Squat e dintorni (4a parte)

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Riguardando il precedente audiovideo, mi sono accorto che avevo dato informazioni senza un giusto contributo né numerico né visivo di quello che avevo detto, e cioè che lo squat sviluppato senza arrivare sull'avampiede è, dal mio punto di vista, un esercizio incompleto, di durata inferiore allo squat "balistico o comunque con arrivo sull'avampiede" ed anche dannoso per il ginocchio. Oggi sono in grado grazie a Cristian Savoia e ad Emanuele Marra che mi forniscono spesso delle analisi dettagliate di esercitazioni, di potervi offrire i dati e le immagini che giustificano (almeno per me) l'uso dello squat come movimento completo di spinta. Inoltre descrivo una cosa a cui sono particolarmente legato, e cioè gli orrori che sono stati fatti sulla valutazione della potenza nello squat non considerando che quando lo faccio debbo aggiungere il mio peso del corpo al sovraccarico e cambia tutto rispetto ad esempio alla potenza erogata nelle spinte in panca e ai successivi errori che si fanno sulla determinaizone della % di 1 RM.
Volevo anche parzialmente rispondere a Giovannelli, che si è sfogato sul suo sito istituzionale per delle mie critiche al suo seminario su "GPS mito e realtà": nessuno ti obbliga a leggere il mio blog e la mia pagina Facebook (non siamo certo amici), dove ribadisco il mio pensiero libero, cosa a cui forse tu non sei abituato.
Anzitutto sappi che io ho due palle così grandi da affrontare tutte queste cose da solo dopo tutto quello che mi è stato fatto, anche dal tuo sgusciante mentore, che evidentemente ti ha favorito nella tua attività. Se poi io commento e critico la tua scelta di far venire a parlare di GPS proprio il tuo mentore che come si sa è il minor conoscitore di questo attrezzo perché lo utilizza (male) da poco - quando se li è fatti comprare dalla FIGC - ed anche molto poco, visto che in un anno ha tirato fuori solo quella stupida analisi sui giochi di posizione dove si fanno 83 metri al minuto e dove continua ad ignorare, perché lo sputtana, la potenza metabolica!!!
Non mi sembra di aver criticato Marcolini, anche se non sono del tutto d'accordo su alcune cose che dice, ma questo non mi fa certo ignorare ciò che dice ed identificare i limiti della rilevazione, che ritengo attualmente il top per il controllo del carico esterno per gli allenatori e preparatori.
I miei amici sottoscrittori ed io, siamo in tanti in tutta Italia ed esistiamo da 6 mesi, vogliamo ricordare che il calcio non si allena - secondo noi - con le ripetute sui 1000 o con il "concurrent training", che sono cose da fitness, ma ricercando cose che si avvicinino coordinativamente allo sport che stiamo praticando e ne amplifichino gli aspetti "condizionali"; le stiamo studiando e discutendo con molte prove ed errori che facciamo, ma sul campo.
Prova a fare uno sforzo e a pensare magari, che forse ti fa bene, ed arriva ad una tua sintesi; non ti far dire dagli altri cosa devi fare.
Noi parliamo e critichiamo su questo blog, voi state zitti e vi beccate le presentazioni in inglese e le solite pappardelle di studi - sempre quelli oramai - che sono stati sperimentalmente approvati, ma che ad oggi si sono rivelati sbagliati. Quindi non venite a farmi ridere con la validazione scientifica, che il tuo mentore ha validato scientificamente il calcio con il metodo sbagliato, in tutte le sue considerazioni.
Io ho tanto da parlare, e lo faccio certo senza preoccuparmi se questo ti crea problemi, lo faccio per chi vuole ascoltare, quindi voglio personalmente proprio criticare chi vuole una cultura piatta, solo pseudo-scientifica, magari solo anglofona; io voglio parlare di allenamento, non di statistica se non per necessità, voglio avere la possibilità di farmi e far venire qualche idea a volte brillante a volte no, e poter sintetizzare con la mia testa ciò che voglio fare domani nel mio allenamento, che è sempre ogni giorno una ricerca di qualcosa di più preciso e mirato, e se posso sempre o quasi quantizzato.
Ma soprattutto pensare in proprio, non farmi guidare da chi non va mai sul campo e si crede un elite culturale, dopo aver sbagliato tutti i conti da 10 anni a questa parte sul calcio... e dovrebbero ammetterlo, stracciando i propri lavori e restituendo l'IMPACT FACTOR dietro cui hanno nascosto la totale incapacità di vedere quello che succede sul terreno di gioco.
Ogni tanto mi sembra di vedere le riunioni dell'Europa con tutti i capi di stato che pensano, spendono per viaggi ed alberghi faraoinici e perpetuano se stessi, senza essere in grado di gestire la situazione incancrenita in cui siamo. Qui noi dobbiamo darci da fare singolarmente e per piccoli gruppi per uscire dalla crisi. E stai pur certo che non ho nessuna intenzione di collaborare con chi è attaccato alla sedia del potere tramite le solite amicizie personali, ed il mio scopo è che vadano a casa e si aprano a nuove generazioni, che dovranno sbagliare il necessario, ma dovranno anche muoversi in maniera eticamente diversa, su percorsi differenti che non sono certo quelli della validazione scientifica che attualmente produce solo carriere e non certezze. Importante è la lettura critica dei lavori al di fuori di canali ufficiali inquinati oramai, come quello "scientifico" e universitario.
Mi dispiace per te caro Giovannelli, ma tu fai parte della vecchia generazione anche se non so quanti anni hai, zitto e buono dietro i potenti, e pronto a berti tutto senza coscienza critica per raccogliere qualche briciola. E stai anche contento di questa risposta, da oggi ti conoscerà anche qualcun altro al di fuori della tua regione (pubblicità gratuita!).

