2c2 senza gabbia ma con le sponde: cosa cambia? (Fucci-Bovienzo)

 

Anche oggi, nonostante le feste natalizie, gli abbacchi e i panettoni, voglio riportare il contributo di Armando Fucci e Pasquale Bovienzo che chiudono la "saga" del 2c2 in spazi 17 x 10 come lavoro neuromuscolare. Gli autori infatti analizzano la situazione stavolta senza l'uso della loro gabbia "Gladiagol" e ci consentono di capire che con opportuni accorgimenti, si possono ottenere degli indici simili a quelli letti in precedenza. Una chiusura di 2012 con i fiocchi per il Blog, grazie al grande e costante impegno di Armando Fucci e dei suoi colleghi al Benevento calcio.
Sono anche molto soddisfatto della risposta che ha avuto il primo audiovideo sull'isoinerziale, a tutt'oggi molto scaricato anche nelle vacanze di Natale, e del dibattito che si è creato.
Credo proprio che il primo audiovideo del prossimo anno lo svilupperò su questo, anche magari tornando un po' indietro sul funzionamento di questa attrezzatura e sulle semplici registrazioni di forza e velocità fatte da me anche in modalità diverse da quelle proposte da Alfredo Genco.
Sempre con l'idea che è opportuno conoscere questa particolare modalità di lavoro muscolare, che come sempre la letteratura "scientifica" ci ha proposto in maniera spesso sbagliata e fuorviante, perché può dare stimolo a diversissime espressioni di forza e ripeto soprattutto essere usata con concetti anche più funzionali.
Poi ognuno ne tirerà le proprie conclusioni applicative senza aspettare che qualcuno ci dica come si fa ma pensando noi nel nostro specifico come può essere applicata allo sport che alleniamo.

14 Responses to 2c2 senza gabbia ma con le sponde: cosa cambia? (Fucci-Bovienzo)

  1. aldo 28 dicembre 2012 at 12:33 #

    grazie armando per il tuo contributo, in collaborazione con il mister bovienzo.
    volevo chiederti: ma le 5 partite da 2′ sono per ogni squadra ? se non ho capito male, se ne andrebbero 20′ di lavoro totale, giusto ?

    • Armandofucci 28 dicembre 2012 at 17:23 #

      Le partite che proponiamo noi nella seduta sono 5 da 2′ con 2′ di recupero. Quindi per ogni campo lavorano 4 squadre. 2 vs2’in campo e 4 sponde divise 2 dietro una porticina e 2 dietro l’altra porticina. Le sponde giocano solo di prima. Cone dicevi tu per fare 5 partite s’impiegano 20′. Considerando la rosa di una squadra al massimo bisogna fare 3 campi.
      Ripeto questi lavori noi l’inseriamo in un contesto di seduta con altri momenti di forza.

  2. Giorgio Zito 28 dicembre 2012 at 16:29 #

    Ti rinnovo i complimenti Armando per il lavoro svolto e vorrei farti qualche domanda se posso.
    Secondo la tua esperienza se questo esercizio lo facessimo su un campo indoor i risultati potrebbero essere gli gli stessi o la superficie condizionerebbe i risultati ?
    Seconda domanda : le sponde giocano la palla di prima o hanno la possibilità di fare più di un tocco ?
    Terza domanda di tipo Tattico: tu e il Mister Bovienzo avete riferito che utilizzate questa esercitazione per l’attacco alle seconde palle che cosa s’intende ?
    Vi ringrazio anticipatamente giorgio

