L’allenamento dei calciatori di elite. La prima parte della nostra relazione (espansa) al seminario di Firenze del 6-7 Febbraio

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Oggi immetto la prima parte della relazione che svolgerò domani (in collaborazione con Cristian Savoia ed Emanuele Marra) a Firenze al 5° incontro europeo di Medicina dello Sport e dell'esercizio, organizzato dal prof. Galanti che ci ha cortesemente invitato a svolgere questa relazione, dopo il buon successo di quelle svolte l'anno scorso da Savoia e Marra sui nuovi concetti di potenza metabolica.

Il titolo è l'allenamento dei calciatori d'elite e poiché sono sicuro che in 15 minuti non sarò capace di sviluppare più di un concetto, metto in rete tutta la relazione che mi ero prefisso di fare e che durerà circa 90' (oggi la prima parte). Così chi sara interessato a seguire tutto il processo logico che ci porta alle nostre scelte metodologiche di allenamento potrà seguirlo con meno fretta e più particolari.

Soprattutto nella prima parte ci sono altri dati nuovi riguardanti l'analisi della consecutività dell'azione, necessaria per poter impostare gli allenamenti, unita ad una approfondita analisi dei recuperi in gara del gioco e del giocatore, ed il sottolineare che i recuperi di 5" di fatto non sono recuperi perché svolti ad intensità aerobica importante, come si evince dalle reiterazioni. Nella seconda parte ci sarà tutta la ricaduta pratica in termini di scelte di allenamento che potrete vedere, ma che gli attenti lettori del blog in parte già conoscono e forse possono riapprezzarla in un contesto più "olistico" e biologico complessivo delle scelte di allenamento.

11 Responses to L’allenamento dei calciatori di elite. La prima parte della nostra relazione (espansa) al seminario di Firenze del 6-7 Febbraio

  1. Armando Fucci 6 febbraio 2014 at 11:57 #

    Eccezionale contributo. Come sempre. Ancora una volta. Signori, qui non significa essere ” di parte” nell’ammettere la verità .
    Mi domando e vi domando: ma fino a 2 anni or sono cosa sapevamo ” veramente” di quello che succede durante una partita di calcio?
    Perché non ammettere che adesso, grazie a questi preziosi contributi di Colli, siamo a conoscenza di dati che ci permettono di programmare gli allenamenti in maniera completamente funzionale. Sinceramente il mio augurio è che Colli conservi sempre questo spirito e questa voglia di capire, e farci capire, sempre di più , e quindi di poter abbattere muri che diventano ancor di più obsoleti.

  2. domenico borelli 6 febbraio 2014 at 18:41 #

    Grazie prof. Colli.

  3. marco tarsi 7 febbraio 2014 at 23:29 #

    Grande prof.Colli

  4. michele palmieri 8 febbraio 2014 at 01:53 #

    Bravo come sempre Roberto, rendi facile e comprensibile ciò che comprensibile non era, nè è ancora per alcuni. Il tuo contributo ci stà aiutando moltissimo a commettere meno errori possibili.

  5. fabio di giuseppe 10 febbraio 2014 at 23:39 #

    credo davvero che chiunque si occupi di allenamento nel calcio debba ascoltare, riflettere e poi studiare questi 41 minuti e 15 secondi….questo è davvero il Calcio. Professor Colli grazie per questi contributi.

  6. yuri fabbrizzi 15 febbraio 2014 at 18:35 #

    ciao prof
    una domanda
    quando parla della potenza metabolica dei 3 giocatori, è riferita ai 6′ di corsa?oppure è un dato teorico?
    ciao e grazie
    yuri

    • laltrametodologia 16 febbraio 2014 at 17:58 #

      No è la vera Vo2max determinata con il metabolimetro in un test a carichi crescenti divisa per 2.85 per ottenere la potenza metabolica in watt .

      • yuri fabbrizzi 19 febbraio 2014 at 16:53 #

        quindi mi dica se sbaglio, se io faccio fare un 6′ di corsa continua ad un giocatore, e prendo come riferimento la tabella da lei fatta, posso teoricamente avere una previsione del wattaggio che potrebbe avere durante una gara in quel momento della stagione?(teoricamente…)
        ciao e grazie

        • laltrametodologia 20 febbraio 2014 at 08:44 #

          ciao Yuri direi proprio di no quello è ciò che pensano a Coverciano cioè che se aumenti la potenza aerobica in qualsiasi modo poi corri di piu in partita . Nel grafico se guardi bene ci sono 3 soggetti che come vedi hanno massime potenze metaboliche( aerobiche ) piu alte ma che in partita non sviluppano piu potenza di altri che hanno massime potenze metaboliche aerobiche piu basse . Il concetto della curva potenza durata ti spiega che il calo % è personale ed individuale , ed è quello probabilmente il piu allenabile riferendosi ad un gara di 90′ fatta di continue accelerazioni e decelarazioni , che impegnano quini il sistema nervoso e la muscolatura in modo totalmente diverso dalla corsa continua . Se ti risenti tutti gli audiovideo sul rapporto potenza durata probabilmente trovi una migliore spiegazione di tutto ciò .

          • yuri fabbrizzi 20 febbraio 2014 at 15:06 #

            grazie mille

  7. Marco Galluccio 16 febbraio 2014 at 18:35 #

    Davvero complimenti un ulteriore tasselo che ci permette di capire e definire il termine “Recupero” e come gestirlo durate un esercitazione

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