(Savoia) Il costo energetico della corsa del calciatore non ha nulla a che vedere con il costo energetico della corsa in linea a velocità costante (1a parte)

Dopo un periodo dove ci sono stati molti seminari e congressi, che hanno comunque affrontato il tema della potenza metabolica nel calcio, credo sia molto opportuno l'audiovideo di Cristian Savoia che riassume anni di studi fino ai giorni nostri che, se ancora qualcosa ne avesse bisogno, confermano in maniera chiara ed inequivocabile che la corsa del calciatore, fatta di accelerazioni e decelerazioni, cambi di direzione e di senso, di breve durata e con reiterazioni e tempi di recupero abbastanza codificabili, non ha nulla a che vedere con la corsa continua in linea a ritmo costante.
Intanto quindi evitiamo che qualcuno caschi nell'ennesimo errore di quelli che provengono dall'atletica leggera che a tutti i costi vogliono insegnare "a correre" ai calciatori, quando loro stessi non sanno neanche com'è la corsa del calciatore.
E soprattutto ancora una volta si mette in risalto che la variazione del VO2max in soggetti calciatori adulti è sempre la stessa qualsiasi sia il tipo di allenamento a cui vengono sottoposti, per tornare sempre ogni anno allo stesso valore sia in partenza di preparazione che in termini massimali dopo circa 2 mesi di allenamento. Proprio questo comporta il fatto che tutti i test con misura indiretta del VO2max non servono a niente perché per l'appunto non tengono in considerazione un parametro fondamentale e cioè il costo energetico della corsa specifica. È divertente rivedere come tutti le tabelle e le formule che dal punto di arrivo dei diversi test Yo-Yo siano carta straccia perché indicano errori sesquipedali.
Nei seminari di questo periodo credo che tutti se ne siano accorti e cioè che la potenza metabolica è solo il grimaldello necessario per aprire la porta alla misura di molti altri parametri che ci fanno comprendere con sempre maggior precisione quale sia il tipo di impegno non solo fisiologico durante la partita e gli allenamenti: lasciamo ai poveri di spirito di ancora considerare una sola variabile come decisiva per la prestazione nel calcio.
L'entusiasmo che trasuda dagli operatori quando vedono come possono analizzare le loro esercitazioni è talmente palese che molti al termine delle relazioni vorrebbero abbracciarci per aver aperto a tutti noi un mondo di possibilità interpretative. Siamo ad un punto di partenza dove finalmente rivalutiamo la nostra professione che il grigiore di pseudoscienziati pallidi che non sanno cosa è il sole ed il verde del campo e il sudore dei giocatori: ci volevano costringere a fare i bidelli dell'allenamento, a non pensare ed eseguire solo quello che secondo il loro punto di visto era giusto. Scacciamo i mercanti dal tempio e riappropriamoci della nostra arte di allenare. Tutti possiamo farlo adesso.
Abbiamo diviso in due l'audivideo, la prima parte per tutti dove vengono riassunti i primi studi sul costo energetico della corsa del calciatore, mentre il prossimo che metterò domani o venerdi entra con prepotenza nelle nuove ricerche ed acquisizioni che forse qualcuno di voi ha apprezzato di striscio a Cadelbosco e a Milano, ma che qui vengono esplicitate fragorosamente e smentiscono venti anni di errori di chi si è sempre creduto un avanguardia, ma avanguardia di presunzione e dell'errore.

4 Responses to (Savoia) Il costo energetico della corsa del calciatore non ha nulla a che vedere con il costo energetico della corsa in linea a velocità costante (1a parte)

  1. Domenico Borelli 27 giugno 2013 at 08:12 #

    Buongiorno prof. Savoia, certamente un lavoro molto chiaro. Mi sento di non condividere l’analisi sul test Leger riguardo la differenza di prestazione sottolineata tra il calciatore con VO2max di circa 63mml e l’altro con un VO2max di circa 53mml. No credo si possa attribuire tale differenza all’economia di corsa (si tratta di quasi un 30% di distanza in meno) anche perchè mi sembra tu abbia detto che sono entrambi calciatori. Potrebbe essere dovuto magari a fattori motivazionali (uno è il titolare e l’altro la riserva che vuole dimostrare il proprio valore) o altre cause che ovviamente non conosco. Se un test non è eseguito al massimo, è ovvio che ha un valore relativo e con i calciatori, questo è un rischio abbastanza frequente.
    Domenico Borelli.

