Dal 2c2 al 3c2: che differenze e poi parliamo anche di femorali… di A. Fucci

 

dal 2c2 al 3c2 e poi femorali Fucci

Con molto piacere metto in rete un nuovo lavoro di Armando Fucci, colonna portante di questo blog, che pur con i mille impegni della sua squadra riesce a produrre sempre lavori di ottima qualità. Oggi, partendo dal concetto che spesso i giocatori si trovano in soprannumero o sottonumero nelle diverse zone del campo, porta un'esperienza di lavoro sul 3>2 e lo mette a paragone con il suo lavoro precedente sui 2>2.

Inoltre nella seconda parte dell'audiovideo fa una serie di considerazioni sul dilagante uso di esercitazioni analitiche sui muscoli femorali e ristabilisce dei punti fermi da cui ripartire e ragionare. Da non perdere.

14 Responses to Dal 2c2 al 3c2: che differenze e poi parliamo anche di femorali… di A. Fucci

  1. Daniele Nervi 30 gennaio 2014 at 11:10 #

    Faccio i complimenti ad Armando per il suo contributo come sempre molto attuale e pertinente. E’ molto vero quello che dice sui mm femorali. Tantissimi colleghi ancora continuano ad utilizzare esercizi specifici “localizzati” su questi muscoli, non capendo che basterebbe vedere i dati che ha proposto Armando nel suo audiovideo per vedere i notevoli picchi di forza che può raggiungere un 2vs2 od un 3vs2. Io utilizzando solamente 3 Gps (al momento questo posso permettermi) riesco a monitorare ed a “pesare” le sedute di allenamento riuscendo ad avere dei carichi di Forza che niente hanno da invidiare a quello “settoriali” effettuati sul singolo muscolo, col grandissimo vantaggio che sono esercitazioni per il gioco del calcio (quelli che parlano bene direbbero che sono “Funzionali”). Quindi nel mio piccolo (alleno una squadra di Promozione con una età media di 20,2 anni) posso assicuravi che dal 10 agosto ad oggi, pur senza avere fatto sedute di Balzi,Multibazi,Ostacoli,Gradoni,Bilanceri,ecc, ho sempre avuto dei livelli di forza medio-alti.Nell’ultima partita di campionato sono riuscito a convincere l’arbitro a far mettere i Gps ai miei 3 giocatori. Se questo fosse possibile per tutte le partite del campionato, sarebbe una cosa fantastica che ci potrebbe notevolmente aiutare. Vedremo se riuscirò a farlo anche in altre gare ufficiale. Un caro saluto a tutti i naviganti del Blog ed ancora grazie a Roberto per avermi fatto “aprire gli occhi” su questa nuova via.

    • ArmandoFucci 30 gennaio 2014 at 19:37 #

      Grazie mille Daniele . Il,tuo,contributo è altrettanto importante per comprendere ancora di più quello che vogliamo dire.

  2. ArmandoFucci 30 gennaio 2014 at 11:48 #

    Giacomo tafuri ha commentato su fb il mio ultimo avideo:
    Armando hai fatto bene a puntualizzare …perchè non bisogna dimenticare che sono muscoli bioarticolari … quindi è sempre meglio sfruttare il lavoro eccentrico prodotto in questi tipi di allenamento come tu hai presentato nel video sopra… per altro questi tipi di Training sono anche più funzionali … sia da un punto di vista tecnico/tattico che biomeccanico …

  3. Pasquale 30 gennaio 2014 at 15:13 #

    Prof complimenti per la perfetta esposizione!
    Solo una domanda: “L’utilizzo di questo metodo dal punto di vista degli infortuni che risultato dà??”

    • ArmandoFucci 30 gennaio 2014 at 19:35 #

      Per correttezza ti posso dare i dati di questo campionato in corso solo alla fine. L’anno scorso con le due squadre del settore giovanile che allenavo a benevento ( allievi nazionali e berretti) abbiamo avuto solo 3 infortuni muscolari.
      Ma al di la di questo dato, io sono del parere che la migliore prevenzione rimane sempre l’allenamento fatto nel modo giusto. E nel modo giusto significa allenarsi per lo sport che si pratica. E per fare questo bisogna cercare di conoscere sempre di più quello che succede durante lo sport che alleni.

  4. Aldo 30 gennaio 2014 at 18:41 #

    Complimenti Prof. Fucci come sempre riesci a dare qualità, professionalità e dedizione al tuo intervento. Volevo chiederti:
    successivamente a circuiti di forza di pesistica adattata (affondi, contropiegate, good morning monopodalici con una rilevante sollecitazine della componente eccentrica) è preferibile proporre esercitazioni metaboliche che facciano incrementare o che raggiungono potenze-gara indirizzandosi maggiormente verso l’incremento delle velocità oltre i 16 km/h senza far schizzare le accelerazioni e le decelerazioni intense. giusto ? io l’ho letta così ! altrimenti si rischia di continuare a sollecitare la componente neurogena anche negli small side games ! mi sbaglio ?
    Ti ringrazio in partenza
    ALDO DIBENEDETTO

    • ArmandoFucci 31 gennaio 2014 at 14:36 #

      Grazie Aldo. In relazione alla tua osservazione : con lo staff non prevediamo mai lavori utilizzando come riferimento la velocità ( 16km/h). Quando costruiamo sedute metaboliche non poniamo dei limiti, questo significa che ci saranno calciatori che durante il lavoro avranno una maggiore componente neurogena, rispetto ad altri. Naturalmente se volutamente prevedo SSG , tipo 2cs2, giocoforza significa che voglio insistere sulla componente neurogena. Comunque io credo che dovremmo indirizzarci sempre di più verso una lettura solo speciale del lavoro includente sempre le due componenti metaboliche e neurogene. Il vantaggio è che adesso, secondo la mia modesta opinione, abbiamo una ” bilancia” per pensare l’intervento neurogeno,che prima non avevamo. Per il mio modo di vedere questo rappresenta una vera svolta.

