Macchine isoinerziali per l’allenamento della forza: la parola ad Alfredo Genco

Isoinerziale Genco

Oggi iniziamo a parlare dell'allenamento isoinerziale, non perché sia una cosa nuova, ma perché fa parte di quelle cose che stranamente anche in ambito di letteratura scientifica non viene trattata in maniera approfondita, quando invece potrebbe riservare interessanti supporti al lavoro di forza concepito in ambito più funzionale. Per adesso non entro in questo dettaglio, ma mi fa piacere cominciare con un audiovideo realizzato da Alfredo Genco, che in Italia ha studiato e sta ancora studiando la macchina isoinerziale e le modalità di applicazione della forza su questo tipo particolare di resistenza.
Debbo dire, come ho detto a lui, che sono molto stupito della sua scelta di dire si alla mia richiesta di "volgarizzare" maggiormente lo studio e renderlo un po' piu intellegibile a tutti me compreso. Pensavo infatti scansasse il mio invito come la peste, avendo ricevuto anche un premio dalla rivista Scienza e Sport per il suo lavoro e quindi non volesse fottersi la carriera, mostrando un rapporto con il questo blog, ma tant'è: io l'ho avvisato, non volevo avere la carriera di un brillante ricercatore sulla coscienza.
Con questo naturalmente non faccio l'equazione stupida che fanno altri che lui sia d'accordo con me su tutto quello che si scrive su questo blog e soprattutto i miei articoli di introduzione che a volte sono un po' pesanti (ma li faccio di mattina presto quindi non sono frutto di alcool o droghe!!), non gliel'ho neanche chiesto perché qui, chi vuole, porta delle esperienze fatte da ciascuno di noi per discuterle e non per osannarle acriticamente, come invece pretendono altri in Italia.
Da alcuni mesi anch'io sto studiando in termini applicativi tale modalità di allenamento della forza e, oltre a vederne la palese utilità e semplicità, notavo anche che qualcosa non mi tornava in termini di enfasi data al lavoro eccentrico di questa macchina, quando ha anche grandi possibilità di sviluppo nella fase concentrica e soprattutto ripeto con gli opportuni adattamenti anche all'essere utilizzata per movimenti funzionali specifici.
Vi garantisco che ci sarà un seguito a questo argomento, e questo primo audiovideo su questo argomento lo lascio pubblico per tutti, poi vedremo per i successivi che farò anch'io insieme a Silvio Barnabà ed Elisabetta Introini su questo argomento e sulla nostra esperienza attuale sulle macchine isoinerziali. Vi invito come sempre a commentare e fare domande, e ringrazio ancora una volta Alfredo Genco per aver fatto questo passo importante verso una maggiore volgarizzazione di questa tipologia di allenamento.

20 Responses to Macchine isoinerziali per l’allenamento della forza: la parola ad Alfredo Genco

  1. Giuseppe Lopetuso 21 dicembre 2012 at 10:30 #

    Buongiorno Alfredo, una curiosità: hai valutato anche in quale tipo di espressione di forza vanno collocate le esercitazioni proposte?
    Complimenti per lo studio!

  2. Alfredo Genco 21 dicembre 2012 at 13:31 #

    Ciao Giuseppe, grazie per i complimenti. Anche se sono un pò restio a dover collocare un’esercitazione in una casella di classificazione della forza, ti posso dire che abbiamo valutato entrambe le esercitazioni (Max CONC e 4+1) come espressioni di forza esplosiva elastica; con una maggiore restituzione di energia nelle serie dove il volano veniva bloccato, quindi nelle 4+1 la componente elastica veniva sollecitata sicuramente in maniera considerevole. Spero sia stato chiaro.

    • Giuseppe Lopetuso 21 dicembre 2012 at 20:10 #

      grazie!