    • PASQUALE BOVIENZO 28 dicembre 2012 at 18:01 #

      Semplicemente,la seconda palla è una palla di “nessuno”,un momento in cui il pallone non è nè sui nostri piedi nè sui piedi dei nostri avversari…
      Quante volte abbiamo sentito “arrivano sempre prima sulla palla”…
      In realtà quando sentiamo o diciamo frasi di questo tipo stiamo parlando di
      seconda palla…Su un lancio lungo degli avversari a scavalcare il nostro centrocampo,per esempio,i nostri centrocampisti dovrebbero immediatamente accorciare verso i difensori per trovarsi in posizione avvantaggiata rispetto agli avversari su una eventuale respinta della nostra difesa oppure sulla possibile sponda o scarico degli attaccanti avversari…Stessa cosa in fase di possesso per trovarsi davanti agli avversari sullo scarico dei nostri attaccanti…Quindi,da come si può intuire,la reazione del giocatore diventa un fattore fondamentale…
      In questo caso possiamo parlare di due tipi di reazione che devono lavorare in modo simultaneo e possibilmente veloce: la reazione mentale e la reazione motoria…
      Ogni singolo giocatore deve essere intelligente tatticamente, smaliziato in
      modo (quasi) da definirsi furbo,rapido nei movimenti e soprattutto in grado di leggere e capire prima dove finirà la palla…
      Tutti questi aspetti si possono e si devono allenare con esercitazioni specifiche,con partite a tema,e anche e soprattutto con sollecitazioni continue verbali,con esempi dimostrativi,fino a diventare normale per il giocatore essere alla continua ricerca della vittoria delle palle di “nessuno”…
      Nella gabbia ovviamente allenare queste caratteristiche è molto più semplice dal momento che lì dentro il gioco non si ferma mai ed è un continuo reagire ai movimenti veloci e inaspettati a cui è sottoposto il pallone…Però,è possibile effettuare un lavoro di qualità anche in assenza della gabbia,basta mettere due sponde umane dietro ogni porta,quindi solo in verticale e solo in fase offensiva,in modo da stimolare nei 4 che giocano il 2 vs 2 all’interno,la ricerca immediata della verticalizzazione e la conseguente ricerca della seconda palla,sia per chi attacca ( scarico della sponda ),sia per chi difende per trovarsi davanti agli avversari su quello scarico…Mi preme ricordare che con questi 2 vs 2,soprattutto nella gabbia,l’obiettivo non è solo ed esclusivamente questo,anzi…Ho sempre pensato che il 2 vs 2 rappresenta l’atomo della tattica…I modi per vincerlo sono diversi,taglio,sovrapposizione,triangolazione interna,esterna,sullo scarico,passante ecc,e quindi,se esistono modo per vincerlo,esistono anche modi per non perderlo come l’attacco e copertura,lo scambio di marcatura sulla sovrapposizione,il seguire il taglio da parte di chi lo vede e il conseguente interscambio di posizioni tra i due difendenti ecc,ecc,ecc…Da non sottovalutare,infine,l’importanza tecnica di queste esercitazioni,perchè nello stretto e in virtù dell’alta intensità e velocità del gioco,la ricezione,il controllo orientato,la precisione e l’intensità del passaggio vengono notevolmente sollecitate…Spero di essere stato,anche se non breve,quanto meno esaustivo…Un abbraccio…

      • Giorgio Zito 28 dicembre 2012 at 22:20 #

        Grazie Mister !!!!

  3. Enrico Talpo 29 dicembre 2012 at 12:08 #

    L’analisi mi sembra francamente condivisibile. Rispetto al “valore ideale” inteso come obiettivo tecnico-tattico dell’esercitazione, il “valore reale”, corrisponde?
    Grazie

    • armandofucci 29 dicembre 2012 at 20:40 #

      Scusami, ma non ho capito bene la domanda. Puoi formularla diversamente?

      • Enrico Talpo 31 dicembre 2012 at 12:16 #

        Premettendo che condivido i presupposti, la domanda, forse posta in modo non chiarissimo, tendeva a verificare se in esercitazioni di questo tipo (2v2+4 sponde) l’aspetto qualitativo, l’obiettivo tecnico (tecnica applicata) sia in fase di possesso che di non possesso, viene raggiunto. In sostanza nell’esercitazione, oltre all’aspetto “condizionale”, vi proponete anche degli obiettivi tecnico-coordinativi? Se si, secondo voi, riuscite a conciliare le due esigenze? Grazie.

        • armandofucci 31 dicembre 2012 at 18:30 #

          Si. Considerando la tipologia di lavoro abbiamo visto che anche riguardo l’aspetto tecnico si verifica ciò che vogliamo. Ricordo che comunque nella stessa seduta vengono inseriti anche altri tipi di lavoro per completare quanto da noi richiesto.
          Comunque sicuramente anche mister Bovienzo ti risponderà.

  4. angelo iannaccone 30 dicembre 2012 at 23:18 #

    Prof. Fucci innanzitutto le faccio i complimenti x il suo audio-video, un’ottima variante per un lavoro di forza pratico ed applicabile in un settore giovanile.Visto che ha specificato in un commento che l’obiettivo è di natura primariamente neurogena ma all’interno della seduta rappresenta uno dei contenuti di forza ma non l’unico,posso sapere con quali altri contenuti lo integra e con quale sequenza?la ringrazio in anticipo!!!

    • armandofucci 31 dicembre 2012 at 18:32 #

      Nella stessa seduta utilizziamo lavori con il trx doppio con accelerazioni, doppio snodo per spinte sui primi passi e lavori similari.

  5. Giorgio Zito 3 gennaio 2013 at 15:40 #

    Ciao Armando,
    volevo un chiarimento se è possibile.
    Per doppio Trx intendi il Torsion Pulley del Prof. con snodo centrale e due cinture ai lati per effettuare alternativamente accelerazioni con resistenza o altro?
    Poi per doppio snodo intendi un bilancere applicato ad uno snodo che consente di fare spinte di un peso e frenate di un peso ?
    Un saluto giorgio

    • armandofucci 3 gennaio 2013 at 21:58 #

      Il trx e’ quello di Colli.
      Lo snodo e’ una struttura dove si posiziona un bilanciere in posizione verticale. Si puo’ spingere il bilanciere in varie direzioni. Noi utilizziamo due snodi, con due bilancieri contemporaneamente per simulare una accelerazione spingendo tutte e due i bilancieri posizionati negli snodi.

  6. Giorgio Zito 4 gennaio 2013 at 13:54 #

    Grazie Armando,
    come sempre chiaro e conciso. Per lo snodo mi andrò a rivedere un audiovideo messo sul Blog un pò di tempo fa, lo devo solo trovare.
    Grazie e buon lavoro.

s2Member®