Confronto modello prestativo su due squadre di serie A a distanza di un anno


aggiornamento Blog modello prestativo 2012

Oggi, a distanza di oltre un anno dall'uscita dell'articolo "La rivoluzione del calcolo della potenza metabolica nel calcio" pubblicato sul sito di Roberto Sassi, voglio ritornare sul luogo del delitto: il modello prestativo del calcio visto dal punto di vista della potenza.
Avendo sviluppato in quest'ultimo anno molte rilevazioni su partite amichevoli di due squadre di serie A (congiuntamente ai miei collaboratori Marra e Savoia), abbiamo cercato di verificare se c'è una certa stabilità del modello studiando anche il confronto tra i due sistemi di rilevazione diversa (GPSports a 15 Hz "fasulli" perché sono a 5 Hz con integrazione dall'accelerometro e GPS Qstarz a 10 Hz), riportati entrambi a 5 Hz per i noti motivi relativi alle fasi di volo della corsa umana.
Naturalmente vi lascio alla lettura per scoprire cosa succede. Vi informo solo che sempre più l'analisi della velocità e della distanza risultano inadeguate a fornire indicazioni corrette sull'impegno effettivo del calciatore, tanto da poterla definire Paleomatchanalysis, come paleosportscientists risultano gli sports scientists che insistono su questa, senza rendersi conto che il vento è cambiato.
All'interno di queto audivideo c'è un ulteriore approfondimento sulle accelerazioni e decelerazioni, dove debbo dire che ho fatto un po' di casino sulle suddivisioni, ma adesso credo di essere giunto ad una conclusione e definizione che implementerò in maniera definitiva nel software del GPS.

3 Responses to Confronto modello prestativo su due squadre di serie A a distanza di un anno

  1. christian casella 17 settembre 2012 at 11:00 #

    aggiungo un commento al finale dell’audiovideo: … anche perchè con il corpo all’indietro la catena post. è molto più forte, quindi ci permette di frenare meglio.
    ps.: penso anche io agli idioti che allenano i femorali alla leg curl, oltre a credere che siano gli unici artefici della frenata (si, sono quelli che incidono maggiormente ma non sono gli unici).

  2. domenico borelli 17 settembre 2012 at 14:00 #

    Grande audiovideo! La domanda che vi pongo è la seguente: le differenze di tipo di prestazione tra i 2 anni relativi alla maggiore spesa energetica a potenze più elevate è dipesa dalle diverse esigenze di gioco (principi, schemi o modulo di gioco dell’allenatore), dalle caratteristiche degli atleti (magari più esplosivi rispetto a quelli di una anno prima) oppure potete dire che il programma di lavoro proposto ha indirizzato la prestazione verso un maggiore impegno anaerobico? Grazie per la vostra risposta ed ancora complimenti.

    • laltrametodologia 18 settembre 2012 at 19:30 #

      la domanda è cosi difficile che non abbiamo davvero risposte certe : qualcosa negli elementi della preparazione della squadra è cambiato ,i giocatori sono diversi e forse hanno della qualità in più , che gli consente azioni piu intense, ma non penso proprio che si possa dire qualcosa di definitivo . L’unica cosa certa è che facendo meno distanza a velocità elevata , si ottiene la stessa potenza e questa la si può ottenere anche con una distribuzione anaerobica maggiore . Credo che i dati siano soprattutto paradigmatici . Mi piacerebbe vedere come lo giustificano ( arrampicandosi sugli specchi ) i nostri pseudo sport scientist !!!!!!

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