  5. arturo zeppetella 30 gennaio 2014 at 23:27 #

    Complimenti Professore, trovo i suoi audiovideo molto interessanti, personalmente ritengo che sia l’ esercizio “nordic hamstring” che le esercitazioni con forti componenti decelerative, abbiano un effetto preventivo nei confronti di questo gruppo muscolare.
    Dal mio punto di vista è importante non proporre entrambi gli esercizi nella stessa seduta, e che prima di proporre esercitazioni con forti componenti decelerative i giocatori non presentino affaticamenti.
    Io nel periodo preparatorio ho utilizzato il “nordic hamstring” insieme ad altri esercizi di ceduta ma prevalentemente monopodalici, mentre nel microciclo settimanale preferico proporre esercitazioni simili a quella da lei esposta nell’ audiovideo.
    Ritengo il suo contributo molto prezioso, Grazie Arturo

    • ArmandoFucci 31 gennaio 2014 at 14:37 #

      Grazie mille Arturo del tuo intervento e per averci espresso il tuo punto di vista.

  6. Aldo 31 gennaio 2014 at 19:17 #

    Chiedo scusa per l’incomprensione, ho scritto male il messaggio. Per incremento delle velocità intendevo esercitazioni sempre con palla che si avvicinano sempre alle gestualità gara (small side games), magari aumentando le dimensioni dei campetti o magari decidere di inserire ad intervalli per esmpio di 2′ allunghi sui 20 metri ritornando di nuovo nel campetto per continuare il lavoro con la palla. La mia esperienza mi dice che un 5vs5 in un campo di 40×40 raggiunge valori della sinottica ottime a discapito del valore della velocità. Scaricando i dati del GPS ho modificato le dimensioni del campetto oppure quest ultime le ho lasciate invariate inserendo alla partitella degli allunghi. Così facendo i 6′ di partitella soddisfavano anche il valore della velocità. Ovviamente questa lettura può essere fatta solo grazie al GPS.

    • armandofucci 3 febbraio 2014 at 13:47 #

      Aldo, condivo il tuo sistema. Piuttosto che allunghi lineari sui 20 io inserirei, cosa che già faccio, ad un segnale stabilito, dei cambi direzionali di 3″ ca. Poi ogni quando inserirli, lo valuterei con il mister, in relazione agli altri lavori.

  7. Cristian Dal Lago 1 febbraio 2014 at 09:41 #

    ciao ragazzi, scusatemi se mi intrometto ma il prof. mi ha dato il suo ok, volevo solamente dire che a causa del mio abbandono al mondo del calcio per vari motivi, io avrei 2 gps in ottime condizioni con magliette che vorrei poter vendere a chi interessato, il prezzo totale con spese di spedizione comprese sarebbe di 225 euro, x chi interessato mi contatti al numero 3497944963 o via email: iker2583@gmail.com.

    grazie e buon lavoro a tutti!!

    cristian

  8. antonio di vicino 1 febbraio 2014 at 16:35 #

    complimenti, condivido pienamente il discorso sugli hamstring e in particolare i dubbi sul nordic hamstring (non mi piace per niente ),condivido anche il lavoro sulla forza anche se qui credo bisogna fare tutta una serie di valutazioni dalla struttura del giocatore ,sul momento ,ecc. ecc.. Quello che invece di sicuro io faccio sugli hamstring nella preparazione è un lavoro a rom completo con esercizi di deadlift romanian in bi e monopodalico ,sopratutto con l’isoinerziale ,perchè in genere li trovo quasi sempre retratti .Mi piace molto anche Vern Gambetta quindi condivido il discorso che distingue la funzione nella realtà dalla didattica dell’anatomia, su una cosa invece non riesco a trovare dati interessanti e mi interessava la tua esperienza o se hai dati :il riscaldamento degli Hamstring. Gli unici dati che ho , presi da un seminario di Gill Cometti , riguardano studi di Masterovoi degli anni 60, dove si dimostra che per alzare la temperatura locale siano necessari esercizi analitici con basso carico per favorire la vascolarizzazione prima di esercitazioni globali o più specifici,sempre in quel seminario in riferimento ai lavori di Masterovoi si evidenziava come dopo 20′ di una partita di basket la temperatura degli hamstring fosse ancora bassa. grazie

    • armandofucci 3 febbraio 2014 at 13:42 #

      Il prof. Cometti era mio amico e conosco il lavoro di cui parlavi per gli hamstring. Lavoro che non proporrei mai ad un mio calciatore. Posso risponderti solo per la mia esperienza: seguendo il mio principio esposto nell’avideo, non propongo mai un riscaldamento specifico per gli H. Dato che effettuiamo sempre , dopo una attivazione, un riscaldamento specifico con palla , attraverso i movimenti specifici di decelerazione e cambio direzione prepariamo tutta la catena cinetica posteriore ai successivi lavori.

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