Isoinerziale: dalle azioni generali a quelle specifiche (3a parte)


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Vi ho fatto aspettare un po' di più, ma come fanno ogni tanto le riviste oggi un numero doppio cioè 40 minuti di audiovideo circa per concludere la mia personale esperienza con l'isoinerziale nell'amnbito delle trazioni, prima generale e poi applicate allo sport specifico.
Il ritardo è dovuto al travaglio che qualsiasi autore ha quando deve far vedere dei suoi lavori, a come metterli in successione, oltre naturalmente ai tempi di elaborazione dei dati e alla costruzione dei grafici che porta comunque via un sacco di tempo.
Debbo considerare che se non ci fosse il blog questo materiale non lo avrei mai sistemato in questo modo, ed invito quindi tutti coloro che fanno un'esperienza numericamente utile, a portarla all'attenzione degli altri, non fosse altro per razionalizzare la propria attività.
Poi comunque troverete critiche serie o faziose, perché quando si fa qualcosa è sempre attaccabile perché manca un particolare o quant'altro, ma proprio questa paura non ci fa progredire.
Impariamo tutti dai nostri errori, è il miglior sistema didattico, quindi affrontiamo con serenità anche le critiche, se sono serie e ci fanno migliorare.

Chi non commette errori sono quelli che non fanno nulla, oppure studiano cose già risapute e ripetono a pappagallo studi già fatti, anche nelle ricerche scientifiche.

2 Responses to Isoinerziale: dalle azioni generali a quelle specifiche (3a parte)

  1. Daniele Gromero 20 gennaio 2013 at 20:14 #

    … Buongiorno prof…argomento molto interessante e ben sviscerato…penso di iniziare ad utilizzare il sistema in ambito basket cercando di lavorare nella fase eccentrica-concentrica con riflesso da stiramento per gli arti inferiori e non solo…lavoro simil pliometrico ma con molti meno problemi per ciò che riguarda il carico articolare…angoli di lavoro adatti in relazione all’obiettivo… ha dei consigli su come poter realizzare un attrezzo isoinerziale(se possibile)contenendo i costi?…la richiesta è soprattutto rivolta più che altro a cose da evitare nell’assemblaggio…grazie prof la saluto e sto cercando di liberarmi per il convegno di Brescia…grazie ancora e buon lavoro…Daniele…

    • laltrametodologia 21 gennaio 2013 at 14:43 #

      ciao Daniele , assolutamente problematica è la costruzione in casa di un isoinerziale , nel senso che ci to sbattendo la testa da circa 6 mesi e senza un ingegnere che ti aiuta in tante cose non è pensabile farselo in casa . Naturalmente stiamo comunque cercando come sempre di tenere dei prezzi umani, altrimenti non lo costruiremmo proprio . Poi la macchina va dotata di un sistema di controllo della velocità ,oltre ad avere la possibilità di essere applicata in movimenti molto diversi e non solo lo squat , come invece tante macchien isoinerziali sono costruite ,insomma un bel problema .

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