I ruoli nel rugby: una prima analisi tramite GPS e potenza metabolica (Di Maio)

Con vero piacere che oggi immetto un audiovideo di un mio ex studente a Tor Vergata, Riccardo Di Maio, attualmente preparatore fisico delle FF.OO. di rugby. Da qualche mese ha cominciato ad affrontare le problematiche relative al rugby tramite l'uso del GPS e soprattutto dei concetti e calcoli della potenza metabolica proposti da di Prampero.
Il rugby, come il basket e diversamente dal calcio, prevede delle fasi di contatto come: la mischia, i placcaggi e le fasi di lotta con la palla che sfuggono all'analisi del gps; l'esempio più classico è proprio la mischia dove i giocatori contrappongono i loro "pacchetti" esercitando grandi forze orizzontali ma con risultato pressoché nullo: se guardiamo il GPS, in queste fasi ci accorgiamo che chiaramente data la staticità, la potenza e pressoché zero, mentre chiaramente si sta esprimendo la massima forza.
In questa fase il lavoro metabolico segnalato è zero, ma invece c'è una grande richiesta di energia. E ciò accade in altre situazioni, come nel basket ci sono: i blocchi, i tagliafuori ed i salti verticali che non vengono apprezzati come lavoro intenso dalla videoanalisi (visto che sono fatti all'interno dei palazzetti e il GPS non prende), e che quindi devono essere aggiunti nel lavoro metabolico. Appare chiaro quindi che unitamente alla rilevazione GPS che dà un risultato sugli spostamenti dinamici, va aggiunta una rilevazione visiva sulle azioni statiche intense.
Naturalmente che ve lo dico a fare (mio commento personalissimo): la nazionale di rugby, come sempre diretta dall'ennesimo straniero che fa proclami e poi perde più o meno tutte le partite, ma il lauto stipendio lo incassa nonostante tutto, usa GPS di gran marca e di gran costo e sono attualmente in grado come al solito di leggere solo la velocità, gli spostamenti etc, quindi orami un paio di anni indietro ad una modernità che continua a correre.

3 Responses to I ruoli nel rugby: una prima analisi tramite GPS e potenza metabolica (Di Maio)

  1. Daniele Nervi 7 dicembre 2012 at 09:44 #

    Complimenti a Di Maio per questo audiovideo.Sinceramente alcuni dati non me li aspettavo.Ho un figlio che gioca a Rugby da 8 anni (primo centro) ed alcuni dati del Mediano di Mischia mi meravigliano.Pensavo che la potenza fosse maggiore per l’Ala, anche se come hai giustamente detto tu quest’ultima interviene meno frequentemente nelle fasi di gioco.Lavoro molto interessante che inizia a delineare il Modello Gioco del Rugby specifico per Ruolo.Complimenti ancora ed un saluto a tutti i sostenitori del Blog.

  2. marcello cipriani 9 dicembre 2012 at 21:43 #

    Bel lavoro!! Una domanda: in base a cosa hai classificato l’intensità dei placcaggi e delle fasi di lotta??

    • riccardo di maio 10 dicembre 2012 at 19:12 #

      ciao marcello, la classificazione dei placcaggi tiene conto delle velocità e quindi dell intensità dell impatto, dell angolo del placcaggio( frontale,laterale) e ovviamente dell efficacia. Per la lotta invece ho tenuto conto della durata, del rapporto numerico attacco/difesa e del momento in cui l uomo interviene sul punto d incontro (cioè se il giocatore arriva nel formarsi del P.I. o se arriva alla fine quando al palla è già stata conquistata).
      Certamente sono valutazioni soggettive anche seguendo questi parametri ma in questo momento mi interessa soprattutto capire quanto i differenti ruoli partecipano al gioco, per completare i dati del GPS che riguardano solo la corsa. Sarebbe molto interessante trovare un sistema oggettivo di classificazione,ma per quanti parametri si utilizzino (anche la decelerazione sull impatto non ci spiega a pieno che tipo di contatto c e’ stato) risulterebbe assai difficile. Non dimentichiamo che le espressioni di forza sono estremamente collegate alle capacità tecniche individuali e il risultato di ciò che un giocatore fa, dipende strettamente dalla qualità dei giocatori che ha intorno(compagni ed avversari).
      Per concludere credo che per il momento sia imprescindibile, per una valutazione di queste fasi, un attenta analisi video per capire cosa succede a livello “qualitativo” da associare a quello “quantitativo”.
      ciao marcello.

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