Isoinerziale e squat ad angoli diversi: approfondiamo l’analisi (2a parte)


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Prima di tutto alcune avvertenze: anche l'audiovideo di oggi è molto lungo (circa 35') e quindi vale doppio; per questa settimana non ne produrrò altri, consideratelo numero doppio. Ripresento tutto insieme il PDF dell'isoinerziale - comprese le trazioni - perché non ricordo bene se ve lo avevo dato in versione definitiva: comunque è ben visibile dove inizia la parte dello squat.
Poi voglio ringraziare un nostro sottoscrittore Yuri Fabrizzi per le domande che mi ha posto sull'isoinerziale, manifestando soprattutto i dubbi che questa macchina negli anni passati ha ingenerato: io ci lavoro da 3-4 anni, non ricordo di più (ribadisco che l'ho vista presentata da Roberto Sassi a Maiori in un seminario sul beach volley), non l'ho mai usata per fare eccentrico flash, ma l'ho usata anche per lavori eccentrici mirati alla forza massima; ho impiegato alcuni mesi per capire come funzionava e come poteva essermi utile, l'abbiamo usata molto con Elisabetta per i kayakers, ma poi nel prosieguo per volley e basket, sempre comunque abbinata ad altri lavori e soprattutto fino a un anno fa non eravamo in grado di valutare nulla del lavoro applicato alla macchina, se non tramite apparecchiature complesse come le pedane e gli strain-gauges, niente di quotidiano insomma.
Poi abbiamo cominciato a pensare come usarla in maniera più specifica per i movimenti degli sport di squadra, totalmente insoddisfatti di quello che era in produzione, che prevedevano sempre piattaforme rigide per fare lo squat e basta.
Se molto facile veniva l'utilizzo della versa pulley (questa la macchina che avevamo acquistato a circa 2000 euro) per tutti movimenti funzionali a prevalenza tronco, ci rimaneva indigesta per ciò che riguardava i movimenti funzionali a prevalenza arti inferiori.
Anche non comprensibile era la forma a cono dell'avvolgimento del cavo, così come non ottimale risultava il ritorno del cavo stesso in azioni orizzontali.
L'idea era buona, ma diciamo che abbiamo cercato di superare l'esistente (o forse magari qualcun altro ci ha già pensato, non lo ha detto in giro e noi non lo sappiamo). Quindi il problema si è spostato sull'utilizzo in posizioni tecniche specifiche con l'idea di applicare diverse espressioni di forza a movimenti più ampi, non ristretti al solo squat o ad azioni solamente verticali.
Sul blog, ho pensato che potesse essere utile per qualcuno rifare tutta la strada di come funziona, delle diversità e delle similitudini col lavoro con sovraccarichi, sempre con l'intento di stimolare l'inventiva di ciascuno di voi verso qualcosa che si rivolgesse al movimento e non ai muscoli. Non siamo i primi sicuramente, ho visto qualche filmato di qualche esercizio per i calciatori, ho notato ad esempio interessante la macchina utilizzata da dei nostri sottoscrittori di Verbania per lo sci, con movimenti adatti alla disciplina (anche con le vibrazioni), so da Matteo Basile che anche lui le adopera per il calcio, non so con precisione come le usa Alfredo Genco ed altri che non ho il piacere di conoscere.
So che come sempre la mia volontà e mettere tutto in piazza, ad esempio con Silvio Barnabà faremo vedere degli aspetti applicativi al basket nati proprio in questi ultimi mesi su cui ci piacerebbe discutere, e spero che lo facciano anche gli altri.
Solo questo è a mio avviso il modo per crescere senza arrivare a dire: "Si fa così", ma capire meglio cosa si sta facendo, suffragandolo con qualche numero, immagine ed osservazione, che ci aiuti a capire meglio il possibile l'uso di questa macchina di indubbia utilità, su cui mi sembra si possano fare tante cose e possa anche sostituire tanti pezzi della palestra che spesso ci ingombrano.

