Il rapporto potenza-durata: impariamo il suo utilizzo negli sport di mezzofondo (4a parte)

Al fine di approfondire meglio l'uso del rapporto potenza-durata negli sport di squadra, credo sia molto utile ragionare per differenza. Infatti il lungo audiovideo di oggi (che vi basta per tutta la settimana) si basa sulle esperienze da me ed Elisabetta Introini sviluppate in quest'ambito in oltre 25 anni di lavoro. In pratica cerchiamo di rimuovere la maledizione fisiologica sull'allenamento (allenare la potenza aerobica, il lavoro lattacido, la base aerobica etc), rimettendo al centro del programma di allenamento il modello di prestazione, quindi la velocità e potenza gara ed in questo caso anche la frequenza gara cioè il numero di colpi al minuto (HPG). Se al centro di tutto è il modello, è molto più semplice capire se sto facendo un lavoro molto o poco utile, correlato o meno e quanto con la prestazione; quindi l'aspetto fisiologico dell'allenamento assume caratteristiche secondarie, da non trascurare, ma non sono più il soggetto principale dell'allenamento. Se fate un grosso sforzo, probabilmente comprenderete perché diventa importante poi trasporre questo concetto dallo sport ciclico allo sport di situazione, considerando anche che questo sport si base su prestazioni che vanno dai 30 secondi ai 3'30" e che invece nel calcio bisogna ragionare su 90'.

Nella prossima ultima parte tornerò a blocco sul calcio e trarrò alcune mie conclusioni sull'impostazione dei tempi di allenamento nel calcio e nella potenza conseguente, portandovi anche qualche esempio effettivo che spero chiarirà definitivamente quello che io intendo. Lo dico anche subito, non mi aspetto nessuna reazione a questo audiovideo dal mondo del kayak, ormai con elettroencefalogramma piatto.

2 Responses to Il rapporto potenza-durata: impariamo il suo utilizzo negli sport di mezzofondo (4a parte)

  1. Gianni 1 novembre 2013 at 17:01 #

    Grazie prof. per gli approfondimenti sempre molto stimolanti ed in grado di suscitare dubbi sui lavori fatti fino ad oggi, soprattutto sulle prove di fartlek ed intermittente che ho trovato straordinariamente efficaci e piacevoli per la varietà dei lavori proponibili, soprattutto per i velocisti del Kayak ( Mt. 200) . A questo punto però mi sorgono delle domande in merito la periodizzazione di junior e senior under23 , specialisti sulla distanza veloce . Premesso che i lavori di fartlek debbano soddisfare SEMPRE valori di potenza metabolica a Mlss .
    – Nel periodo preparatorio le fasi attive di Watt intenso debbono essere sempre maggiori uguali alla potenza gara , come nell’intermittente, o posso continuare a proporre nel micro ciclo prove di durata maggiore ad intensità Vam o 4mMl ?
    – In tale periodo ha senso di limitare lavori estensivi di capacità aerobica, se non qualcuno per migliorare la coordinazione del gesto tecnico?
    – E’ bene mantenere nel programma settimanale almeno una seduta di lavoro “ Intermittente” per richiamare l’aspetto neurogeno della frequenza gara, nel periodo lontano dalle competizioni?
    – Il GPS La Gala –Colli ( impiegato anche par la canoa polo) è in grado di registrare i valori di potenza metabolica espressa, nelle fasi accelerative del kayak , anziché ricavare i dati con gps tradizionali e formule che tengono conto dell’avanzamento a Velocità Costante?
    Sarei per chiederle infine di ritornare parlare della forza specifica sulla” Macchina Isoinerziale” (dopo l’interessante seminario di Corato), dalla quale in questa stagione penso di aver ricevuto soddisfacenti risposte, ma anche uno strumento nuovo sul quale penso si possano ricavare molteplici forme applicative della forza.
    Gianni

    • laltrametodologia 2 novembre 2013 at 08:55 #

      ciao Gianni , finalmente un segno di vita dal kayak !!
      Parto dalla coda visto che tu hai l’ isoinerziale sarebbe interessante da parte tua e d chi o usa di fare appunto una descrizione in audiovideo nel loro specifico per lo sport applicato con le diverse espressioni di forza legate alle tipologie di gesti della disciplina
      Credo che sia importante un principio : non ragionare come termine principale l ‘allenamento metabolico , ma ragionare sempre in termini di allenamento sul modello gara . Gli esercizi usati in allenamento posso avere una bassa correlazione con il gesto gara e le sue tempistiche o una alta correlazione , graduabile naturalmente ( questa ipotesi di lavoro è stata descritta una ventina di anni fa forse oltre non ricordo bene da Pasquale Bellotti ) . La mia idea è quindi che quando vado a passeggio in kayak ( sotto MLSS) o in altri sport lo sto facendo solo ed esclusivamente per macinare km con quel gesto tecnico e soprattutto in quella situazione specifica di kayak ( o in bici o a nuoto ) senza aver alcuna pretesa ,soprattutto per gli atleti evoluti, di fare un lavoro AEROBICO che per avere effetto dovrebbe durare 3-4 ore almeno a quell’intensità . Quindi se a livello giovanile abbiamo qualche effetto anche metabolico , a livello senior conta solo per la coordinazione del gesto in situazione di acqua ( equilibrio, esprimere forza da seduti etc ) , piantiamola di menarci che facciamo capillarizzazione o case similari che in un evoluto si riacquistano con molta facilità dopo un breve periodo di riposo .Non entro poi nel ridicolo mondo della corsa , del nuoto e di altre cazzate complessive che vengono fatte passare spesso dagli allenatori ai kayaker come aumento della loro potenza aerobica , dimenticandosi che non fanno pentathlon , quando invece sono dei timidi palliativi utilizzati per riempire le giornate di pioggia e freddo e che nella atleta evoluto hanno un impatto vicino allo zero , rischiando invee di diventare per qualcuno il totem del lavoro invernale .
      Non ho alcun dubbio che d’inverno mi posso trovare anche e spesso a potenze inferiori alla gara , quando decido di allenarmi sul kayak personalmente non scenderei sotto il valore gara del 70-85% un po come descritto nell’audiovideo e senza volumi enormi comunque dei lavoro intermittenti mai inferiori alla VAM .
      GPS E KAYAK POLO
      Quando con Betta e Bucci abbiamo usato i gps nella polo , abbiamo dapprima studiato , tramite traino e metabolimetro, il costo energetico del kayakpolo in accelerazione e quindi implementato la funzione diversa da quella della corsa ma con la stessa logica di misurare le accelerazioni e quindi la potenza metabolica nel calcio . Naturalmente tale strumento avrebbe senso anche nel kayak per i 200 metristi , vista la decisiva importanza dell’ accelerazione in questa disciplina .
      Ti ringrazio comunque dell’attenzione che riponi nel blog e spero sempre di ricevere domande e richieste di approfondimenti come i tuoi . Penso che non esista la risposta giusta in assoluto ,ma l indicare una strada che poi l’allenatore nella sua necessaria fantasia e creatività nella situazione relativa in cui si trova ,possa tenere in conto come principio per organizzare il lavoro .

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