  3. salvatore varracchio 21 dicembre 2012 at 15:19 #

    Complimenti Alfredo , mi interessava sapere come fai a parametrare, in questo studio, il carico di lavoro , praticamente come fai a paragonare il lavoro fatto con pesi liberi ( con pesi uguale al carico del corpo ) con un esercizio isoinerziale che ha un volano che offre una resistenza ( ma non un carico quantificabile) .
    Inoltre stai usando questa metodica nel tuo lavoro di preparatore atletico di calcio ? se si , mi interessa sapere come viene strutturato e periodizzato .
    ti rinnovo j complimenti e ti auguro tanti auguri per il lavoro e per le feste natalizie.
    salvatore varracchio

    • Alfredo Genco 21 dicembre 2012 at 22:08 #

      Grazie, nel nostro studio è stata effettuata una singola seduta di pesi liberi che è stata confrontata con quella con volano. Con questo confronto abbiamo notato come la forza esprimibile con volano raggiunge valori estremamente superiori a quelli ottenibili da una singola serie con pesi liberi. Una parametrizzazione del carico non è stata ricercata, data la singola seduta effettuata con pesi; in relazione al possibile paragone tra i due lavori (pesi vs volano), potrebbe essere un argomento di analiisi anche se lo trovo diffocoltoso.
      Purtroppo non ho la possibilità di utilizzare l’isoinerziale con i miei ragazzi. Ma ho intenzione di fare altri studi in materia, e spero di poter approfondire la questione periodizzazione.
      Auguri di Natale e buone feste anche a lei Prof. Varracchio!!!

  4. yuri fabbrizzi 21 dicembre 2012 at 18:15 #

    ciao alfredo
    di sicuro la tua ricerca ha dato dei risultati diversi da quelli di altre ricerche, domanda? puo’ essere che le ricerche fino ad ora effettuate abbiano indagato solo la fase eccentrica e non la concentrica, come giustamente hai fatto te?
    ciao e grazie per il tuo contributo molto interessante trasferibile secondo me anche ad esercizi a corpo libero

    • Alfredo Genco 21 dicembre 2012 at 22:17 #

      Ciao Yuri. Ti rispondo dicendo che il fulcro di alcuni studi in materia era proprio il confronto tra fase CONC ed ECC nell’esercizio isoinerziale, e dicevano che in un esercizio eseguito in maniera ciclica continua (come le nostre rip. Max CONC) la forza espressa in ECC era maggiore a quella espressa in CONC. L’opposto di quello che è stato evidenziato da noi. Quindi gli altri studi hanno indagato la fase CONC. Spero ti abbia soddisfatto. Sicuramente gli aspetti relativi all’espressione di forza in relazione agli angoli aritcolari è importante per un’eventuale seduta di forza a corpo libero, sono d’accordo con te. Grazie a te per l’attenzione.

      • yuri fabbrizzi 22 dicembre 2012 at 09:23 #

        grazie mille,
        un paio di volte ho provato lo squat col volano e a ripensarci bene, perchè al momento non mi sono soffermato sull’esercizio, in fase eccentrica devi solo accompagnare in modo lineare il volano(almeno a me l’hanno fatto fare così), quindi l’espressione di forza non è massimale come ,se ho capito e visto bene, nello stoppare il movimento del volano nel tuo 4+1
        quindi per allenare la fase eccentrica con il volano dovremmo fare salita e stop, rec salita e stop etc…?
        ciao e scusa se ti faccio qualche domanda

        • Alfredo Genco 22 dicembre 2012 at 09:49 #

          Ma di che! Ho accettato l’invito del Prof Colli a pubblicare lo studio, proprio per discuterne con una platea di persone che lavorano sul campo e vogliono come me, sempre un risvolto pratico di quello che si prova in forma sperimentale. Comunque venendo alla tua domanda, è quasi logico che bloccando il volano ad un angolo articolare molto aperto esprima più forza, la cosa caratteristica secondo me è che l’esercizio di 4+1 nell’ultima ripetizione non presenta soluzione di continuità, quindi con brevissimo tempo tra la frenata e la succesiva spinta io ottengo più forza nell’ECC e anche nella succesiva fase CONC. In questo modo secondo me, o meglio dire secondo i risultati del mio studio, si può allenare la fase ECC a livelli massimali su volano inerziale. Ciao a te e ci sono sempre per qualsiasi domanda. Buon lavoro.

