Isoinerziale: qualche informazione di base (1a parte)


L'audiovideo e il PDF sono per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.
Se sei già sostenitore, effettua il login.

Dopo il contributo di Alfredo Genco sull'isoinerziale, mi sono reso conto che sicuramente è un argomento di interesse, ma che forse non tutti conoscono bene il funzionamento della macchina isoinerziale e soprattutto le sue molteplici implicazioni.
Faccio presente che ho sentito parlare per la prima volta in maniera dettagliata di questa apparecchiatura da Roberto Sassi ad un seminario a Majori se ricordo bene circa 3 anni fa e con Elisabetta abbiamo acquistato dall'Inghilterra una macchina isoinerziale denominata VersaPulley, in quanto ci sembrava adeguata ad alcune necessità di allenamento del kayak.
Lavorandoci sopra, abbiamo visto che ci sono tantissime possibilità di applicazioni di movimento, su piani ed assi diversi, tanto da rabbrividire al pensiero che tale apparecchiatura è stata montata sulle leg extension e leg curl, massimo dell'aberrazione del lavoro muscolare analitico!!!
A tutt'oggi le macchine proposte, ad esempio solo per fare lo squat con tanto di pedana, risultano a mio avviso troppo limitative della grande varietà d'uso che può essere sviluppata. Nel corso di questi audiovideo che parleranno delle possibili applicazioni dell'allenamento isoinerziale, cercheremo di darvi il nostro punto di vista, corroborato come sempre da dati di esperienze che possano meglio esemplificare come poter estendere questa forma di allenamento, che può avere diversi vantaggi.
Vi prego, come avete fatto con Genco, di farci capire se il livello di esemplificazione è troppo basso o troppo alto, e se quindi necessitate di altri approfondimenti, tenuto conto che ci saranno almeno 4 audiovideo di base su questo argomento.
Come al solito il mercato ci ha preso per gonzi, richiedendo cifre astronomiche per queste apparecchiature che invece, proprio per la loro facilità di uso, trasporto e vantaggi, possono essere realizzate a prezzi molto più bassi e anche con sistemi di controllo che possono aiutarci a capire che tipo di forza facciamo (nelle diverse fasi eccentriche e concentriche), e con che qualità. Aspettiamo vostre indicazioni.

8 Responses to Isoinerziale: qualche informazione di base (1a parte)

  1. Alfredo Genco 5 gennaio 2013 at 13:26 #

    Complimenti Prof!!! Ho trovato fondamentale la spiegazione del meccanismo di funzionamento del complesso asse-volano! Volevo sapere, i segnali e i dati riportati in audio-video fanno riferimento a delle trazioni eseguite come nel video o in modo diverso (faccio riferimento al posizionamento del soggetto e al vincolo della macchina)??? E’ interessante notare come si possa subito capire dal grafico che stiamo lavorando con una muscolatura diversa e che esprime forza con valori e ad angoli differenti. Allo stesso tempo penso che però i due contributi esposti finora sull’isoinerziale sottolineano l’importanza della modalità con cui si esegue il gesto e della valutazione di queste modalità ai fini di un utilizzo funzionale dell’attrezzo. Infine per quello che ho recepito, anche nel suo contributo, anticipando la frenata, cioè frenando rapidamente ottengo un contributo considerevole nella fase ECC, che si trasmette in parte alla successiva fase CONC? Mentre secondo me la non consecutività delle due fasi (ECC-CONC) sempre distaccate, è da considerare anche legata al tipo di muscolatura analizzato. Mi sbaglio??? S
    pero al più presto di contribuire al blog con approfondimenti sull’iso-inerziale, sono infatti in contatto con il Prof. Sassi e dei preparatori in possesso dell’isoinerziale a Verbania. Buon lavoro
    AG

