Interpretazione dei dati del GPS sulla sinottica di esercizi a secco: un approfondimento

Oggi vi propongo un approfondimento sulla lettura e interpretazione dei dati della sinottica rispetto a semplici esercizi, in questa parte di audiovideo tutti a secco. Ho notato infatti che, nel travolgente sviluppo dell'uso dei GPS per valutare la potenza metabolica e quindi il carico esterno degli esercizi, ci siano ancora delle difficoltà interpretative, soprattutto sul fatto che alcuni indici, crescendo, non sono più indici di avvicinamento alla prestazione, ma di allontanamento. Ad esempio quando la % anaerobica sale oltre un determinato valore intorno al 55% dobbiamo cominciare a chiederci se non ci stiamo troppo avvicinando a esercizi tipo RSA, che non hanno alcun rapporto con la prestazione.
Quindi, riprendendo una parte pratica con qualche filmato sviluppata in uno stage a Colorno l'11 maggio, vi do la mia modalità interpretativa a cui voi affiancherete le vostre riflessioni.
La lettura deve sempre essere fatta facendo interagire più variabili contemporaneamente per capire qual è il target dell'esercizio, e la cosa non è del tutto semplice.
Figuriamoci per quelli monotematici che pensano di dirigere la cultura metodologica italiana e che sono in grado di capire una sola variabile e che ci dicono che nel calcio è basilare allenare la potenza aerobica a secco... senza parole!!!
Da oggi proviamo a mettere una valutazione da parte dell'utente dell'audiovideo, vi prego di usarla perché oltre al numero di scarichi ci vogliamo anche rendere conto a quanti interessa e che prospettive di utilizzo dà l'articolo e la sua comprensibilità. Grazie

Come valuti nel complesso l'audiovideo?

Come valuti le capacità espositive e didattiche del relatore dell'audiovideo?

Quanto è interessante per te questo argomento?

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6 Responses to Interpretazione dei dati del GPS sulla sinottica di esercizi a secco: un approfondimento

  1. Angelo Bozzetti 5 giugno 2013 at 13:25 #

    Grande Prof., è quello che mi serviva, come analizzare e capire meglio ciò che viene svolto sul campo, analizzare e comprendere meglio i dati.. andiamo avanti..!!!!!

  2. Daniele Nervi 5 giugno 2013 at 14:34 #

    Concordo in pieno con Angelo, era proprio quello che chiedevo anche tempo fa al Prof: saper interpretare i dati nel giusto modo.Non soffermarci sul singolo dato ma collegarli fra loro per analizzare meglio la cosa.Complimenti ancora Roberto.Buon 4x1000m a tutti!!!

  3. Emanuele Tononi 5 giugno 2013 at 17:26 #

    Dopo aver partecipato alle due giornate di studio a Cadelbosco e aver assistito di persona anche alla parte relativa l’analisi della sinottica (interessantissima e dettagliata), trovo giustissimo e di stimolo sottolineare ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno) che la prestazione (e l’allenamento) ed il controllo di essa devono passano attraverso un’attenta e intelligente interpretazione dei dati che emergono in modo concatenato. Complimenti Prof, buon ascolto/visione a tutti!

  4. Giorgio Zito 5 giugno 2013 at 20:49 #

    Grande Roberto,

    è proprio quello di cui ho bisogno e avrò necessità di approfondire ancora come sai ho acquistato da poco il Gps e dopo essermi divertito a fare qualche rilevazione ho qualche diffilcoltà ha leggere i dati e questi audiovideo sono una mano santa !!!! Poi voglio ancora sottolineare come stanno facendo altri il grande clima di collaborazione che si crea negli incontri da voi organizzati e la grande umiltà da parte di tutti nel mettersi in gioco cercando un continuo confronto.
    Grazie ancora a tutti
    un saluto Giorgio

  5. ArmandoFucci 6 giugno 2013 at 09:07 #

    Naturalmente Colli, come sempre, ci guida nei vari step successivi. Infatti adesso è arrivato il momento di interpretare nel migliore dei modi i dati che emergono con il software LAGALACOLLI. E’ una concezione completamente diversa di osservare il training in campo. Prendere o lasciare. Non siamo i possessori della verità, solo che crediamo fortemente e sempre di più in questa strada intrapresa. La rivoluzione è stata la potenza metabolica, e questa rivoluzione ,come sempre, ha portato con se altre cose nuove. Per chi crede in questo metodo è arrivato il momento di lasciare strade monotematiche, in tutti i campi. Infatti il discorso è relativo anche all’osservazione-valutazione della forza. Se fino a poco tempo fa credevamo che il solo” numero” emerso da un test ci potesse dare indicazioni utili, oggi abbiamo capito che non è così. Durante i lavori che effettuiamo sul campo NON ci limitiamo solo ad osservare la potenza metabolica. Se così fosse andrebbero bene anche i lavori lineari a determinate velocità, dato che uno dei due fattori deteminanti la potenza metabolica è la velocità. Ma non avrebbe nessun senso rispetto al modello prestativo, e quindi a quello che è il metodo su cui si basa questa nuova osservazione. Come sempre Colli in maniera molto chiara, con i vari esercizi, ci ha guidato per mano per osservare ogni volta le cose mancanti: poche accelerazioni e decelerazioni intense; pochi cambi di direzione; la % di distanza equivalente bassa a dimostrazione della scarsa alternanza di fasi intense e blande; il rapporto velocità > 16kM/h e la potenza >20w, quindi se predomina la velocità (fattore negativo) o le accelerazioni(fattore positivo).
    L’osservazione della % anaerobica: è un dato importantissimo che, secondo me, può anche discriminare l’economicità del lavoro da parte del calciatore. Mi spiego: può capitare che anche in un lavoro a secco un calciatore, rispetto ad altri, anche avendo avuto le stesse direttive sviluppi % anaerobiche molto alte perché non sa gestire la fase intensa o la fase di recupero attivo dettata dal preparatore. E avere la possibilità dopo di leggere questo ” errore” ti permette di modificare i successivi lavori o di intervenire solo su alcuni atleti.
    La giusta lettura dei valori emergenti dal software apre nuove frontiere nell’ambito della forza applicata al calcio: vi invito a rivedere i nostri file audiovideo su i lavori fatti nel 2vs2, sia nella gabbia che sul campo. In quel caso è stato il software che ci ha guidato per creare lavori di forza. Infatti in quei lavori il nostro obiettivo era avere valori alti di forza, attraverso: accelerazioni e decelerazioni intense; cambi di direzione. Inoltre negli stessi lavori la % anaerobica era mediamente di poco superiore al 40%, eludendo il rischio di far diventare il lavoro una cosa che non volevamo (tipo RSA).
    Quindi ben venga questa altra indicazione di Colli per migliorare sempre di più la qualità del nostro lavoro. Mi auguro di poter avere più colleghi per confrontarci al Convegno di Bologna del 22 e 23 giugno, dove si parlerà principalmente di questo.
    Grazie ancora Roberto per la possibilità che ci dai di confrontarci tramite il blog e grazie come sempre del tuo prezioso aiuto.

  6. yuri fabbrizzi 10 giugno 2013 at 22:36 #

    l’intermittente è un argomento che a me sta a cuore, quindi questo audiovideo è stato da me molto apprezzato, e molto condiviso

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