Un contributo di Zanichelli, allenatore di calcio dilettante…

Che dire? A volte fa proprio piacere vedere che si riesce a muovere le coscienze ed il cervello, e si ottengono riconoscimenti spontanei come questo molto più importanti di qualsiasi Impact Factor, grazie Corrado!

Cadelbosco Sopra lì 27 Luglio 2012
Egr. Prof.,
è con grande attenzione che da ottobre 2011 sto seguendo le sue audio-video relazioni e la cosa la ritengo di estremo interesse anche se, trattandosi di nuova materia, occorre seguire le sue docenze con scrupolo affinché non si abbiano difficoltà con il proprio vissuto. Le sta parlando un allenatore di calcio dilettante. Tuttavia, come in tutte le cose che spesso ti cambiano la vita, oserei definire le sue proposte allenanti di natura copernicana. Non sto esagerando. Con significato allegorico, spesso il passato aiuta a capire il presente. Un tempo si pensava fosse la Terra al centro dei pianeti; fu dimostrato essere il Sole. E questo in pieno Rinascimento dove cultura e arte ebbero il solo fine di rivalutare l’uomo nei suoi valori terreni. Ora, non è vero forse che l’allenamento è cultura e arte? Non è vero forse che non sempre la fisiologia è strettamente correlata alla biologia? Non é vero forse che in termini di prestazione spesso il corpo umano è sul “campo” che indica percorsi diversi da quelli classico-scientifici che pur sono necessari come riferimenti di cammino? Bene, se su ciò si è d’accordo penso proprio valga la pena capire fino in fondo i cambiamenti, senza con questo cestinare tutto ciò che sino ad oggi ha influenzato il nostro pensiero. Credo proprio che la sua idea metta al centro del mondo l’uomo con tutti i suoi limiti ma certamente non privandolo delle sue personali possibilità pratiche. E con questo mi riferisco a quanto Lei, mi pare, stia sostenendo e cioè che la prestazione è subordinata al costo energetico di un soggetto, con tutte le sue componenti organiche e neuromuscolari, e che per questo debba essere studiata con una "visione più biologica del fenomeno”. Non ho i titoli per disquisire su tanto, Le assicuro però, questo è quello che sento avendo sempre allenato il VO2 con la VAM, Leger, la FC, ecc., che si sta mettendo in discussione un sistema di pensiero ancora dominante in Italia dove spesso, per furbizia ed interesse, la passività la fa da “padrone”. Comunque sia, sono convinto che la nuova metodologia che Lei sta proponendo si basi su delle logiche solide; ne é dimostrazione il fatto che molti “scientists”, come Lei li definisce, cominciano a parlarne, seppur velatamente, anche su autorevoli riviste che trattano l’allenamento fisico. E’ a questo punto che l’interesse comincia ad avere caratteri esponenziali e, per quel che mi riguarda, il mio interesse é capire, senza indugi e senza copia-incolla, ciò che ci sta proponendo. Il resto, come si sa, poco conta se non praticare tutto sul campo ed analizzare riscontri di gara.
Ancora non mi sono stancato di conoscere ciò che mi circonda. Il 9 Giugno ero a Bologna alla giornata di studio, tra l’altro, riuscita molto interessante e in questo periodo seguo il lavoro di un preparatore professionista che sta approfondendo la conoscenza sulla sua metodologia.
Cordialmente La saluto.

CORRADO

One Response to Un contributo di Zanichelli, allenatore di calcio dilettante…

  1. giuseppe lazzaro 31 luglio 2012 at 21:22 #

    Salve Prof. Colli.
    1000 aridaglie!!!! Premesso che non ho nulla in contrario al mezzo allenante come tale e non voglio entrare in merito a questioni puramente “CAMPANILISTICHE”…ma essendo un addetto ai lavori(atletica leggera-tennis-calcio-nuoto) non posso non notare come è in corso una vera pandemia da 1000mt!! ……………………..

    POTETE CONTINUARE A LEGGERE QUESTA AMPIA LETTERA DIRETTAMENTE NELLE PAGINE PRINICPALI DEL BLOG . giuseppe ti ho scritto 3-4 volte MA NON MI HAI MAI RISPOSTO , MA TI SONOA RRIVATE LE MIE MAIL ??? CONTATTAMI GRAZIE RCOLLI

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