7 Responses to Isoinerziale e squat ad angoli diversi: approfondiamo l’analisi (2a parte)

  1. Alfredo Genco 4 febbraio 2013 at 12:26 #

    Salve a tutti, mi dispiace che nessuno abbia commentato gli audiovideo del Prof sull’isoinerziale, almeno in maniera pubblica, cioè condividendo i propri pensieri sull’attrezzo, sulla sua utilità e sul suo impiego. Speravo che i dubbi suscitati con il breve audio-video della mia tesi, fossero condivisi con il prof, discutendo degli aspetti messi in evidenza da lui stesso. Francamente mi sto accorgendo che pochi conoscono, anzi scusate utilizzano o hanno utilizzato questi dispositivi, quindi il nostro contributo può essere necessario a capire realmente la potenzialità di queste macchine. Adesso in questo momento, i miei dubbi si concentrano sulla possibilità di capire come le diverse modalità di esercizio (es. angoli di lavoro, tempi di frenata, velocità esecutiva) si vadano a collocare in funzione dell’obiettivo dell’allenamento che propongo. In quanto, i pochi che utilizzano la macchina, lo fanno non consapevoli totalmente delle sollecitazioni proposte in termini allenanti.
    Infatti sull’angolo di lavoro su volano, seppure ci appare logico che ad angoli più “aperti” si possa esprimere più forza, non è così immediato il passaggio nell’allenamento. Questo è un quesito a cui si cercherà di dare una risposta. Comunque quello che voglio ribadire, è la necessità di conoscere e studiare gli effetti delle metodologie di allenamento su volano, credo sia stato espresso il loro beneficio rispetto alle macchine standard e la loro flessibilità nell’espressione di forza (ECC, CONC, ECC-CONC), quindi l’obiettivo, secondo il mio parere, è capire come utilizzare al meglio l’isoinerziale, effettuando valutazioni su esercitazioni plu-articolari-muscolari e funzionali al gesto sportivo effettuato. Scusate il poema, ma come ha detto il Prof. giorni fa, questo silenzio è tremendamente ASSORDANTE!!!!!

  2. Cristian Dal Lago 7 febbraio 2013 at 14:06 #

    Salve prof. Genco, l’isoinerziale mi interessa molto e di recente ho potuto testare queste macchine al CTJ, anche se solo per 30′.
    La logica sembra davvero valida, ma il problema è che bisogna lavorarci sul campo per entrare davvero e capire questa concetto di lavoro.
    Si insomma bisogna averne almeno una per lavorare e capire i metodi opportuni di lavoro.
    Io personalmente non ho commentato i video perchè sto aspettando di averne una per lavorarci e magari poi confrontarmi con lei.

  3. Alfredo Genco 8 febbraio 2013 at 10:49 #

    Grazie del prof., ma credo, che come te, anch’io stia cercando di venir fuori come preparatore….anche se come sempre il sistema premia chi obbedisce al comando o chi ha talmente acquisito esperienza che legittimamente viene premiato. Scusa lo sfogo. Io penso che l’isoinerziale sia uno strumento su cui lavorarci e sbatterci la testa, io ho avuto la fortuna di lavorarci, e ora grazie a delle persone che ci sbattono la testa da un pò ho la possibilità di ri-lavorare sul volano. Capisco il motivo per cui non siano stati commentati gli audio-video del prof, però mi aspettavo un pò più di curiosità. Quello che dici è giustissimo, meglio parlare di un qualcosa che vedo e faccio e non del teorico. Quando vuoi, Cristian, possiamo confrontarci…grazie e buon lavoro!!!