  5. antonio di vicino 22 dicembre 2012 at 11:58 #

    ciao , complimenti per lo studio,ho l’impressione che sia la modalità di esecuzione a influenzare l’espressione di forza eccentrica anche in ripetizioni cicliche,anticipando il riavvolgimento del volano ,invece non mi è chiaro perchè il picco in concentrica sia nella fase di massima estensione,sia che anticipo il volano sia che seguo la frenata ho l’impressione forse sbagliata che il picco in concentrica sia sempre nella fase di inversione ecc/conc . grazie

    • Alfredo Genco 22 dicembre 2012 at 18:31 #

      Ciao Antonio, grazie dei complimenti. La modalità di esercizio influenza l’espressione di forza a prescindere della fase che si analizza. I nostri dati indicano proprio che il picco di forza sia CONC sia ECC vengono espressi nella fase di inversione, ad un angolo articolare vicino alla massima estensione. Spero sia stato esaustivo.

      • antonio di vicino 23 dicembre 2012 at 11:30 #

        ciao Alfredo, grazie per la risposta , forse mi sbaglio ma ho l’impressione che i dati sul picco in massima estensione siano molto legati alla modalità di esecuzione e alla regolazione della cinta, in genere siccome mi interessa avere il picco a un determinato angolo non tendo completamente la cinta,in modo tale che in massima estensione anticipando il riavvolgimento della cinta l’unica forza è il peso del corpo,all’angolo stabilito faccio l’inversione è in quel momento ”sento” il picco .Naturalmente le mie sono solo sensazioni derivanti dalla pratica e quindi possono essere completamente sbagliate per questo mi interessava molto il tuo parere, come si dice…quello che non si misura non esiste, grazie ancora

        • Sergio Machella 23 dicembre 2012 at 23:02 #

          Ciao Alfredo, lavoro interessante e dagli ottimi spunti pratici.
          Premetto che non ho mai provato questo tipo di lavoro, ma pensandoci su direi che mi associo ai dubbi di Antonio e provo ad argomentarli:
          Capisco quando dici che la modalità dell’esercizio influenza l’espressione di forza però se immagino di avere un volano che mi fa resistenza nella fase concentrica e ipoteticamente si “srotolasse” all’infinito probabilmente il picco di forza l’avrei nella fase di cambio stato ECC/CONC. Al contrario se regolo la lunghezza il volano nel punto di massima estensione delle gambe o poco prima…non ottengo forse che il picco di forza che misuro è un valore “istantaneamente” (passami il termine) isometrico? (che però sistemo un pò dove voglio io)
          ciao

          • Alfredo Genco 24 dicembre 2012 at 10:50 #

            Ciao Sergio, posso dirti che un’idea futura per uno studio su queste macchine, che ho pensato insieme ad altri preparatori che la utilizzano, è quella di non dare vincoli articolari nella fase di estensione. in questo studio l’abbiamo fatto perchè ci sembrava gravoso per l’articolazione del ginocchio dei nostri atleti, degli angoli superiori ai 140°. Quanto alla domanda, non credo che i valori di forza registrati possano definirsi isometrici, in quanto il picco cadeva in prossimità dell’angolo di massima estensione sempre in un mometo dinamico dell’azione, l’inversione della cinghia. Inoltre, studi precedenti che avevano esegutio un esercitazione simile alle Max CONC, impostando angoli articolari simili ai nostri, avevano rivelato il picco in massimo piegamento. Quindi sicuramente è da indagare un’esercizio senza vincoli dell’angolo al ginocchio in estensione, che potrebbe presentare delle differenze rispetto ai risultati riscontrati nel nostro studio; però noi abbiamo già operato un confronto con risultati precedenti, trovando soluzioni diverse per l’utilizzo e la comprensione dell’esercizio su volano. Scusa se mi sono dilungato, spero di essermi fatto capire; il succo del discorso è che il modo con il quale eseguo il gesto su FW va a modulare l’espressione di forza, quindi provarne altri mi sembra utile, ma sono scettico a considerare quel picco come un momento istantaneo e ottenibile con gli stessi valori di forza ad angoli articolari più chiusi. Grazie e scusa la risposta prolissa.

