Fartlek nel precampionato: come organizzarlo. 5a risposta a Troisi



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Anche oggi trattiamo, unitamente agli altri coautori Marra e Savoia, questo argomento riguardante come affrontare le prime settimane di preparazione nel calcio, secondo una tipologia di allenamento non stantia, assolutamnte diversa dalla orribile definizione e pratica di preparazione atletica che vediamo in questi giorni nei ritiri delle squadre di Serie A.
Uno dei parametri sbagliati con cui spesso ci si pone, riguarda il fattore organizzativo che spesso annichilisce la corretta ricerca dell'obbiettivo. La cosa che non richiede alcuna spesa mentale è proprio mettersi a fare le ripetute sui 1000 metri, si organizza un percorso, per i più in mezzo al prato, lo si misura e poi si fanno girare come delle trottole i giocatori. Oppure neanche si misura e si chiedono prove a velocità non controllate. I più avveduti provano a dare un'andatura, ma sono merce rara, oppure qualcuno usa i GPS per segnalare l'andatura (è già qualcosa, ma che spreco!!).
Invece, costruire prima sulla carta e poi sul campo la struttura di allenamento intermittente o a fartlek e farne rispettare i tempi è un po' più complesso, non c'è dubbio, ed anche soggetto a qualche possibile errore di compilazione.
Altresì io credo che sia proprio il nocciolo duro del nostro lavoro quello di non far fare mai ai nostri giocatori, quantomeno lo stesso allenamento fisico: sai che palle tutto l'anno le ripetute, non significa quindi che per tutto l'anno facciamo lo stesso intermittente o lo stesso fartlek, ma lo dobbiamo variare magari in un suo elemento per volta, in modo che non risulti necessario ogni volta rispiegarlo. La tabella che vi fornisco è utile solo per sbagliare di meno (spero) nella costruzione del vostro intermittente o del vostro fartlek, affinché siate in grado di muovervi bene e con una buona precisione mentre costruite un allenamento variato, e diventiate padroni di questo strumento fino a saperlo manipolare a piacimento.
Poi oggi esiste il calcolo della potenza metabolica che vi aiuta a vedere se avete raggiunto il vostro obbiettivo o di quanto avete sbagliato, e quindi correzione e nuovo percorso sempre più vicini all'obbiettivo prefissato che non deve essere solo metabolico (altrimenti le ripetute andrebbero pure bene), ma deve contenere via via quegli elementi che lo avvicinino sempre più e anche superandolo, al modello di prestazione per cui ci si allena.

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11 Responses to Fartlek nel precampionato: come organizzarlo. 5a risposta a Troisi

  1. angelo iannaccone 18 luglio 2012 at 16:32 #

    Scusi prof. sicuramente già l’avrà detto ma volevo sapere che aggeggio dovrei utilizzare per i beep sonori…grazie e complimenti x i chiarimenti sul fartlek!!!

  2. Mario Petruzzo 18 luglio 2012 at 19:02 #

    Ciao, se sei Angelo di Av, telefonami che prendiamo un caffè e ti aiuto io.
    Mario

  3. angelo iannaccone 18 luglio 2012 at 23:51 #

    Il grande mario petruzzo…com’è piccolo il mondo!!!non ci vediamo ad Avellino e ci incontriamo sull’altra metodologia!!!il problema è che non ho più il tuo cell. se mi mandi una mail a questo indirizzo ce li riscambiamo: angeloiannaccone@libero.it…ti abbraccio prof!!!

  4. RICCARDO BOVENZI 19 luglio 2012 at 12:40 #

    Bello, Robè!! Interessante e stimolante, questa tua proposta a mio avviso, lascia un’infinità di possibilità alla fantasia dei singoli preparatori per svilupparne eventuali varianti. Basta mantenere bene chiaro, come si vede negli esempi da te proposti, il concetto base dell’alternanza tra una “fase intensa”, una “fase media” ed un recupero. Penso che questo concetto sia oscuro solamente agli sport scientsts, no? Ah, ah. Mi hai fatto venire voglia di provare qualcosa di simile nelle prime 2 settimane con le squadre di basket, anche se tu sai che io sono restio, da quando ho avuto la fortuna di conoscerti, a concepire allenamenti al di fuori del campo di gioco. Mi viene in mente di creare nel campo percorsi che prevedano curve in modo da evitare cambi di direzione e cambi di senso, ma la domanda è: posso lavorare così anche se poi distanze e tempi inferiori mi daranno un lavoro a potenza metabolica ben superiore ai 13-14 w, oppure, per sviluppare bene questo fartlek devo farlo per forza all’aperto?

