Prime 3 settimane di allenamento della forza nel calcio: 4a parte



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Dopo un breve riposo ferragostano, riprendiamo con la parte dedicata all'allenamento di forza nella prima fase di raduno precampionato. In questa parte trattiamo elementi più legati al controllo del corpo e alla progressione di questo lavoro e come esso si abbina ai lavori più "muscolari" che abbiamo visto nella parti precedenti.
Nella 5a ed ultima parte (lo giuro!!), ci saranno altri aspetti organizzativi che cercano di essere coerenti con le scelte metodologiche che regolano questa prima fase del raduno, dove cerco unicamente di recuperare quello che durante la pausa ho perso, e cerco di evitare danni e infortuni cronici che mi pregiudicherebbero la stagione e le mie possibilità di allenamento.

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5 Responses to Prime 3 settimane di allenamento della forza nel calcio: 4a parte

  1. aldo 20 agosto 2012 at 11:20 #

    Quindi prof. non saranno più trattati i lavori di forza reattiva dalla 4 settimana di lavoro, come accennavate nel 3° audiovideo ? se così fosse faremo riferimento ai video di azzone e fucci pubblicati qualche mese fa ?
    GRAZIE

    • laltrametodologia 21 agosto 2012 at 08:24 #

      ma probablmente ne parlerò ,ma gia quello che hai sentito appunto anche da Fucci e Azzone ti consente ti farti un idea , che DEVI ELABORARE IN RAPPORTO A DOVE LAVORI .E’ probabile che tutto quello che ho detto io sia ad esempio giustamente inapplicabile in una squadra allievi , o che so in una promozione , credo che però alcuni concetti siano accettabili (ma lo decidi tu) e quindi ti possano magari aiutare a strutturare meglio un programma , che deve avere un ampio respiro almeno annuale , e che possa essere modificato a ragion veduta . L’intento di questo bolog è proprio questo , fare in modo che soprattutto voi giovani non prendiate tutto per buono,ma ci leggiate dentro quello che vi sembra più applicabile . Troppo spesso vedo da altre parti richieste “ho una squadra del 98 e ho 4 settimane di preparazione ” presupposto completamente sbagliato io ho un anno di preparazione e debbo tener conto che questi sono giovanissimi e piu che prepararli al calcio li debbo aiutare a crescere in maniera corretta sia strutturalmente che fisiologicamente , oltre che calcisticamente

      • aldo 21 agosto 2012 at 09:48 #

        infatti le posso assicurare che alcune cose, un pò per motivi logistici, economici ed un pò per motivi di tempi ridotti di allenamento, non si riescono ad inserirle in un campionato basso di promozione.
        però credo che bisogna sempre partire da delle fondamenta solide (ma cmq soggette a modificazioni in atto) da cui partire immaginando sempre di avere difronte una serie A. poi è chiaro che una partitella in uno spazio 50×40 raggiunge potenze sovrapponibili ai dati-partita maggiormente in una squadra professionistica; in una di promozione dove molti devono recuperare l’aspetto tecnico di sensibilità dei piedi, secondo la mia opinione, è preferibile pure evitare di lavorare sul metabolico con questo tipo di metodica.

  2. christian casella 20 agosto 2012 at 12:01 #

    sottolinerei il fatto che se le mie catene muscolari non sono in armonia, gli esercizi e le posture di forza (pulley, yoga e core stability) diventano più complessi e difficili da eseguire.
    Condivido il sogno che dice il prof. … è praticamente impossibile, succede anche a me che sono tedesco di nascita e di carattere; come ti distrai oppure qualcuno arriva al campo prima dell’orario previsto… li trovi a terra a fare gli addominali.
    L’unica cosa che si può fare (oltre alle sedute specifiche con compiti ben precisi), è insegnargli tecniche alternative che non interessano psoas e retto e che ci sia un minimo di equilibrio e torsione, così quando li fanno da soli almeno stai tranquillo

  3. yuri fabbrizzi 25 agosto 2012 at 11:23 #

    vanno fatte le foto degli esercizi e attaccate da tutte le parti, anche al bagno, magari qualcuno ci si pulisce, ma altri le fanno!la cultura ha bisogno di tempo ma poi fa capolino prima o poi
    ps:speriamo prima

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