    • laltrametodologia 27 giugno 2013 at 15:14 #

      ciao domenico la tua osservazione è corretta in parte in quanto fai notare che ci può essere un altra variabile che influenza il risultato finale cosi sbagliato di questo test , ma la differenza di costo energetico l’abbiamo gia dimostrata essere tra calciatori del 6-8% nella navetta calcio e sulla navetta classica quindi incide eccome .Non era lo scopo principale dell’autore credo che risponderà quando torna dalle vacanze , che era quello di dimostrare l’inaffidabilità totale dei test YoYo in toto e quindi tutte le loro validazioni
      Intanto cerco io di fare due conti per spiegare meglio il peso del costo energetico : qui si tratta di misurazioni dirette con K4 e misurazioni indirette dello stesso test su distanza percorsa .
      Quindi se io ho raggiunto 2320 metri nello YoYo endurance secondo i calcoli di qualsiasi tabella dovrei avere 55 ml/min/kg di ossigeno ,ma il metabolimetro mi dice che ho ad esempio 62 nel caso A ( avrebbe dovuto fare 2820 m cioè ha fatto il 22% in meno ) e 51 nel caso B ( avrebbe dovuto fare 2040m, cioè ha fatto il 14% in piu) nel caso B .
      Parto dal presupposto che quello sia il mio massimo Vo2max effettivo visto che l ho misurato direttamente .
      Vuol dire che la distanza raggiunta a poco a che fare con il Vo2max per 2 motivi
      a) Appunto il costo energetico della corsa a navetta calcio ( 6.41 + 0,43) , anche se meno variabile per i calciatori del 6-8%, gia minore rispetto alla corsa in linea variabile di oltre il 10% nei calciatori ( 4.66 + 0.43)
      b) Il fatto è che per arrivare alla fine della prova si ricorre massicciamente almeno negli ultimi 2-3 step alla componente glicolitica e quindi si produce lattato .
      Va quindi da se che tale test è completamente inaffidabile , perchè non misura due variabili decisive come il costo energetico e la componente lattacida , che sommati insieme ti possono dare grandi differenze .
      L’impegno mi può far raggiungere il Vo2max e farmi fare molto lattato ed una ipotesi di vo2max calcolata falsata
      Lo scarso impegno mi puo far raggiungere il Vo2max e fermarmi con 4 gocce di acido lattico , e quindi sottostimarmi il vo2max calcolato .
      In sostanza il costo energetico conta in proporzione nello sballo del risutlato ed il test non è predittivo del Vo2max e dipende dalla volontà del soggetto di far fatica quindi come tutti i test massimali non serve a nulla

      • Domenico Borelli 27 giugno 2013 at 15:35 #

        Grazie Roberto per la risposta. Sull’obiettivo dello studio e sull’inaffidabilità del test concordo con quanto pubblicato e con quanto hai riportato. Stando anche alle vostre ricerche, il costo energetico può variare durante la stagione e quindi la mia osservazione era diretta ad affermare di non dare tutto il peso al CE perchè altrimenti si potrebbe pensare che facendo solo allenamenti specifici (o nel caso del miglioramento del test, tante navette sui 20m) risolviamo tutti i problemi legati “all’endurance specifica” (perdonami il termime, ma non me ne viene in mente un altro al momento) del calciatore.
        Grazie ancora Domenico

        • Cristian Savoia 2 luglio 2013 at 14:17 #

          Sono d’accordo con la sua osservazione, e la risposta del prof Colli è molto chiara in questi termini. Il solo CE non giustifica le differenze sul massimo consumo d’ossigeno, e nel calcolo dell’energetica totale (diretta) tramite l’approccio del prof Di Prampero viene considerato anche il lattato ematico prelevato alla fine dell’ultimo step; di fatto il fine di quella slide era solamente dimostrare la non affidabilità di una stima che non prende in considerazione l’economia di corsa nel cambio di senso e il contributo del sistema glicolitico. Grazie Domenico per il commento.
          Un saluto
          Cristian Savoia

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