    • laltrametodologia 22 luglio 2012 at 03:17 #

      ciao Riccardo , le potenze di 13-14 watt sono quelle medie che tu ottieni tranquillamente anche nel campo di basket dosando i recuperi . Se tu lavori nel campo di basket chiaramente non hai la possibilità di fare distanze da 10″ , ma direi anche che secondo me il fartlek mal si adatta al giocatore di basket che ha invece nelle sue azioni molte fasi di pausa completa da fermo o quasi , ancorchè solo di 20″ . Quindi credo che le proposte fatte con Barnabà lo scorso anno su dei lavori sempre intermittenti , ma variati al loro interno, siano molto valide , sviluppate nel campo di basket

      • valerio tolomeo 13 settembre 2012 at 15:26 #

        Si potrebbe avere una traccia di questi lavori intermittenti variati al loro interno, adattati al campo di basket?
        Grazie e un abbraccio

  5. troisi armando 24 luglio 2012 at 08:26 #

    prof volevo saper una cosa
    se io faccio un lavoro del tipo faltlek in questo modo :
    50 in 10”+10 in 10”+50 in 25”+40 in 15” per un totale di 60” e una potenza di 11,50 w

    ora volevo sapere se questo lavoro che ho fatto per un minuto a quella potenza lo faccio durare 6 minuti la potenza media sara sempre la stessa o diminuisce .
    perchè se la risposta è la seconda io dovrei fare il calcolo per tutti i sei minuti.

    • laltrametodologia 24 luglio 2012 at 09:32 #

      no se fai una ptoenza di 11,50 la fai per una certa durata almeno 6′ ( che è gia poco ) per arrivare anche a 10 e otlre , ma la potenza e quindi le velocità e le accelerazioni sono le stesse , se calano molto c’è da preoccuparsi !!!!

  6. Giuseppe Canfora 17 agosto 2012 at 00:28 #

    Ciao Prof., Ti ripeto la domanda di Angelo Iamnaccone con la speranza di avere qualche prezioso input, “Scusi prof. sicuramente già l’avrà detto ma volevo sapere che aggeggio dovrei utilizzare per i beep sonori…grazie e complimenti x i chiarimenti sul fartlek!!!”
    P.s. io possiedo tanti crono ma solo con 2 timer impostabili . . .

    • laltrametodologia 17 agosto 2012 at 10:30 #

      iannaccone credo abbia avuto risposta da Mario Petruzzo, se cerchi nel blog trovi gia un timer acustico da usare nel computere altrimenti mario fa la cortesia , rimetti il link o mettiti in contatto oppure ti facciofare un audiovideo sui timer acustici ciao

    • Mario Petruzzo 18 agosto 2012 at 15:55 #

      Ciao, a questo link trovi tutta la discussione sui “beep” ….
      http://laltrametodologia.com/2012/02/06/test-submassimali-con-variazione-di-ritmo-la-navetta-calcio/
      in quest’altro trovi un file .mp3 con beep preimpostato a 5″.
      http://www.preparatore-fisico.it/file-mp3-per-effettuare-lavori-metabolici-nel-calcio/
      la differenza è che il primo il “Timer Sport” di Chiarelli è un programma è ti permette di personalizzare come meglio ti pare e la cadenza, il secondo di Armando Troisi è un file audio.
      Per meglio spiegarmi il Timersport ti permette di eseguire cicli di 20″ con beep ogni 5″ e 20″ con un unico beep finale (tipo tipo 20+20 con pausa). Il tutto puoi in un file e richiamarlo quando vuoi.
      Se vuoi contattami con skype: mariopetruzzo
      oppure: mariopetruzzo@tiscali.it
      e ti invio tutto, dandoti le spiegazioni…. meglio con skype!!!

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