  4. antonio di vicino 8 febbraio 2013 at 13:53 #

    Questi lavori del Prof mi sono utilissimi per capire sensazioni che potrebbero essere sbagliate,io ci lavoro da settembre,mi occupo di pallavolo,non ho numeri per confrontarmi ma delle impressioni che sono queste: mi consente di lavorare in accosciata senza mettere il bilanciere sulla schiena risolvendomi un pò di problemi, richiede un tempo di apprendimento ,in questa fase o quando voglio dare uno stimolo più ”tranquillo” allungo il tempo di frenata,per lavorare con tempi di frenata brevi mi serve che il giocatore sappia usare bene l’anca altrimenti c’e’ troppa compressione al ginocchio.Dove invece ho ottenuto risultati visibili è sullo stacco rumeno per migliorare la lunghezza della catena posteriore retratta sui femorali ,visto che con le metodiche tradizionali (vedi sga) i risultati erano temporanei , influenzati da altre attività e diciamo la verità la pratica un pò ”pallosa”. In 3×10 3 volte a settimana i miglioramenti sono stati nei soggetti valutati significativi e si sono mantenuti anche dopo uno stop di un mese, mi è sembrato evidente un miglioramento degli ”antagonisti” sia in termini di efficacia che di efficienza ma non ho dati solo impressioni mie

    • laltrametodologia 8 febbraio 2013 at 18:21 #

      Sono d’accordo con queste osservazioni , che ripeto fanno parte integrante del nostro lavoro e debbono anticipare i numeri . Ed in questo caso magari ,l’esperienza di noi anziani ci consente forse di capire un attimo prima le cose anche con pochi dati , mentre giustamente i giovani si debbono fare il culo a raccogliere anche molti dati proprio perchè difettano di esperienza .Poi naturalmente mi debbo fidare dell’anziano che dice qualcosa che sia credibile ….. .
      Ripeto sarebbe da folli pensare che io non faccio qualcosa finche la scienza ( poi questa scienza con questi scienziati …) non lo conferma .
      Le osservazioni di Antonio sono dal mio punto di vsita totalmente condivisibili e mettono un primo punto fermo al lavoro sull isoinerziale : su angoli molto chiusi la fase eccentrica mi aiuta molto di più per far lavorare in “apertura ” o allungamento (non stretching) la muscolatura agonista, anzi chiamiamoli definitivamente la catena muscolare agonista , potendo modulare tutta la fase di frenata , accentuando l’angolo e l’intensità ( scusa l’ignoranza ma non so cosa sia lo stacco rumeno , anche se penso di aver capito ) . Per entrambi le fasi (eccentrica e concentrica) molto interessante è quindi ,oltre la forza che non è poca e può essere modulabile mettendo piu carico esterno alla ruota in modo da accentuare la forza da applicare , anche controllare e modificare alcune problematiche “posturali ” come la posizione delle ginocchia e delle anche e aggiungo anche delle braccia , oltreche della schiena , che possono essere maggiormente modificate in tranquillità per assenza del sovraccarico sopra la schiena . Come ha detto anche Genco ,la modulazione della frenata può diventare anche coordinativa , e su questo dobbiamo secondo me sforzarci di piu e cercare di trasportare in movimenti specifici l’azione orizzontale dell’isoinerziale , uscendo dall unico schema attuale del lavoro muscolare verticale . E quindi concordo che solo lavorandoci si possono trovare soluzioni moderne . Ma ci stiamo arrivando ad avere macchine isoinerziali a basso costo , un po come è stato per i gps …… quindi non solo per i ricchi ma anche per gli operatori di tutti i livelli

  5. Cristian Dal Lago 8 febbraio 2013 at 15:32 #

    Ok grazie prof. Alfredo, la capisco nel suo sfogo e non appena sarò in possesso di una macchina isoinerziale la contatterò per avere un confronto con lei, se gentilmente mi potrebbe lasciare la sua email, ne sarei grato.
    Cosa intende quando scrive che sta ri-lavorando sul volano??

  6. eduardo 22 giugno 2013 at 19:42 #

    oggi ho fatto il cosrso a Bologna molto buono grazie Colli per il consiglio

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