L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

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Continuando nella nostra saga solo per i sottoscrittori, faccio dapprima presente che proprio su questo argomento stiamo aprendo una pagina di Forum (ne faremo un'altra anche per i GPS) dove potete scrivere, commentare ed elencare brevemente proposte su questo specifico argomento: non fate come i giornalisti che descrivono le cose più fumose e poi dicono che si fa velocità, resistenza alla velocità, lavori lattacidi e non capiscono un cazzo e facendo più danni della grandine, quasi quanto i nostrani sports scientists di ultima generazione.
Arrivano ormai tutti i giorni immagini inflazionate dai raduni e si vedono cose aberranti: stimo Zeman come allenatore, ma a parte i 1000 di Lamela in 2'49", debbo dire che vedere fare i gradoni ai giocatori della Roma fa veramente vomitare, comunque...
La proposta di oggi in questi particolari giorni di ritiri dove si leggono imprese epiche dei nostri calciatori, credo che sia interessante: cosa fare nelle prime 2 settimane per la parte metabolica?? Faccio presente che dedicherò lo stesso interesse al parallelo universo della forza in queste prime due settimane. Se poi vedo che interessa continuiamo fino alla fine del raduno precampionato e poi chissà anche alla settimana tipo (che barba!!!).
Una cosa importante riguarda il confronto tra la corsa a velocità costante e quella dove invece si parte ed arriva da fermo: non bisogna soffermarci solo sugli aspetti metabolici, ma anche sulla posizione del corpo mentre si corre a velocità costante, praticamente dritto, ed invece inclinato in avanti ed indietro quando si accelera e decelera ancorché non alle massime intensità, come si richiede in questo periodo di ripresa.
Anche questa parte è divisa in due, e abbiate la pazienza di aspettare perché molte mie risposte ed applicazioni pratiche sono contenute nella seconda parte ma se non seguite bene la prima rimane poi difficile comprenderle.

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11 Responses to L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

  1. Marco Di Monte 13 luglio 2012 at 10:08 #

    COn la preparazione che stanno facendo, almeno da quello che si vede in televisione, sicuramente un’aspetto viene allenato: quello mentale, parlo dell’abitudine al sacrificio, all’abitudine mentale a non mollare e mantenere la concentrazione durante il match, aspetto importante e spesso trascurato.

    in alcuni casi è affrontato per singolo atleta ma difficilmente questo aspetto è visto dalla prospettiva di una squadra. quello che può essere chiamato agonismo di squadra vedi gli “All blacks” nel rugby.

    un agonismo non fine a se stesso ma “smart” che rende consapevole ogni membro della squadra del proprio ruolo e dell’integrazione con gli altri (si chiama appunto sport di squadra)

    ultimamente invece si vedonon tante “prime donne” in campo. penso che nel caso della Roma ci sia molto da fare e consapevolmente o inconsapevolmente Zeman con il suo approccio come effetto collaterale a livello mentale abbia quello di abituare e selezionare chi non si arrende facilmente.

    • Enrico Talpo 13 luglio 2012 at 13:41 #

      Concordo pienamente! Senza nulla togliere ad altre metodologie e non volendo affermare che siano le migliori possibili, rimane il fatto che con il livello di “abilità motorie” possedute dai giocatori (sono a Riscone e “osservo” da vicino come si muovono), questo metodo, che lui conosce e pratica da tanto tempo, gli permette, probabilmente, di controllare e gestire l’allenamento, inteso come adattamento, fisico, mentale, sociale ed emotivo, nel modo che ritiene più congeniale. Senza considerare che, a volte, è meglio un metodo “sbagliato” nel quale si crede, che uno “giusto” nel quale non si crede. Un’ultima osservazione riguarda il fatto che tutto quanto propone Zeman è sempre caratterizzato, almeno mi sembra, da un aspetto agonistico e di confronto dove ogni giocatore DEVE, volente o nolente, competere con gli altri ma, allo stesso tempo, collabora e condivide sullo stesso terreno e nello stesso momento.

  2. troisi armando 13 luglio 2012 at 15:08 #

    Ancora un grande contributo Prof.
    Io potrei pensare di fare un test per valutare gli atleti nei primi giorni di ritiro simile alla navetta calcio ma svilupparlo con esercitazioni di diverse lunghezze in linea.
    la butto la , del tipo fare un test che duri 10 min dove si corre per 30”135m poi si cammina per 5 ” e poi altri 15” su 67 m e infine 10 ” di pausa per riportarsi in posizione
    Ieri degli studenti mi hanno chiesto il titolo di qualche libro sulla preparazione fisica.
    Io gli ho detto di fare un piccolo investimento facendo la sottoscrizione invece di buttare soldi per libri che parlano di concetti ormai preistorici nel calcio.
    mi di lungo un altro pò . prof sarebbe bello poter conoscere tutti sostenitori del sito e comunicare tra di noi direttamente quà.

