Pompa: potenza metabolica, dati sinottica e FC (2a parte)


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Oggi il secondo contributo di Dario Pompa (rigorosamente ristretto ai sostenitori) con esempi pratici sugli svarioni della FC, che comunque era prevedibile da tutti visto che nella prima parte Dario non ha fatto altro che usare dati, studi e pratiche conosciute dagli allenatori sulla variabilità della FC a parità di potenza erogata. L'avvento della potenza metabolica dapprima ha chiarito il margine di errore (per carità prima avevamo solo quella ma adesso perseverare è diabolico... ), ma adesso sempre più diventano forse più importanti gli altri parametri che ci avvicinano o allontano dal modello, perché fare 13 watt e sbagliare tutto correndo in linea lo può fare qualsiasi coglione, mettere insieme tutti gli altri dati è un po' più complicato. Mentre continuano a essere presenti nei raduni di serie A test massimali ad esaurimento il 1o giorno, corse nei boschi, 1000 metri (anche dalla Francia che pensavo avessero capito qualcosa) e altre magnificenze del genere che fanno sembrare veramente la festa del dilettante la preparazione fisica del calciatore come se fosse fermo da 8 mesi e dovesse fare chissà che ricondizionamento.
Da adesso a maggio ci sono altri 10 mesi, ma nessuno riesce a concepire che la forma del calciatore è tutta un'altra cosa? Bisogna accompagnarlo progressivamente al recupero di una sua discreta condizione generale (bastano 15 gg per uno che ha smesso di allenarsi un mese fa); dalla condizione generale bisogna poi rievolvere la sua competenza tecnica e poi metterla al servizio delle componenti di squadra, quindi bisogna fare poche cose e semplici e vanno evitati gli eccessi, qui invece si fa il contrario. L'unica cosa di diverso rispetto al campionato e che nella fase di preparazione si fa un volume più alto di lavoro (tante doppie sedute) che quindi non possono essere troppo intense e lunghe ed invece si vedono cose inenarrabili. La doppia seduta ti deve consentire di fare qualcosa di più in termini di volume totale, ma ne paga alcuni aspetti dell'intensità. Tutto qui.

Per la "resistenza" del calciatore, dopo un primo ricondizionamento, conta - a mio avviso naturalmente - il dosaggio della qualità e del tempo di gioco del singolo giocatore in amichevole, che è la vera determinante dello sviluppo della resistenza specifica. Giocare contro la Boscaiola di turno è proprio il concetto dell'intensità modesta che inizialmente necessita ed il giusto dosaggio di aumento di qualità fa la differenza secondo me nella preparazione, così come aumentare il tempo giocato con progressività, senza sperare che il giocatore alla prima partita vera sia in condizione di fare il suo massimo, anzi se lo fosse sarebbe grave.
Abbiamo dimostrato che dobbiamo considerare crescente la forma del giocatore nel corso di tutto il campionato e della crescita della sua potenza metabolica in partita, quindi sappiamo di cosa parliamo. Ma i danni fatti dai preparatori che vengono da altri sport continuano ad imperversare soprattutto in serie A. Vi posso garantire che c'è un'attenzione enorme da parte della serie B in giù fino alle giovanili, al controllo dell'attività con la potenza metabolica e tutti i suoi importanti derivati. Mi ricordo ancora la presunzione della risposta ad una domanda di un mio collaboratore sulla potenza metabolica di un preparatore che oggi sta finalmente a casa (magari sta bene perché si gode i soldi del suo ricco contratto) definito illuminato: adesso fatti i gargarismi con la tua presunzione prima di parlare di cose che neanche ti sei peritato di conoscere.

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