Il recupero dopo le partite (Casella) ma debbo anche delle scuse al presidente AIPAC nazionale…


recupero post.gara

Oggi torna Christian Casella con un suo audiovideo che ci illustra alcune tecniche di recupero, che possono aiutare il giocatore a superare almeno in parte lo stress di una gara e favorirgli un più rapido ritorno ad una condizione accettabile. Interessante perché queste cose si vanno ad affiancare alle più conosciute tecniche di recupero prevalentemente energetico post gara, ma approcciano una visione diversa e più volta a ristabilire i corretti flussi d'energia in un altro senso.

Oggi dopo una approfondita riflessione ho verificato molto dettagliatamente le mie dichiarazioni sul blog del 12 ottobre relative all'elezione del presidente AIPAC regionale, e debbo dire che sono state molto pesanti e fuori luogo. Naturalmente non cambio opinione sulla vicenda, dove ciascuno poi ha usato al limite lo statuto, ma debbo scusarmi perche tutti hanno usato le armi scritte valide, combattendo una guerra onesta per i regolamenti esistenti (forse mi permetto non i migliori né adeguati, ma quelli c'erano). Purtroppo la mia irruenza stavolta è andata sopra il limite e ribadisco, mi scuso con il presidente Fiorini che rappresenta l'AIPAC e ne ho parlato anche con lui direttamente in maniera più dettagliata. Spero che abbia accettato le mie scuse e le possa porgere anche al comitato direttivo.

Nessuno mi ha obbligato a far questo, solo ragioni di coerenza e correttezza, se sbaglio è giusto sottolinearlo, anche verso chi non condivide con me le mie battaglie. Voglio anche far presente che il colloquio da me richiesto ed accettato prontamente dal presidente Fiorini denota una sua personale disponibilità che mi ha gradevolmente sorpreso, tanto da intrattenerci per quasi un'ora al telefono per parlare anche di molte cose interessanti.

6 Responses to Il recupero dopo le partite (Casella) ma debbo anche delle scuse al presidente AIPAC nazionale…

  1. Simone Ripamonti 3 aprile 2013 at 10:27 #

    Buongiorno,

    Ho osservato con interesse questo importantissimo ed attuale intervento del dott. Casella sul recupero post gara.

    Negli ultimi anni, collaborando con società professionistiche prevalentemente di calcio, ho potuto osservare come sia necessario introdurre alcune strategie di recupero psico-fisico che integrino i più tradizionali interventi bioenergetici (integrazione salina, ripristino dei valori di glucosio, riposo per equilibrio sonno-veglia).

    Lavorando con gli atleti e ascoltando le loro sensazioni mi sono reso conto che si ottengono ottimi risultati, con tempi di recupero decisamente più brevi, se si coinvolge in maniera attiva e globale il sistema neuro-motorio attraverso una “terapia fisica” auto indotta attraverso l’auto stimolazione del tessuto miofasciale (ricco di terminazioni nervose e quindi reattivo agli stimoli).

    A mio parere il lavoro passivo che somministriamo ai nostri atleti riduce il potenziale e l’attività di un sistema altamente intelligente, rallentando così le reazioni necessarie ad attivare quei processi di recupero dell’omeostasi.

    Il lavoro attivo, auto somministrato dall’atleta stesso, favorisce quei meccanismi di stimolazione e reazione dei sistemi di difesa che porteranno il sistema a ricercare velocemente uno stato di equilibrio.

    Alcuni nostri colleghi anglosassoni stanno inserendo sempre di più tra le comuni strategie di recupero post gara tecniche che vengono chiamate “Self-Administered Release” o “Self Myofascial Realease”.

    Faccio i complimenti al dott. Casella per il suo importantissimo audio-video e spero di aver lasciato un mio contributo.