    • laltrametodologia 13 luglio 2012 at 15:21 #

      si Armando , non testerei i giocatori perche questo lavoro è comunque non troppo intenso , se vedo qualcuno che si affatica gli raddoppio un recupero ,fa meno distanza , in questo caso ogni allenamento è un test di controllo : con Gps ma anche solo con la FC può capire se gli stai tirando troppo il collo . Per il test aspetterei comunque almeno una decina di giorni . quello che proponi tu è un allenamento che ti srve un po per controllare come stanno i giocatori , se conosci la loro fcmax già ti puoi regolare ,il Gps ti aiuta a capire se i calcoli che hai fatto sono giusti o sbagliati in termini di potenza metabolica . Se nei primi intermittenti di approccio penso di fare 35 ml/min/kg non ammazzo nessuno , l’importante è che non mi sia sbagliato a calcolare l’impegno metabolico !!!( e guarda che all’inizio si fanno un sacco di cazzate )
      Guarda che ho chiesto al blogger di aprire un forum per questo argomento come ho scritto e lui l’ha fatto a tempo di record ,la colpa è mia anzi di sti cazzo di gps che mi stanno togliendo l’anima , spero la prossima settimana di poterlo alimentare, poi chi vorrà scriverà !!

      • troisi armando 13 luglio 2012 at 15:34 #

        ho capito prof.
        Propongo il lavoro lo misuro con il gps,valutando lo stato di affaticamento delle atlete con il Rpe
        e poi vedo se è troppo alto lo diminuisco o altrimenti lo posso aumentare……
        solo l’ultima domanda
        ma visto che io lavorerò con le donne come mi comporto, visto che dati non ne abbiamo e per quando li avremo sara passato ormai
        mi può dare delle indicazioni sulla differenza di vo2max o potenza metabolica tra uomini e donne
        io credo che mi debba mettere sotto del 20/30 %.
        prof sto aspettando notizie sul gps Qunado mi arrivano

      • army fucci 13 luglio 2012 at 22:16 #

        Che peccato . E’ un vero peccato che questo file avideo sia solo per i sottoscrittori. E’ un peccato perche’ Colli in un modo semplice ( che solo chi e’ padrone della materia puo’ permetterselo) ha chiarito perche’ NEL CALCIO per il metabolico all’inzio della preparazione precampionato ( ed anche durante l’anno ) bisogna utilizzare l’intermittenza. E perche’ e’ inutile, rispetto al modello prestativo nel calcio, l’utilizzo di lavori a velocita’ costante. Roberto complimenti sinceri.
        Ho avuto una ulteriore certezza dell’utilita’ di determinati lavori che ho sempre utilizzato e consigliato.
        Come non si puo’ seguire tutto questo: la forte differenza della potenza nell’accelerazione solo per raggiungere la stessa velocita’ media delle ripetute! E la evidente importanza della fase decelerativa che e’ l ‘essenza del calcio.
        Poi dopo i primi periodi iniziamo ad inserire l’intermittenza con i cambi di senso….
        Roberto abbiamo bisogno dei tuoi contributi e dobbiamo contrastate l’effetto mediatico “distruttivo” di questi giorni. Non possono passare in maniera indolore tutte le fesserie che in questi giorni si leggono sui giornali in relazione al precampionato nel calcio. Qui si continua a far credere che c’e’ bisogno di “mettere benzina”, e poi chi ha capito come funziona veramente va’ in difficolta’. Niente di piu ‘ facile che un dirigente ti dice ” ma come non fai mettere benzina nelle gambe”!!!!
        Non si puo’ confondere l’aggiustamento con l’adattamento strutturale e quindi con i rispettivi tempi richiesti che nel secondo caso sono assenti nel calcio.
        Ma come si fa a non riflettere: il primo giorno faccio i 1000 in 3′,50″. Dopo 5 allenamenti faccio i 1000 in 2′,49″ e credere che il lavoro dei 5 allenamenti ha generato questo miglioramento! Miracolo!!!
        “…….ma, soprattutto, al vero espero tra i moltissimi sedicenti ( e a volte famosi solo per questo) “conoscitori” del training e delle sue cosiddette leggi ( le formulano, le formulano, anche se non ve sono e mai ve ne saranno……..”
        (P.Bellotti,2012).