    • laltrametodologia 6 gennaio 2013 at 09:16 #

      ciao Alfredo i grafici che riporto sono solo una parte e manca ancora una parte dove descrivo il movimento piu corto ,simile alla tua proposta sullo squat ma su un azione di trazione , dove li troverai una migliore risposta muscolare “reattiva ” comunque di basso valore perche l’angolo è sfavorevole ,ma sarò piu chiaro (spero!) nel prossimo audiovideo . I grafici si riferiscono allo stesso movimento che vedi nel filmato , fatto solo piu intenso con applicate le apparecchiature .
      nelle 3 azioni che ho fatto vedere per adesso vi è un aumento della forza nella fase successiva alla frenata , ma con uno stacco tra la fase eccentrica e la fse concentrica non volontario : questo quindi ci dice che in queste condizioni ( almneo il soggetto analizzato comunque allenato ) non riesce ad utilizzare l’azione eccentrica come potenziante la sucessiva fase concentrica , come avviene in un azione reattiva dove lo stiramento tende ad aumentare poi la forza della fase successiva : l’aumento di forza che sia ha nella fse concentrica direi che è classicamente dovuto ad un po di riuso elastico tendineo e,probabilmente , ad una diminuzione delle inibizioni, sempre presenti nelle prime ripetizioni concentriche . Ti anticipo una mia conclusione totalmente empirica , ma quando ci troviamo con la muscolatura allungata in qualsiasi tipo di movimento la consecutività tra fase eccentrica e concentrica tende a perdersi molto , mentre invece con muscoli moderatamente allungati possiamo avere dei vantaggi , ma non di quello indicato erroneamente anche da Bosco dove si ottengono valori di forza 7 volte piu elevati (??!!!!) nell’azione riflessa , poiche si è dimenticato l’angolo di piegamento .
      Su questo spero di essere piu chiaro negli audiovideo successivi ,dove fornirò anche i grafici in PDF in modo che chi vuole potrà analizzarli con piu calma e magari scoprire qualche magagna anche !!! Il mio invito è atutti quelli che vogliono partecipare alla discussione portando anche in audiovideo le loro esperienze sono ben accetti ( anche quelli di Verbania che sono divnetati nostri sottoscrittori !!)

  2. giorgio zito 5 gennaio 2013 at 15:09 #

    Caro Roberto,
    non mi vergogno a dirlo ma io non conoscevo questo attrezzo !!! Però sono pronto come al solito ad apprezzare i contenuti e l’utilità. Questo primo audiovideo è stato molto interessante e chiaro sicuramente molte domande che mi vengono in mente verranno risposte con i seguenti contributi per cui per adesso aspetto. Grazie !!!
    Un saluto giorgio

    • laltrametodologia 6 gennaio 2013 at 09:17 #

      Ma infatti Giorgio non c’è nessun problema a dire che uno non conosceva la macchina , anch’io l ‘ho conosciuta molto in ritardo ma debbo dire che ho trovato totalmente inadeguata la letteratura ed il lavoro di Alfredo Genco mi sembrava l unico che ha cercato di andare verso un analisi di risposte muscolari a stimoli specifici . Ho quindi cercato di analizzarla anch’io e sono arrivato attualmente a delle conclusioni molto diverse da quelle di letteratura , soprattutto senza enfatizzare la parte eccentrica solo per l’aspetto ” reattivo “, ma proprio come una vera e propria macchina di muscolazione ma stavolta sui movimenti e non sui singoli muscoli . Naturalmente ho molte altre cose da far vedere soprattutto su questo ma ho voluto togliere l’attenzione solo sull’uso dello squat perche questa macchina può fare tante cose e toccare diverse espressioni di forza , in modalità funzionale

  3. yuri fabbrizzi 27 gennaio 2013 at 10:01 #

    ciao prof scusi il ritardo ma ho grandi prob di computer
    1 domanda forse banale
    a grandi linee, perchè dovremmo preferire un lavoro all’isoinerziale ad un lavoro con dei buoni elastici, soprattutto alla luce del fatto che il lavoro eccentrico è minimo o cmq non così esasperato come dicevano (fermo restando che ancora i benefici di un grande lavoro eccentrico anche in prevenzione nessuno li ha dimostrati)
    2 domanda
    quali sono le sensazioni che l’atleta riporta riguardo al lavoro sia immediato che nel medio lungo periodo? l’atleta richiede l’isoinerz.?
    3 domanda
    avete prodotto dei protocolli di lavoro medio lunghi e se si cosa è uscito fuori rispetto ad altri tipi di lavoro?
    grazie mille

