I cambi di direzione (CdD) nel rugby: qualità e quantità – di Riccardo Di Maio (1a parte)

Oggi Riccardo Di Maio ci presenta un'altra parte del suo lavoro sul rugby, stavolta dedicato ai CdD, alle loro quantità e alle specificità per ruolo nel rugby. I dati che presenta sono assolutamente originali e poiché sono anche tanti ho preferito dividerlo in due parti. La soddisfazione che provo nel vedere i lavori così entusiasti di questi ragazzi mi riempie di gioia per la genuinità dell'analisi, che viene messa pronta disponibile per tutti ed aperta quindi anche alle critiche di tutti gli operatori. Invece che quattro babbioni che si sentono stocazzo perché hanno un laboratorio e pubblicano cose decotte che non interessano a nessuno, questo è il futuro della comunicazione sportiva, l'arena dove tutti ci mettiamo in gioco e dove tutti ci arricchiamo e soprattutto pensiamo.
Volevo anche ricordare a qualche presuntuosetto dell'ultima ora che i GPS in questione hanno una validazione che intanto circa sei mesi fa abbiamo messo in rete e su cui vi dovete anche levare il cappello.
Questa validazione è in via di pubblicazione proprio sui vostri giornaletti impattati dove scrivono gli amici degli amici. Se volete contestarla prendetevi un GPS e studiatelo e dopo vediamo chi ha ragione, come sanno bene gli utilizzatori del Qstarz che possono vedere gli spostamenti nel foglio dati a 10 Hz.
La volpe e l'uva è una favola che non va mai fuori moda.
E poi è divertente vedere medici che cercano di fare gli ingegneri aerospaziali, o preparatori che sentenziano senza averli mai usati: ma se tornassimo tutti a fare bene il proprio mestiere che nel nostro caso è quello di allenare?

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