non è “solo” km e fatica ,ma anche consapevolezza .E’ uno sforzo notevole da fare ,e comprendere che si può migliorare la rpestazione anche attraverso un migliorato flusso di energia ,in questo caso ottenuto con una tecnica specifica ,è essenziale per cercare nuove strade che coniughino queste due sfere . D’altronde il concetto del muscolo effettore non è certo mio ma del Prof. Vittori . Quindi dobbiamo allargare i nosti orizzonti ,non per forza conoscendo questa tecnica proposta da Casella ,ma capendo che a volte i blocchi non sono solo limitati al muscolo ,ma anche al flusso di energia . Volgarizzando al massimo : posso fare tutti i tipi di stretching quanto voglio sul polpaccio ,ma se è presente un blocco articolare non migliorerò mai la mobilità se qualcuno non mi rimuove il blocco ,lo stesso vale per il flusso di energia, basta pensare al problema che può venire dai denti che mi impedisce la corretta applicazione della forza (caronti) o le ferite precedenti , bisogna avere la mente aperta , non abboccare magari a qualche stregone , ma capire questo si

    • christian casella 23 giugno 2012 at 18:12 #

      ciao antonio, penso che il prof. abbia risposto molto bene al tuo commento ma vorrei dire la mia visto che mi riguarda da vicino.
      l’obiettivo dell’articolo è quello di far vedere che ci sono tecniche che agendo su un sistema complesso, ossia l’organismo umano, si possono creare dei presupposti positivi per fa si che il giocatore possa efficientizzare al massimo le sue risorse psicofisiche oltre a prevenire gli infortuni.
      se dobbiamo mettere su una bilancia l’allenamento puro contro solo i trattamenti è chiaro che non c’è confronto! però, se uno ha la possibilità di ricevere trattamenti (per qualsiasi obiettivo) di 30′ minuti al giorno durante la settimana che precede la gara, il giocatore avrà sicuramente maggiori benefici rispetto ad altri; poi è chiaro che non ti fa diventare il più forte del mondo, ma su quello penso neanche la migliore preparazione, perchè ci sono troppi fattori che incidono per poter vincere ad esempio una gara o il campionato, in primis la bravura dei giocatori.

  2. Fantini Davide 25 giugno 2012 at 02:25 #

    Antonio, nel mio sport (il tennis) ci sono maestri che si improvvisano preparatori fisici che fanno il culo ai loro atleti con ripetute MASSIMALI sui 400 metri, lavori aerobici con corsa continua e a ritmo costante per ore ed ore, distensioni su panca piana con 50 kg al bilanciere e mi fermo qua…Questi ragazzi si fanno un culo che nessun calciatore si immagina neanche (sapessi quanti ne ho visti vomitare…anche a 10 anni!), e quando fanno i test a fine anno (test che fra l’altro non c’entrano un cazzo col tennis, tipo il test di Cooper!!!) peggiorano praticamente tutti le loro prestazioni (ma i maestri continuano a essere convinti di questo lavoro e giustificano gli insuccessi dicendo loro che tali metodi pagheranno a lungo termine!).
    Siccome fanno un durissimo lavoro dobbiamo pensare che vada bene così o forse è il caso che 1) apriamo la mente a cose nuove, in modo critico e non indiscriminato e 2) eliminiamo questa gente che invade i campi professionali altrui?
    P.S.: tali soggetti pensano che questo lavoro sia duro e…razionale!

  3. antonio falce 26 giugno 2012 at 10:39 #

    UN SALUTO A TUTTI, A DAVIDE RISPONDO DICENDO CHE LAVORO DURO NON E’ SINONIMO DI LAVORO RAZIONALE E INOLTRE UN CONSIGLIO,SI PUO’ ESPRIMERE LA PROPRIA IDEA IN MANIERA FERMA E DECISA UTILIZZANDO UN LINGUAGGIO PRIVO DI VOCABOLI SCURRILI. A ROBERTO E CHRISTIAN DICO CHE PERCORRERE NUOVE STRADE OPPURE ANDARE ALLA RICERCA DI SOLUZIONI CHE POSSANO OTTIMIZZARE LA PRESTAZIONE E’ SEMPRE AUSPICABILE,IL PERICOLO E’ CHE SI PUO’ ESSERE FRAINTESI,NEL SENSO CHE QULCUNO PUO’ PENSARE CHE QUELLA SOLUZIONE POSSA ESSERE LA PANACEA DI TUTTI I MALI,QUINDI E’ BENE SEMPRE SOTTOLINEARE CHE LA COMPLESSA E UNITARIA,COME DICE ROBERTO,MACCHINA UMANA FUNZIONA AL MEGLIO QUANDO GLI EFFETTORI RIPRODUCONO IL GESTO SPECIFICO NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE E QUESTO E’ POSSIBILE SOLO GRAZIE AD UN MODELLO DI ALLENAMENTO CH RIPRODUCE IL PIU’ FEDELMENTE POSSIBILE IL MODELLO DI PRESTAZIONE.

    • laltrametodologia 26 giugno 2012 at 13:42 #

      Abbi pazienza Antonio , va bene per i consigli , ma io nel mio blog uso a volte intenzionalmente parole pesanti ,critiche pesanti e attacco le persone . Visto che dovrei essere io a moderare la discussione, e non ci penso neanche un pò , evita se puoi di dire cosa è giusto o sbagliato come comportamento agli altri . Se Davide o chi per lui vuole rafforzare un concetto, senza essere preso per un difensore di ufficio di Davide che non conosco personalmente , deve setirsi libero di farlo . NOn siamo alle Orsoline e soprattutto non dobbiamo essere ipocriti , nessuno dice a te di usare tali parole, ma neanche vorrei che su questo blog si dessero lezioni di educazione e di falso moralismo , se uno pensa una cosa è meglio che la dicesse . Non abbiamo un codice etico !!!!

    • christian casella 26 giugno 2012 at 20:13 #

      la parola “tecniche complementari” si spiega da sola e comunque credo di esser sempre stato preciso in ogni articolo riguardo agli obiettivi. perdonami ma le ultime tue righe non hanno molto senso sul lavoro che ho svolto

  4. Fantini Davide 27 giugno 2012 at 01:15 #

    Antonio, non pensavo che le parole “culo, cazzo e vomitare” potessero essere considerati addirittura scurrili…..comunque mi frega ben poco! Io, dal mio canto, avevo capito benissimo che tu non avevi messo in contrapposizione i concetti di lavoro duro e quello di lavoro “giusto” (o come meglio lo definisci tu, razionale).
    Il mio commento era provocatorio e non certo nei tuoi confronti e neanche intendeva stimolare una risposta…magari un’osservazione! Se questo commento è troppo forte ti consiglio di stringerti forte alla sedia, perchè qui quando si attacca non si guarda in faccia a nessuno: se cerchi ipocriti nella categoria degli sport-scientists (o presunti tali) o anche dei preparatori credo che Roberto sarà felice di farti un elenco, ma qui non ne troverai!
    P.S.: visto che mi dai lezioni di educazione del linguaggio, mi permetto di farti un’osservazione: scrivere in maiuscolo su un blog è considerato poco educato. Saluti

    • antonio falce 28 giugno 2012 at 12:36 #

      DAL FRESCO DI HELSINKI AUGURO A TUTTI VOI UNA BUONA ESTATE

s2Member®