  6. antonio di vicino 26 dicembre 2012 at 01:18 #

    Ciao Alfredo , secondo me e forse mi sbaglio , riguardo alla modalità di esecuzione, è possibile ritardare la fase di frenata lasciando che la cinghia inizialmente si riavvolga senza opporre forza, questo si traduce in un tempo più breve per dissipare l’energia cinetica del volano e quindi una maggiore potenza eccentrica. Più lungo è il ritardo prima della frenata maggiore sarà il risultante sovraccarico eccentrico,in base a queste considerazioni i picchi di forza sono strettamente legati alla modalità di esecuzione e in particolare all’angolo dove decido l’inversione e non alla macchina in se.Questa mi sembra anche la differenza più significativa rispetto ai pesi liberi dove la durata della frenata è più lunga e quindi la potenza eccentrica più bassa.

    • Alfredo Genco 27 dicembre 2012 at 10:41 #

      Ciao Antonio, quello che dici tu, cioè ritardare la frenata e lasciarsi trasportare dal volano è proprio quello che gli studi precendenti facevano, evidenziando un maggior espressione di forza in ECC rispetto al CONC. I risultati dello studio indicano invece che lasciandosi solo trasportare la forza espressa maggiore è in CONC, mentre se anticipo la frenata (freno il prima possibile) esprimo maggior forza in ECC. Quello che dici sulla differenza rispetto ai pesi liberi è giustissimo e bisogna porre ancor di più l’accento sulla modalità di esecuzione, perchè non posso dire che il volano serve per l’ECC solo perchè provo una modalità che mi va ad enfatizzare quella particolare fase. Ripeto la tua osservazione è giusta, però direi che noi abbiamo ottenuto il sovraccarico ECC “anticipando” la frenata più che “ritardando” la frenata. Grazie delle domande, sono contento di potermi confrontare con persone che come te lavorano nel nostro campo e possono dare spunto a riflessioni e dibattiti stimolanti. Ciao

  7. antonio di vicino 28 dicembre 2012 at 00:23 #

    grazie a te Alfredo !

  8. Daniele Gromero 31 dicembre 2012 at 18:42 #

    …Ciao Alfredo…per prima cosa complimenti per l’ottimo lavoro sperimentale ricco di spunti e riflessioni…
    …volevo chiederti due cose…la prima è la seguente:in assoluto si riesce a produrre più forza nella fase eccentrica?…nel grafico conclusivo sembra risulti questo…la seconda riguarda l’ambito più funzionale:la differenza fra pesi liberi e non(esempio le macchine),è legata alla componenente coordinativa…il vincolo con il volano potrebbe creare un intervento coordinativo relativo?…hai effettuato valutazioni e analisi sotto l’aspetto preventivo?…ti ringrazio in anticipo e ti auguro buon lavoro…

    P.s:non ho mai utilizzato questo tipo di macchine ma sono molto curioso dell’effetto…quanto prima proverò i protocolli da te proposti per capire anche l’effetto diretto…

    • Alfredo Genco 3 gennaio 2013 at 01:28 #

      Ciao Daniele, scusa il ritardo nella risp. Non credo che si produca più forza nella fase eccentrica, ma è la modalità con la quale io eseguo l’esercizio che porta ad una maggiore produzione di forza nella fase di allungamento muscolare. Per la seconda domanda, noi abbiamo provato a quantificare il periodo di apprendimento del gesto su volano proprio per valutare la risposta coordinativa del sogggetto a questo tipo di esercizio, i risultati non ci hanno dato indicazioni importanti, comunque la componente coordinativa su volano non la vedrei come u aspetto relativo, dato l’importanza dell’assimilazione del gesto che serve per un esecuzione massimale dell’esercizio su volano. Non abbiamo per ora analizzato l’aspetto preventivo. Spero sia stato esauriente. Buon lavoro e buon allenamento. Ciao ciao,

  9. Daniele Gromero 20 gennaio 2013 at 18:48 #

    …ciao Alfredo aasolutamente si grazie ancora e buon lavoro…

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