    • laltrametodologia 27 gennaio 2013 at 11:32 #

      ciao Yuri grazie per le domande : debbo dirti che sinceramnte fino ad ora io non ho proprio detto nulla sulla bontà o meno del lavoro isoinerziale mi sto limitando a valutare cosa succede partendo da due movimenti diversi come trazioni ed estensioni , cercando appunto di vedere quando questo lavoro eccentrico c’è e di quanto è ( come ha fatto anche Genco ), ma anche e soprattutto cosa mi sucede nel lavoro concentrico ( semplice o preceduto da stiramento ) . Quindi non credo di aver detto nulla su questo punto ,ma mi stanno venendo delle idee e spero anche a voi soprattutto nel concentrico per legare questo tipo di resistenza a movimenti anche di forza orizzontale e funzionali al movimento che svolgo , con l’idea di lavorare su quelle catene muscolari ( credo che l’esempio della canoa per adesso calzi a pennello ) .
      So anche che il alvoro eccentrico puro porta sciuramente dei vantaggi perchè si sopportano piu carichi ( sappiamo perchè) , molti dubbi invece sull’applicazione del riflesso da stiramento per atleti e discipline che non li hanno .
      Ma prova a pensare al concentrico ….
      Su una cosa sono totalmente in disaccordo con te , il paragone tra questo tipo di movimento e l’elastico è assolutamente fuori luogo , : come ho gia descritto anche nel blog l’elastico da resistenza nelle parti terminali del movimento , quindi nelle azioni di estensione nei punti dove dovremmo essere piu veloci, mentre non la danno nei punti inziali del movimento di estensione , dove invece dobbiamo incontrare una resistenza per accelerare producendo forza : riguardati il lavoro fatto con Colagiovanni e poi ne riparliamo .
      Quindi direi proprio che su questo punto , l’effetto accelerativo sull’estensione l’elastico non vale niente e quindi se ci voglio lavorare devo usare un sovraccarico ,una pendenza o appunto anche l’isoinerziale , gli elastici su questo fanno l’opposto . Se vuoi mi sembra corretto paragonare il sovraccarico all’isoinerziale ( vedi anche il lavoro di Genco ) ,non certo gli elastici .
      2) Debbo dirti che incontra l’isoinerziale un notevole gradimento da parte dell’atleta , puoi chiedere anche a Barnabà che lo sta usando , e poi ci è sempre risultato utile per “sostituire ” lo squat a quei giocatori o atleti che non possono mettere carichi sulla schiena , ma anche e soprattutto per produrre movimenti funzionali di durata da forza massima , insisto per sollecitare con un azione sola tutti i muscoli interessati al moviemtno , anche se con durate diverse e soprattutto da non confondere con il milgioramnteo tecnico che non c’è iun quanto i tempi e le sequenze di contrazione sono diverse , ma certo piu intelligente di sperare che migliorando i singoli muscoli poi aumenta la forza del movimento specifico .
      Per il lavoro di trazioni e spinte funzionali ,uniti al lavoro del torsion pulley , danno una completezza di movimento molto grande e la sensazione di aver usato tutti i muscoli che interessano il movimento specifico ( parlo anche di kayak in questo caso , ma anche calcio basket volley , opportunamente adattato )
      3) purtroppo risulta difficile a chi opera sul campo poter distinguere l’effetto di un solo componente sul complessivo dell’allenamento , questo lo lasciamo fare agli scienziati chiusi nei loro laboratori che riescono a separare il particolare dal tutto ( ma quando mai !!!) . Non è neanche concepibile in squadre che vengono seguite tutto l’anno di poter dire , tu fai gruppo sperimentale e tu il gruppo di controllo , forse al massimo nelle giovanili oppure se vengono pagate le cavie .
      L’unica verifica ci risulta dall’anno precedente in cui abbiamo fatto lavori senza l’isoinerziale , ad esempio nel kayak i riscontri sui valori del binario risultano positivi , nel volley vantaggi si hanno rispetto alla curva forza velocità nel sovraccarico etc , ma dobbiamo capire che non possiamo scindere un esercizio di costruzione dal movimento finale : ti faccio un esempio delle falsità travestite da scientificità : se io lavoro con un gruppo sperimentale ed uno di controllo con l’isoinerziale e poi faccio il test con l’isonerziale secondo te chi migliorerà la prestazione e perchè ? se invece poi lo facessi su un movimento diverso , magari su un jump o un accelerazione , oppure con una corsa in salita o una navetta ?? E se magari oltre i numeri mi basassi anche su quello che vedo in partita o nelle prove a tempo ??
      Tu sai che questo sistema viene usato anche da alcune società di serie A di calcio , ma hai mai sentito parlare di risultati, oppure li hai letti in letteratura ?? La mia personale filosofia è sicuramente prima capire un pò come funziona , fare delle ipotesi e applicarle , raccogliendo numeri e sensazioni e osservazioni ( anche verificando ad esempio che questi movimenti non provochino dei dolori anche delocalizzati ma che possono essere legati all’innovazione ) : nessuno scienziato è in grado di fare il mio lavoro e tanto più bravo sono quanto riesco a capire la “verità ” dalla sintesi di tutte queste cose . Altrimenti sarebbe tutto facile e tutti , sia i medici e anche gli pseudo scienziati del nostro campo con alto Impact factor saprebbero fare il mio ed il tuo lavoro , ed invece fanno solo i passacarte in laboratorio e sul campo non li vuole nessuno , anche se sono gonfi di superbia .