  3. gianluca 14 luglio 2012 at 11:41 #

    Egregio Professor Colli
    leggo spesso e volentieri gli articoli che vengono pubblicati sul sito e devo dire che sono molto interessanti, interessanti al punto che ti viene voglia di provare studiare e ricercare metodi che non sono radicati alla preparazione tradizionale ma che si avvicinano a modelli più consoni alle necessità dei singoli calciatori e del ruolo che ricoprono in campo. Ho frequentato il corso preparatori a marzo, l’ho reputato molto interessante ma abbastanza obsoleto, poi quando leggo sul suo sito mi accorgo che forse sarebbe importante che queste cose vengano illustrate al corso perchè le ritengo moderne, all’avanguardia: è ilpresente e il futuro. Reputo la preparazione fisica una scienza molto soggettiva dove tutti i preparatori possono spaziare a seconda del loro credo ma con una sola nota comune che ci deve unire l’oggettività di parametri dove è utile poter rimanere per rendere il nostro allenamento efficace ed efficiente. Caro prof. io la saluto non vergognandomi di dirle di vivere un pò di caos mentale dovuta alla differenza tra l’obsoleto e il moderno (che viene totalmente ignorato dai capi) e la invito ad aprirci ancora di più la mente (come lei fa tutti i giorni) per il bene della nostra categoria e della nostra professionalità. La ringrazio di cuore e concludo con una mia massima “Io so di non sapere ed ogni qualvolta leggo e mi aggiorno ho la certezza di continuare a non sapere ma ho la voglia di scoprire e di imparare e provare”

    • riccardo cantoni 19 luglio 2012 at 00:10 #

      prendo spunto dal tuo commento per sfogarmi un pò… senza voler in alcun modo ledere le tue scelte o le tue opinioni.
      ritengo che tutti sti corsi che abilitano a chissà quale carica di preparatore non servano a nulla se non ad arricchire le tasche dei soliti parrucconi!!! ma ci rendiamo conto? si investono 5 settimane + le spese per la frequentazione del corso, ci obbligano a fare sacrifici in famiglia, al lavoro e poi … “l’ho reputato molto interessante ma abbastanza obsoleto” e per essere aggiornati bisogna seguire un blog (e per fortuna si è venuti a conoscenza del blog del prof.). il bello è che poi chi esce dal supercorsone sembra che sia stato baciato dalla luna e dotato di chissà quale capacità( non mi riferisco a te che neppure ti conosco). fino a quando si rincorrerà il supercorsone per avere un pezzo di carta e non la competenza vera allora sarà dura. apriamo gli occhi e non iscriviamoci a questi corsi, facciamogli capire che qualcosa deve cambiare!!!
      ritornando alla diffusione del sapere… credo debba essere diffuso in modo tale che tutti possano interagire e apportare il proprio contributo, proprio come il prof a scelto (io valuterei la sottoscrizione obbligatoria, cmq veramente la quota è minima se pensiamo all’investimento di un corso federale ritenuto obsoleto da chi ci ha partecipato). Questo concetto di Henry Ford credo che si sposi pienamente con lo spirito del blog: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” !!! aggiungo io e non solo per quelli che vengono ammessi al supercorsone!!!
      non mi stancherò di ringraziare il prof per l’enorme contributo e disponibilità

  4. Davide Sganzerla 16 luglio 2012 at 09:23 #

    Scusate se mi intrometto, io sono dell’idea di continuare solo per i sottoscrittori visto che gli “scienziati” si fanno ben pagare per le loro riviste teoriche e non pratiche e talvolta con articoli non veritieri..
    Comunque tornando a noi vorrei chiedervi se è una cavolata fare i 4′ al 90% della Fc max lasciando liberi gli atleti di fare accelerazioni decelerazioni cambi di direzione e cambi di senso? La mia idea è di fare un fartlek sui 4′ dove cerco di mantenere la fc al 90% ma non in corsa continua…
    Ho detto una cagata? Aspetto vostre considerazioni e spero Prof Colli non mi insulti :)
    Grazie in anticipo
    Davide

    • laltrametodologia 16 luglio 2012 at 09:46 #

      Non ti preoccupare non ti insulto perche gli insulti li tengo per quei boriosi saccenti degli sprot scientist . Non è una cattiva idea , solo che in 4′ la Fc prima deve salire al livello dell’esercizio ( almeno 60″-90″ e solo dopo le prima rip ) e poi è un po grossolano , ma ci puoi provare ed è certo meglio delle rieptute a vel costante , direi che in questo periodo andrei piu su un lavoro di maggior durata da 6 a 10 min visto che siamo all’inizio . Fra due giorni nel prossimo audiovideo ti do qualche indicazione in piu che potri vedere se applicare o meno .

  5. Fantini Davide 31 luglio 2012 at 02:44 #

    Per Marco e Enrico
    Nn mi trovate d’accordo…l’abitudine al sacrificio può essere allenata utilizzando mezzi specifici che determinino adattamenti realmente utili per il calciatore.
    Ho compreso il senso del vostro ragionamento, ma come preparatore io ho il dovere di raggiungere lo stesso risultato che descrivete voi attraverso una preparazione aggiornata alle esigenze e alle conoscenze attuali.
    Zeman è un grande allenatore, una persona di principi ineccepibili a cui va detto grazie per l’onestà che ha sempre dimostrato in un ambiente dove è molto più facile essere allineati al sistema che contro: e ve lo dice un tifoso juventino schifato da quanto successo qualche anno fa!
    Detto questo, la sua preparazione è indifendibile, indipendentemente dal fatto che i suoi giocatori ci credano o meno

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