    Simone

    • christian casella 3 aprile 2013 at 17:20 #

      ciao simone, grazie per aver risposto e aggiunto spunti importanti all’argomento.
      sono d’accordo con te sul recupero attivo attraverso il self myofascial release. è una tecnica che conosco molto bene, avendo svolto diversi seminari sulle tecniche miofasciali, ma forse dopo una gara è un po’ difficile, semmai il giorno dopo e con gruppi di 5 o 6 massimo, per poterli gestire meglio.
      quali esercizi proponi ai tuoi giocatori?
      comunque, uno dei limiti del self myofascial è che puoi lavorare solo sulle linee superficiali (tra l’altro non tutte le zone sono accessibili con gli attrezzi), come la LSP (linea sup. post.), la LL (linea laterale) e la LSF (linea sup. frontale). dunque, un lavoro passivo è d’obbligo, specie nei casi più importanti, come ad esempio un blocco sulla muscolatura del collo (scaleni, strenocleido, trapezio, etc.).

      dalle mie conoscenze e dalla mia personale esperienza, dopo una gara (se ci sono le possibilità), si effettuano gli esercizi che ho mostrato (ce ne sono tanti, ma per una questione di tempi ristretti ed esigenze ho scelto questi), per tutti quei motivi citati nel video.
      per quanto riguarda il giorno dopo la gara, il discorso cambia, avendo più tempo posso inserire esercitazioni più dinamiche come lo yoga dinamico (oltre a quelli citati sull’audiovideo e il self myofascial), ma anche autoposture di allungamento in base alle esigenze fisiche del singolo giocatore, inoltre, esercizi fisici funzionali non troppo pesanti con e senza palla.

  2. gabriele toschi 3 aprile 2013 at 15:16 #

    Non ricordo i termini di contrasto tra il prof. Colli e il prof. Fiorini, quindi aldilà della materia del contendere faccio un plauso a due persone intelligenti che hanno saputo riconoscere: l’uno un’esagerazione dei toni e l’altro l’accettare il dialogo, pur rimanendo le divergenze sull’argomento ma entrando in un’ottica costruttiva. Questo porta all’arricchimento culturale.
    Un altro motivo per essere un convinto sostenitore del blog e un estimatore del prof. Colli.

  3. Simone Ripamonti 3 aprile 2013 at 20:38 #

    Ciao,
    Si assolutamente questa tipologia di intervento va inserita nella prima seduta utile della settimana, quindi solitamente la mattina successiva alla gara e come dici bene a piccoli gruppi proprio per gestire meglio la corretta esecuzione del lavoro perché ogni stimolazione va eseguita alla perfezione e con i corretti e progressivi carichi perché sia realmente efficace.
    Quest’anno ho lavorato spesso con i giocatori che rientravano dagli impegni con le rispettive selezioni nazionali (che come sai lo spremono fino ad esaurirli) inserendo dei semplici strumenti di ausilio come foam roller, palline trigger point (per arrivare profondamente nella cavità degli otturatori, piriforme e medio gluteo sempre che spesso creano un blocco funzionale che influisce sulle retrazioni della catena posteriore) e per il recupero e la percezione della pelvi utilizzo una palla ritmica sgonfia con cui fare movimenti di coattazione della lombo-sacrale.
    Negli ultimi anni invece ho scoperto un piccolo attrezzo, ispirato alle tecniche di riflessologia plantare, che mi è molto utile sia come Release Miofasciale che come stimolazione propriocettiva cosi sono stato in India per studiarlo e ho pensato di portarlo in Italia personalmente. Questo è il link di riferimento: http://www.toptrainingalghero.it/it/servizi/video/179-allenamenti-top-training.html?start=5

    Mi fa molto piacere poter condividere questo tema sulle strategie di recupero post gara dal punto di vista neuro-motorio perché ritengo sia la vera frontiera del nostro intervento dato il sempre maggior numero di impegni stagionali!

  4. Simone Ripamonti 7 aprile 2013 at 22:33 #

    Ciao,
    Si assolutamente molto volentieri. Vedrò il Prof. Colli domani ad Oristano e in quell’occasione, se lo vorrà, gli posso lasciare una tavola come quella che uso io e che ti ho mostrato nel video.
    Io sono disponibile a poter presentare alcuni lavori che propongo ai miei giocatori sia come attivazione prima dell’allenamento che come “scarico” post seduta.

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