Potenza-durata applicata al calcio (2a parte)

 

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Bene, beccatevi questa 2a parte dell'audiovideo sul rapporto potenza-durata, mi farebbe piacere avere qualche feedback con domande e richieste di approfondimenti, e farmi capire se il messaggio è comprensibile o molto criptico in modo da orientare meglio le puntate successive.
Intanto vi annuncio che sabato metterò una l'altro audiovideo del mitico Fucci sul test a rombo.

Vi garantisco che sto facendo un grosso sforzo per questi audiovideo perché oggettivamente hanno bisogno di molta precisione e di raccordare dati diversi, spero che siano utili.

2 Responses to Potenza-durata applicata al calcio (2a parte)

  1. Marco Savino 16 ottobre 2013 at 14:08 #

    il messaggio è chiarissimo, come sempre grazie per il grandissimo contributo che ci “regala”

    ho una serie di considerazioni e domande scaturite dall’ultima osservazione fatta nell’audiovideo:

    possiamo dedurre che il minor calo di performance della mezz’ala sia dovuto a
    – caratteristiche fisiologiche
    – caratteristiche tattiche e di ruolo(percorrono distanze di solito superiori ai loro compagni di squadra)

    ma a livello di interpretazione numerica,

    dato che questi giocatori esprimono alte potenze ad alte velocità (cosa che in altre zone del campo avviene meno frequentemente), effettuare azioni intense su distanze maggiori aumenta la “potenza metabolica media”?

    un giocatore che deve accelerare fino a raggiungere un’alta velocità e successivamente frenare (da una velocità elevata) produce una maggiore potenza metabolica media rispetto a un giocatore che svolge azioni intense in spazi ridotti e non raggiunge mai un’alta velocità?

    si potrebbe correlare la potenza metabolica espressa in un determinato tempo con quella espressa per distanza al fine di indagare su questo punto?

    i recuperi degli esterni spesso sono attivi, questo contribuisce a tenere una media leggermente più alta e un conseguente minore calo di performance, potrebbe essere un’indicazione sulla gestione dei recuperi nell’allenamento “individualizzato”?

    so che da come ho posto le domande vi è già presente la risposta, ma mi piacerebbe conoscere il suo parere su questa interpretazione.

    grazie

    • laltrametodologia 18 ottobre 2013 at 13:36 #

      ciao marco provo a dare qualche interpretazione , per il discorso delle mezzeali non sempre la caratteristica fisiologica determina la prestazione ad alte potenze , quindi il fattore tattico e capacità tecnica incide : se quel calciatore che ha 70 ml/min/kg avesse le stesse capacità tecnico-tattiche di quello da 63 sarebbe un fenomeno infermabile . Io credo che nel loro caso come descritto anche nell audiovideo dei ruoli la loro alta potenza dipende anche dal fatto che fanno minor recuperi a 0-5 watt rispetto a tutti gli altri ruoli .E’indubbio che giocare negli spazzi troppo stretti dove appena si accelera si decelera comporta una minor potenza metabolica , ma attenzione che i muscoli lavorano ad alta qualità , frequenza di stimolo e quindi si stancano di piu , anche se la potenza metabolica non lo indica .
      Direi che il rapportare la potenza metabolica per tempo sia la cosa piu giusta in assoluto , perche evita la necessita di dire a quale velocità sia stata compiuta che a sua volta falsa il dato per distanza , poi si puo fare tutto ….

      Gli esterni sono di diversa tipologia e questo spiega che i lavori individualizzati non servono se tu fai il tuo ruolo anche in allenamento e le esercitazioni prevedano per te spazi ampi e non sempre tiki taka ad esempio che vanno bene ai centrocampisti -Su questo ci vuole un lavaggio del cervello anche ai tecnici secondo me

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