2 Responses to Squat e dintorni (4a parte)

  1. Marco Silvino Di Eduardo 31 ottobre 2012 at 12:03 #

    Prof. un chiarimento.
    Partiamo dall’utilizzo del carico come riferimento per l’esecuzione dei vari lavori,visto che magari in tanti non abbiamo un encoder e altra strumentazione e , visto le differenze esposte molto chiaramente, diciamo che parliamo di squat.
    Se si vuole fare un lavoro di forza esplosiva, il carico dovrebbe essere più o meno intorno al 30% del massimale, se non erro.
    In base alla tabella esposta, visto che a carico naturale ho il massimo della potenza, se voglio lavorare sulla forza esplosiva non dovrei mettere nessun carico oltre il peso del corpo.
    E’ corretto o sto facendo un parallelismo errato tra potenza e forza esplosiva ?
    Grazie e sempre complimenti per queste stimolazioni.

    • laltrametodologia 31 ottobre 2012 at 19:50 #

      ciao era un po che non ti leggevo !! dunque per me la parte finale dell’affondo deve essere anch’essa , soprattutto per basket e volley e anche calcio , sull’avampiede per tanti motivi , che sono gli stessi dello squat . Sembrerà sciocco dirlo ,ma solo in questo modo si lavora in maniera specifica sulla muscolatura flessoria necessaria appunto per frenare il movimento balistico . Se invece non c’è velocità non c’è lavoro di questa catena flessoria. E pensare che molti allenano la catena flessoria in forma aspecifica in concentrico , quando questa lavora invece quasi sempre in forma eccentrica , frenando la spinta mentre si allunga.
      Seconda domanda , quello che dici per gli arti inferiori tipo squat è corretto , basta poco carico ( 5-30 kg) per allenare la forza esplosiva alla massima potenza assoluta perche gia il peso del corpo è un carico ,basta rivedere la differenza tra la potenza delle spinte e degli squat a parita di sovraccarico descritta nell’audiovideo . Naturalmente non accade in altre condizioni un po stupide tipo la pressa o la leg , ma per noi il problema non si pone in quanto non le usiamo ….

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