I cambi di direzione (CdD) nel rugby: quantità e qualità – (2a parte) di Riccardo Di Maio



L'audiovideo è per tutti mentre per i sotenitori del blog c'èè il Pdf che contiente tutti i dati e la tabelle descritte ,in modo da poterle leggere e studiare con maggiore attenzione e visibilità , informati sulle modalità di sottoscrizione.
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Molto ben accolta è stata la prima parte del lavoro di Riccardo di Maio sui CdD nel rugby, debbo dire migliore dell'audiovideo sul modello del basket, che dimostra come oramai il basket sia uno sport in decadenza mentre il rugby, grazie anche alla cura mediatica federale, risulta più appetibile rispetto agli anni precedenti. Non ho visto però nei siti specializzati del rugby un grande commento e apprezzamento, spero ciò sia dovuto solo magari alla non conoscenza degli audiovideo che invito ai sottoscrittori a diffondere anche su facebook e condividere: secondo il mio parere contengono degli spunti molto interessanti su cui bisogna cominciare a ragionare visto che ho saputo che nella nazionale giovanile under 18 di rugby si fanno le ripetute sui 1000!!! Speriamo che con questi dati i responsabili di tale scempio vengano quantomeno sfiorati dal dubbio!
Un fortissimo complimento va ad Armando Fucci, a mister Bovienzo e al presidente dell'AIPAC campano prof. Varracchio, insieme ad un ringraziamento al Benevento Calcio per il seminario di Lunedì dove si è parlato (di fronte a 100 giovani assetati di moderne conoscenze e non di riedizioni di liturgie ormai stantie) soprattutto con la pratica sul campo di argomenti pragmatici, sostanziali e rivoluzionari che stanno prendendo sempre più piede in Italia, nonostante il grande freno che la cultura ufficiale sviluppa nei confronti della potenza metabolica e su tutto ciò che essa comporta.
La conoscenza dell'impegno durante le esercitazioni specifiche cambia di fatto il ruolo del preparatore fisico nel calcio e ne cambia totalmente le competenze, ma a Coverciano non se ne sono accorti...

8 Responses to I cambi di direzione (CdD) nel rugby: quantità e qualità – (2a parte) di Riccardo Di Maio

  1. riccardo di maio 13 marzo 2013 at 14:39 #

    volevo solo sottolineare che l’ultima parte relativa alla potenza dei vari cambi di direzione, è stata messa nell’audiovideo per far notare,nella tabella finale, come anche in questo caso velocità’ e potenza non seguano lo stesso andamento. come ricordato anche dal Prof.Colli, la potenza dei cambi di direzione più’ ampi fino ai cambi di senso, difficilmente sarà molto elevata perché c’è un decelerazione sempre più marcata.

  2. Francesco Veltri 14 marzo 2013 at 09:33 #

    complimenti Riccardo per questi audiovideo sul rugby!

  3. Francesco Veltri 14 marzo 2013 at 09:37 #

    Volevo inoltre chiamare a raccolta tutti gli iscritti e i non iscritti per quanto riguarda il lavoro del Prof.Colli, di tutti quelli che collaborano con gli audiovideo e anche con la partecipazione attiva tramite domande.
    E’ passato più di un anno dalla sottoscrizione al sito…credo che sia il caso di rinnovarla!che ne pensate?
    mi aspetto commenti da parte di tutti…

    • ArmandoFucci 15 marzo 2013 at 20:40 #

      CREDO CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO DEI FATTI:
      HO APPENA EFFETTUATO IL BONIFICO X CONTRIBUIRE NEL 2013 AL BLOG
      CHI RITIENE GIUSTO QUESTO FACCIA LA STESSA COSA
      GRAZIE DI TUTTO ROBERTO.

      • Giorgio Zito 17 marzo 2013 at 12:34 #

        Per me va bene rinnovare la sottoscrizione ma non riesco come ha già scritto al prof. a fare il Login per scaricare le ultime tabelle del Rugby e neanche ad effettuare il pagamento. Ho la sensazione di essere bloccato perchè non riesco ad entrare. Cmq anche se non sono competente di Rugby voglio fare i complimenti a Riccardo Di Maio per il lavoro prodotto che mette in evidenza tanti particolari su cui riflettere e costruire un lavoro più efficace. Un saluto giorgio

  4. Daniele Nervi 14 marzo 2013 at 15:09 #

    Ciao Francesco, perfettamente d’accordo con te.Dovrebbe diventare una cosa naturale ad ogni inizio d’anno il rinnovo della sottoscrizione.

  5. pierosario 15 marzo 2013 at 00:27 #

    Caro Di Maio
    la presentazione sui C.d.D. e’ molto interessante e innovativa,
    sottolinea ancora di piu’ quanto e’ importante, sencondo me, lavorare nella prevenzione,
    sarebbe ancora piu’ interessante incrociare il rapporto dei CdD/minuti con il numero dei contatti per minuto e i Nm espressi durante ogni contatto.
    questo altro parametro renderebbe veramente efficace una preparazione per ruolo, in particolare su tutti gli aspetti preventivi, recupero ecc.. credo che la differenza sostanziale dei ruoli nel rugby oltre che nel numero di CdD e quantita’ di accelerazioni e decelerazzioni sia proprio in questo, in questo momento all’universita’ di bath stanno conducendo degli studi sui Nm espressi durante la fase di mischia ordinata e si sono resi conto che ci sono forze, anche trasversali, di entita’ molto importantio, credi che con il vostro sistema gps si possono raccogliere dati del genere?

  6. riccardo di maio 15 marzo 2013 at 21:44 #

    Ovviamente i c.d.d. sono solo una parte del modello prestativo. Anche se solo questi dati bastano a capire come fare i 1000 m ma anche i 400 sia fuori luogo. Per quanto riguarda i contatti, molti sono gli studi fatti e quelli in corso, non ultimo quello citato da pierosario, il mio pensiero è che risultera’ sempre molto difficile catalogare perfettamente i contatti e le lotte dato l’altissimo grado di situazionalita’ di ogni fase di gioco. Ci hanno provato in Australia suddividendo le possibili situazioni ma sono uscite più di 100 situazioni diverse. Se si ragiona sul fatto che un ala in eccellenza fa circa 4-5 situazioni di lotta-contatto, si capisce che suddividere troppo può essere molto dispersivo. Anche nella mischia ordinata c’è un alto grado di instabilità, più di quanto ci si aspetti(ho fatto un analisi anche con l’elettromiografo), per cui stabilire cosa succede con estrema precisione è secondo me impossibile. Per ultimo occorre sempre ricordare che un intervento nel gioco è più o meno utile non solo dal grado di capacita’ fisiche utilizzate ma anche e soprattutto dalle capacità tecnico-tattiche. Bisogna perciò sempre utilizzare il video per associare l’impegno fisico presunto con il risultato del gesto tecnico. Pensate ad un giocatore che esegue una grossa accelerazione e una successiva grande decelerazione dovuta al contatto ma in realtà ha subito l’attaccante che ha rotto il placcaggio…. I dati del GPS non sono coerenti con i risultati del gioco.

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