  4. yuri fabbrizzi 27 gennaio 2013 at 12:26 #

    il paragone con l’elastico nn è un vero e proprio paragone, il fatto è che a prima vista l’elastico è la cosa che assomiglia di più allo svolgimento e riavvolgimento del cavo, e molto spesso capita parlando con colleghi di cercare di capire le differenze che abbiamo tra i due
    come gia sa io non sono ne per i test ne per le sperimentazioni, però avevo domandato per capire se esisteva qualcosa su un lavoro prolungato o cmq su miglioramenti, mi sembra di capire che chi lo usa ha comunque delle buone risposte da parte degli atleti,
    vedendo i filmati genco compreso abbiamo cmq tutt’altro di quello che ci era stato proposto fino ad ora e sicuramente collocando l’attrezzo non solo a terra possiamo avere anche una sorta di specificità per molti altri gesti e sport
    per quanto riguarda i benefici del lavoro eccentrico mi riferivo soprattutto alla vendita di esso come lavoro preventivo tramite eccentriche flash ed altra roba che è andata in voga nel decennio,
    anche io le ho fatte fare un po’ di anni fa, ad atleti che avevano avuto piccoli problemi sui flessori, ma i benefici non li ho mai trovati(fermo restando che la complessità della prevenzione infortuni non può ridursi ad un esercizio, ma ci dicevano così…)
    grazie erano le risposte che mi aspettavo e spero siano utili x molti

    • laltrametodologia 27 gennaio 2013 at 12:55 #

      Direi che se le macchine piu cretine sono la leg exstension e la leg curl, c’è stato qualcuno che ha pensato di fare una cosa ancora piu cretina cioè la leg exstension e la leg curl isoinerziale !! Ma se il concetto è quello del muscolo e non del movimento la stupidaggine è sempre pronta a sfornare perle . Come appunto l’eccentrico flash, basta andarsi a rileggere Bosco che diceva di studiare la storia che precede il movimento (non il muscolo ) per capire come applicar il riflesso da stiramento ,ma qualche cretino lo ha fatto isolando il mucsolo dal movimento . Complimenti sinceri ,piu si è stupidi piu si guadagna , basta avere amici giusti !!.
      Mi fa piacere che riesci appunto a vedere qualche proposta nuova che si basa su un analisi e su un ragionamento , e non perchè qualcuno scrive sulla Gazzetta un mare di stronzate e tutti gli vanno dietro . Il nostro intento è solo questo , cerchiamo di usare il cervello nostro e non quello degli altri , che spesso è esposto mediaticamente ma non mi sembra funzioni troppo bene e fa solo dei danni come le centinaia di infortuni ai femorali che ci sono solo in Italia cosi numericamente elevati !!!

s2Member®