Il pendolo: applicazioni pratiche e sequenzialità (Barnabà-Colli)

(autori Silvio Barnabà-Roberto Colli) ANZITUTTO VOLEVO SPECIFICARE - PERCHÉ NEL FILMATO NON VIENE DETTO - CHE ABBIAMO USATO UNA PALLA DA BASKET ZAVORRATA CON CARICO VARIABILE, ALTRIMENTI SAI DOVE VA A FINIRE...
Mi rubo un po' di merito del lavoro di Barnabà perché effettivamente ha comportato lunghe discussioni sull'argomento per specificarlo meglio. Se scorriamo qualche libro già negli anni '70 e poi negli anni '80 da Yuri Verkhoshansky troviamo alcune proposte di lavoro similari, ma credo che abbiamo fatto un'operazione di approfondimento e di funzionalizzazione che chiaramente deve essere poi completata da ciascuno di voi.
Vi ricordo che esiste un altro video su questo argomento che spiega (o ci prova) i presupposti di questo utlissimo attrezzo, anch'esso di costo minimo rispetto al Tesys o altre amenità del genere. Un'ottima applicazione di questo attrezzo viene fatta ad esempio anche per i portieri di calcio, alcune per i tennisti, oltre che giocatori di volley e basket, sport dove a mio avviso risulta un attrezzo fondamentale, grandemente per il lavoro sopra la testa che risulta decisivo - anche se in misura diversa - in entrambi gli sport!

9 Responses to Il pendolo: applicazioni pratiche e sequenzialità (Barnabà-Colli)

  1. Valerio Di Liddo 27 agosto 2012 at 11:24 #

    Complimenti…veramente un grandissimo lavoro!!!…non mi resta che provarlo…

  2. carlo voltolini 27 agosto 2012 at 13:53 #

    Ciao Silvio, innanzitutto complimenti, davvero!! Volevo farti 2 domande: la prima, se secondo te, nel caso volessi proporre questi tipi di esercizi ad una prima squadra, possa aumentare il carico ad esempio con una palla zavorrata da un paio di chili; la seconda, se invece di un trx carrucolato, possa essere sufficiente una corda con possibilità di regolarne l’ altezza a mo’ di forca. Te lo chiedo perché quando mi allenavo da bambino come portiere, la forca era l’attrezzo per eccellenza per sviluppare coordinazione e ritmo di impatto sulla palla e minhai fatto tornare in mente un pò di esercitazioni che ci proponevano. Ti ringrazio in anticipo ciao. Carlo

    • laltrametodologia 27 agosto 2012 at 15:25 #

      Ciao Carlo ti rispondo io a breve perchè ho messo adesso appunto una nota : tutti gli esercizi sono fatti con palla da basket zavorrata con carico variabile . Come abbiamo scritto neinte di nuovo ma forse con qualche chiarezza di principio in piu e poi la forca ….. fi fi ( barzelletta sconcia che non posso riferire tutta !!!!) ciao

    • barnabà silvio donato 28 agosto 2012 at 13:52 #

      Ciao Carlo, grazie. la palla è zavorrata, come già precisato, ed io uso carichi da 8 a 16kg in funzione di chi la usa e dell’obiettivo primario della richiesta.

  3. Mario Petruzzo 27 agosto 2012 at 15:40 #

    L’idea potrebbe anche essere di apporre alla fine del pendolo una palla zavorrata “attrezzata”, cioè quella con la corda, mettendo in preventivo di spendere almeno 50-100 € a secondo del carico. Nel volley però potrebbe permettere esercitazioni con palleggio e altri fondamentali senza lasciarci le dita… ah dimenticavo … Complimenti

  4. Giuseppe Lopetuso 28 agosto 2012 at 06:34 #

    Il problema è il carico della zavorra…in commercio credo, correggetemi se sbaglio, le palle zavorate “attrezzate” raggiungono al massimo 10 kg…ed è un carico “basso” per lavori di forza dinamica massima soprattutto con squadre senior ( parlo di giocatori di basket). Con il pallone di basket zavorrato si posso raggiungere anche i 20 kg. Comunque se qualcuno riesce a trovare una soluzione più “pratica” ce lo faccia sapere.

  5. pietro la porta 30 agosto 2012 at 10:15 #

    complimenti silvio , credo che al fine della mobilita’ della prevenzione sia un tipo di allenamento anche applicabile al calcio. complimenti e a presto.

  6. Marco Silvino Di Eduardo 31 agosto 2012 at 10:16 #

    Sto usando dall’inizio della preparazione questo tipo di attrezzo con un esercizio rivolto a far aprire la spalla agli schiacciatori. DEvo dire che già in questo poco tempo, 5 giorni, si vedono miglioramenti nel gesto soprattutto da chi era molto bloccato. Evidentemente il fatto di seguire la discesa e la risalita del pendolo permette una conoscenza cinestetica del movimento che a parole non si riesce a spiegare. Se riesco proverò a fare un video. Complimenti

  7. Fantini Davide 31 ottobre 2012 at 05:12 #

    Ciao Silvio. Ti sembrerò un po’ impedito, ma volevo chiederti come hai realizzato praticamente il pendolo? Hai tolto le maniglie del torsion? Dalle immagini faccio fatica a capire…Io lo devo usare nel tennis e faccio più fatica perchè non avendo il canestro devo trovare un modo alternativo di fissare l’ancoraggio alto con la carrucola
    Grazie

s2Member®