Consecutività di azioni intense e tipologia della pausa nel calcio

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Oggi solo per i sottoscrittori credo che ci sia un'ulteriore chiave di lettura per comprendere bene come scegliere le modalità di allenamento nel calcio, in base al suo modello.
Se nell'audiovideo precedente l'orizzonte dei sistemi si era diradato - da come ho gradito i vostri complimenti sulla chiarezza della mia esposizione - oggi credo che non ci sia più alcun dubbio su come analizzare i vostri allenamenti per capire che cosa avete fatto e soprattutto di come questi si avvicinano al modello prestativo, accentuando i diversi aspetti specifici riguardanti la forza, l'accelerazione, le frenate, i CdD.
Spero veramente che adesso non ci siano più alibi per rifugiarsi nella coperta di Linus del lavoro sulla "potenza aerobica" che purtroppo ancora va per la maggiore tra gli operatori del settore, ed invece ci si possa finalmente tuffare nel grande mare della creatività del lavoro variato, con le giuste proporzioni, intensità, recupero, durate e alternanze corrette; ma soprattutto si venga abilitati a discutere del lavoro che fa l'allenatore e della possibilità di suggerirgli variazioni.
Non solo stucchevoli possessi palla, ma anche alternanze rapide di lavori a campo aperto sono l'essenza di questo gioco che appassiona milioni di spettatori.

6 Responses to Consecutività di azioni intense e tipologia della pausa nel calcio

  1. army fucci 28 settembre 2012 at 12:01 #

    Complimenti ancora. Roberto hai toccato un argomento determinante: il lavoro tecnico-tattico che abbia anche la sua validita’ metabolica. Questo e’ il futuro dell’allenamento nel calcio. Scusami se mi ripeto, ma sono anni che dico che e’ l’allenatore che allena la squadra. C’e’ questa tendenza esagerata nell’utilizzare possessi palla con campi piccoli ed un numero alto di giocatori: non c’ lavoro metabolico. Inoltre l’osservazione delle accel. E decel. Intense fa capire quanta forza c’e’ in certi lavori e quindi valutare come e quanta forza fare.
    La densita’ del campo e’ determinate.
    Ma scusate: perche’ si ritiene che una squadra che rimane in 10 durante una gara e’ svantaggiata se non corre di piu’ per sopperire al giocatore in meno? Ogni giocatore ha un maggior numero di metri quadrati a disposizione che deve coprire, ed allora perche’ non utilizzare questa osservazione per gli allenamenti con palla?

  2. gabriele toschi 28 settembre 2012 at 17:17 #

    Complimenti al prof. Colli che in questo audio-video offre uno spunto metodologico fondamnetale. Molte volte mi son confrontato con allenatori che chiedevano un lavoro sul “corto” oppure sul “lungo” a seconda del loro credo tattico o delle problematiche emerse dalla partita precedente.
    Quì emerge che queste fasi si alternano in maniera quasi ciclica e quindi la creazione di esercitazioni che ne prevedano un’alternanza è sicuramente una nuova indicazione utilissima.
    Anche io come il prof. Fucci ritengo che sia l’allenatore che allena, il preparatore può assumere un ruolo importante se e in quanto riesce a determinare l’indirizzo metabolico dell’allenamento, non tanto per i 20-30′ nei quali si concretizza l’intervento diretto in allenamento.
    Fino ad adesso ho sempre determinato le intensità ed i volumi di lavoro con i cardio, ma non c’è dubbio che l’analisi metabolica con il gps permette un’analisi molto più approfondita e rispondente a quello che succede effettivamente sul campo. Da quì la possibilità di poter indirizzare in maniera ancora più efficace le esercitazioni che vengono proposte.

    • army fucci 28 settembre 2012 at 19:11 #

      Condivido in pieno

  3. Daniele Nervi 28 settembre 2012 at 20:08 #

    Io invece non faccio i complimenti a Roberto perchè lui sa quanto lo stimo ed apprezzo i suoi studi e contributi.Dovremmo complimentarci con lui ogni giorno per aver creato questo Blog.Ogni giorno immette nozioni fondamentali per il nostro lavoro che ricordiamolo ancora “….è di supporto all’allenatore”, il lavoro del Preparatore Fisico non determina il risultato…..dobbiamo prenderne atto.Noi siamo parte integrante dell’allenamento, non una parte da 20′-30′ ad ogni allenamento.Il nostro lavoro dura quanto l’allenamento stesso.E’ qui dove abbiamo sempre sbagliato (ed io per primo in questi miei 23 anni).Ora abbiamo la lossibilità di conoscere un Modello Prestativo molto dettagliato e dobbiamo essere bravi ad introdurlo nella seduta di allenamento,sia esso con o senza palla.Voi avete giustamente parlato dei lavori con palla, siano essi a campo largo o a campo stretto.Io invece dico che possiamo anche intervenire su lavori senza palla. Percorsi nel quale si alternano fasi di lavoro a watt medio/alti di breve durata, che si alternano a fasi di recupero dove i watt scendono 7-8, comprendendo CdD a varie angolazioni e CdS.Diversificare il più possibile sempre rispettando le fasi intermittenti del modello prestativo “coniato” da Roberto.Ci sarebbe da verificare,sperimentare, aggiustare,ecc.Purtroppo non avendo squadra io ho grosse difficoltà a farlo coi miei 3 Gps.Mi sono offerto di fare gratuitamente delle rilevazioni con Gps a delle squadre di Eccellenza e Promozione,ma………la gelosia è una brutta bestia purtroppo. Vabbè vedremo di riuscire a farlo lo stesso.Un saluto metabolico a tutti.

  4. troisi armando 29 settembre 2012 at 16:32 #

    grande Prof. complimenti , per i lavoro svolto.
    Ora le chiedo come possiamo modificare da soli i dati nel software datoci in dotazione in base ai gruppi che alleniamo. Per quanto riguarda me che alleno le donne come posso fare. Per il test sui 30 metri spero che per la prossima settimana le riesco ad inviare dei dati.

  5. troisi armando 2 ottobre 2012 at 11:53 #

    prof. un idea di lavoro da svolgere del tipo intermittente potrebbe essere cosi:
    2-3 ” intenso
    2-3 ” recup
    3-5 ” intenso
    3-5 ” recup
    5-7 ” medio
    20-30″ recupero attivo del tipo corsettà e camminata
    non specifico le potenze da avere perchè lo fa fatto già lei molto bene e solo un idea.
    Mentre per il lavoro con la palla possiamo alternare lavori a campo ridotto con cambio di campo a un determinato istante. Passando a un lavoro a campo aperto.

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